|Finanza
26 gennaio 2012, ore 16:03  |  Attualità

Blocco Tir: scaffali supermercati ancora semi-vuoti

Blocco Tir causa 50 mln di danni al giorno. Auto a secco a scaffali semi vuoi nei supermercati di tutta la Penisola.

In tutta Italia si avvertono gli effetti del blocco dei Tir derivante della protesta degli autotrasportatori contro il rincaro dei carburanti. Fino allo scorso fine-settimana, ad essere letteralmente in ginocchio era stata solo l’economia della Sicilia, dove la protesta del Movimento dei Forconi era iniziata già il lunedì ed era proseguita fino alla mezzanotte tra venerdì e sabato scorsi. Il black-out oscurantista dei media, che hanno sottaciuto quasi totalmente la situazione e l’inerzia del governo, che ha finto di non vedere cosa accadesse sull’isola, hanno soltanto avuto l’effetto di esacerbare gli animi delle categorie interessate, che hanno spostato le loro azioni di lotta un pò in tutta Italia.
 

Prezzi esorbitanti per generi alimentari

In Sicilia, da ormai una decina di giorni gli scaffali dei supermercati sono tra il vuoto e il semi-vuoto, segnalando una situazione più drammatica che nel resto del Paese, dato che qui il blocco è iniziato prima. Non si trovano né frutta, né verdura, se non poca e a prezzi esorbitanti. Mancano generi alimentari necessari per i bambini, così come il carburante continua ad essere un bene prezioso e malgrado il blocco dei Tir sull’isola sia cessato da cinque giorni, le stazioni di servizio devono fare gli straordinari per fronteggiare la domanda e molte pompe rimangono puntualmente a secco. Nella sola settimana scorsa, il danno economico in Sicilia è stato calcolato in mezzo miliardo di euro, senza che l’esecutivo o la stampa abbiano trovato il tempo per dedicare qualche minuto della loro preziosa attenzione alle manifestazioni in corso.
Ma ormai anche in tutta Italia la situazione si sta drammatizzando, malgrado si parli di lento ritorno alla normalità. Frutta e verdura sono diventate inacquistabili. Un chilo di zucchine ai mercati rionali di Roma costa 6,50 euro e un chilo di pomodori di Pachino arriva a 7,50 euro.
A Modena, le Coop hanno rinunciato ad acquistare zucchine e melanzane, a causa di rincari ingiustificati del 50%. E nel Lazio, a causa della protesta dei pescatori, si calcola una riduzione del pescato tra l’80 e il 90%.
 

Danni prodotti deperibili per 50 milioni di euro

I danni sono ingenti, perché molti dei beni trasportati non potranno essere venduti sul mercato, quando la protesta sarà del tutto cessata, trattandosi di prodotti deperibili. Coldiretti calcola che ogni giorno le perdite ammontano a 50 milioni di euro, di cui 30 milioni riguardano i beni alimentari deperibili in giornata. E anche lo stabilimento torinese della Fiat ha subito già un grave danno dal blocco, con 4.200 auto che non sono state prodotte per il fermo resosi necessario alla produzione. Tutto questo è ovvio in un Paese dove ancora l’80% delle merci è trasportato su gomma.
Inutile parlare delle polemiche sul caro carburante. Ovunque si segnalano abusi, con benzinai che aumentano il prezzo di benzina, diesel e gasolio, per effetto della scarsa offerta. Tuttavia, i prezzi consigliati sono fermi da giorni, eccepisce l’Unione Petrolifera, e a dire il vero è così, anzi, Q8 ha anche abbassato il prezzo consigliato per la diesel.
Ma la protesta si colora di episodi di ordinaria violenza da parte di chi vorrebbe impedire ai colleghi di svolgere il proprio lavoro. Uno degli ultimi episodi si è avuto a Trani, dove la polizia ha posto in stato di fermo quattro autotrasportatori, accusati di violenza privata aggravata e continuata. I quattro avevano inseguito un Tir, a bordo di un’auto di grossa cilindrata, intimando al conducente di fermarsi e di non continuare il suo viaggio. Quest’ultimo aveva nel frattempo chiamato il 113, che giunto immediatamente sul posto ha trovato sull’auto dei quattro anche chiodi, che sarebbero stati utilizzati per danneggiare le ruote del Tir, impedendogli di proseguire. Poi, gli agenti hanno scoperto che si trattava di autotrasportatori.
 

Protesta dei pescatori

E quando il governo inizia a comprendere la gravità della situazione, davanti a Montecitorio oggi scendono a protestare i pescatori, così come lo hanno fatto ieri, insieme agli autotrasportatori, che anziché essere ricevuti da qualche ministro o altro rappresentante del governo si sono trovati davanti solo la polizia.
Il premier Monti parla di rispetto delle leggi e invita le categorie a rispettarle. Il ministro dell’Interno Cancellieri invita al senso di responsabilità, mentre l’Unione Europea ha chiesto al governo italiano spiegazioni e gli ha intimato di ristabilire al più presto una situazione di ordine.
Ieri, il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, aveva annunciato lo stanziamento del governo di 170 milioni di euro in favore degli autotrasportatori, sotto forma di sconto per i pedaggi autostradali. C’è la sensazione che non basti, non solo perché le categorie interessate avanzano molte più pretese, ma anche perché gli ultimi aumenti spropositati del carburante, per effetto dell’aumento delle accise deciso dal governo Monti a dicembre, hanno portato a rincari insostenibili per i prezzi finali di molti beni, nello stesso momento in cui la congiuntura economica è drammaticamente peggiorata.
Al netto del facile populismo, Monti e il suo governo sono stati bocciati ampiamente dalle categorie produttive e la politica della stangata fiscale ha finora avuto solo l’effetto di uno scoppio di protesta, destinata solo ad allargarsi.
 

Sullo stesso argomento potrebbe interessarti anche:

 
Print Friendly

SEGUICI SUI SOCIAL
 

 

Commenti

Per inviare un commento devi fare il login.

Lascia un tuo commento +

Emoticons :-)  :D  :mrgreen:  :(  ;-)  :roll:  :mad:

Switch to our mobile site