|Finanza
04 maggio 2012, ore 11:44  |  Fiat News

Crollano le immatricolazioni auto: un cimitero di macchine

Il governo Monti si disinteressa completamente della questione: duro monito dei produttori auto

Nel mese di aprile le immatricolazioni auto in Italia hanno fatto registrare livelli talmente bassi che si può tranquillamente affermare che il mercato auto sia tornata ai livelli del 1983. Il crollo delle immatricolazioni auto fatto registrare nel mese di aprile fa seguito alle pessime performance messo a segno nei mesi precedenti. Insomma per il mercato auto la situazione è divenuta davvero pesante. Eppure notizie di questo tipo sembrano essere diventate ordinaria amministrazione: non fanno scalpore nè tantomeno suscitano prese di posizione da parte di un governo tecnico che sembra impegnato in ben altre questioni (Fiat è sempre più Junk: immatricolazioni auto a picco). 

Secondo Jacques Bousquet, presidente dell’Unrae, l’Associazione delle case automobilistiche estere in Italia, il calo del mercato auto in Italia non sembra infatti interessare neppure al governo, nonostante  “lo Stato abbia gia’ perso circa 900 milioni di euro dal mancato introito Iva, dalla minor vendita di auto nei primi quattro mesi dell’anno, con una contrazione del fatturato del settore di 5 miliardi di euro, e che sia atteso un ulteriore calo di 1,4 miliardi di euro di IVA da qui alla fine del 2012. Sembra anche che non interessi a nessuno l’evasione da 1 miliardo di euro sul pagamento della tassa di possesso e che Province importanti come Roma e Firenze stiano perdendo circa 7 milioni di euro in quattro mesi per mancato introito Ipt, a beneficio di Province normalmente piu’ ricche, come Trento, Bolzano e Aosta“.

Parole davvero molto dure da parte del presidente dell’Unrae. Del resto i dati sulle immatricolazioni nel mese di aprile non lasciano spazio a interpretazioni: il primo quadrimestre rappresenta circa il 38% del risultato possibile su base annua e nei primi 4 mesi dell’anno nel vendite sono calate del 20,2%. In queste condizioni, le possibilità di un recupero nei prossimi mesi fanno parte della fanta economia. “Il calo della domanda, insieme alla stretta creditizia che non trova soluzione, sta soffocando letteralmente le imprese, con impatti occupazionali inevitabili, che avranno ulteriori pesanti ripercussioni nei prossimi mesi se non si troverà il modo di invertire la pericolosissima deriva“.

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5 Commenti

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  • # 1
    Un dato e' certo. I possessori di auto (quindi tutti noi, o quasi...) negli ultimi 30 anni hanno subito solo tassazioni sempre più alte. Non solo assicurazioni salatissime ed assolutamente prepotenti nel momento del sinistro, ma anche bolli alle stelle, passaggi di proprietà astronomici e, dulcis in fundo, la nostra beneamata benzina...se volete farvi due risate andate a vedere la lista delle famigerate accise sul carburante. Neanche Alberto sordi saprebbe far ridere di più...ma c'e poco da ridere. Il nostro sistema politico sta uccidendo le famiglie, i giovani, i pensionati, cioè tutti coloro che risparmiando qualcosa ogni mese potrebbero pensare di acquistare un'auto magari semi nuova o una lavatrice o scarpe o semplicemente beni di consumo che riattiverebbero l'economia locale e nazionale. Saluti
  • # 2
    Sarà forse colpa delle assicurazioni altissime ?????
  • # 3
    A Stefano. Non è corretto ragionare per compartimenti stagni. Il sistema economico è strettamente interconnesso e se nel settore auto si verifica una crisi, devi pensare che migliaia di famiglie (operai che costruiscono le auto) perderebbero il lavoro e sarebbero fuori dal sistema, visto che tutti i settori produttivi sono in grande difficoltà. E' una considerazione semplicissima che spero ti aiuti a comprendere che oggi la complessità dei problemi è tale che nemmeno i grandi tecnici bocconiani sanno cosa fare... purtroppo per tutti noi.
  • # 4
    Penso esattamente la stessa cosa. Aggiungo anche un pochino di solidarietà per quei lavoratori italiani FIAT onesti e non sabotatori (e reintegrati) che forse perderanno il posto di lavoro. Alla fine dei conti non sono siciro che si tratti di una cattiva notizia, meno auto meno problemi, meno soldi che vanno in Germaia Francia ecc ... La mia punto del 2001 va che è una meraviglia e non la cambierò fino a quando non sarà un rottame. W la bici, i mezzi pubblici ed andare a piedi
  • # 5
    Certo in Italia abbiamo un numero di auto pro capite esagerato, se calano un bel po' non può che essere un bene, visto che oltretutto la produzione delle auto è ormai quasi completamente fuori dal territorio italiano e quindi il ritorno è minimo. Con le auto vecchie lavorano più i meccanici, c'è più ritorno sul territorio rispetto a comprare auto nuove ogni 2 anni. Un ottima notizia il calo delle immatricolazioni.

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