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12 novembre 2011, ore 14:00  |  Buoni del Tesoro Economia Italia

Asta BTp 5 anni di lunedì 14 novembre. Approfondimento sulla situazione

Il Tesoro collocherà 1,5-3 miliardi di Euro in una giornata politica decisiva. Molto dipenderà se avremo un nuovo governo o si andrà ad elezioni

ASTA BTp SARA’ TEST FIDUCIA PER L’ITALIA E NUOVO CORSO POLITICO – Lunedì, il Tesoro collocherà titoli di stato quinquennali (BTp a 5 anni), per un importo compreso tra 1,5 e 3 miliardi. L’appuntamento è molto atteso, anche in considerazione della buona riuscita dell’asta BoT dello scorso giovedì, quando i rendimenti sono sì schizzati oltre il 6%, ma pur sempre sotto le attese degli analisti, che prevedevano un boom al 7%, in linea con il trend sul secondario.

Inoltre, quanto accadrà il prossimo lunedì sarà un test sulla fiducia degli investitori sull’evoluzione della crisi politica in Italia. Per questo, il Quirinale e il Parlamento sembrano intenzionati a presentarsi alla riapertura dei mercati, dopo la pausa del weekend, con una prospettiva chiara e magari già con un nome certo sul futuro premier. Stabilità politica e prospettiva di un governo solido sono elementi forti di attrazione della fiducia sui mercati, altrimenti c’è il rischio che l’ennesima delusione crei le condizioni per un crollo dei BTp sul secondario e ripercussioni violente sull’asta.

 

L’ESITO DIPENDERA’ ANCHE DA QUANTI BTP VERRANNO MESSI IN ASTA – In realtà, data anche la forte variabilità dell’importo comunicato dal Tesoro, non è possibile prevedere grosso modo quale possa essere il rendimento lordo finale, al netto degli altri fattori esterni. E’ chiaro che se si decidesse di chiedere un importo che si attesti nella parte minima della forchetta 1,5-3 miliardi, allora il rendimento potrebbe essere molto più basso che nel caso in cui il Tesoro richiedesse un importo maggiore, non solo per effetto delle ben nota legge della domanda e offerta, ma anche perchè in questa fase, meno lo stato chiede e meno peggiore viene considerata la situazione dei conti del Paese.

 

SITUAZIONE SUL MERCATO SECONDARIO: TASSI AL 6,5% E ANCHE OLTRE IL DECENNALE – Come sempre accade, quando si tiene un’asta per il collocamento dei titoli di stato, l’esito è molto influenzato dall’andamento del mercato secondario per i bond di pari scadenza. In altri termini, il mercato primario tende, seppur lentamente, ad adeguarsi al mercato secondario, sia per effetto di valutazioni psicologiche, sia per ragioni di pura convenienza.

Curva dei rendimenti - Si noti come la curva gialla, che rappresenta la situazione al 9 Novembre 2011 si sia notevolmente appiattita. Le altre curve sono relative al passato, e vediamo curve crescenti da sinistra verso destra, ovvero rendimenti crescenti sui 10, 15, 20 e più anni di durata del Btp, come è normale che sia

 

Tassi crescenti sul mercato secondario dei Btp indicano titoli considerati più a rischio dagli operatori e questo si ripercuote negativamente anche sulla domanda di titoli appena emessi, in quanto gli investitori pretenderanno un maggiore rendimento, a parità di titoli acquistati.

Se la differenza tra i rendimenti dei titoli di nuova emissione e di quelli sul secondario fosse alta (ad esempio, i tassi sul secondario sono molto più alti di quelli sul primario, sulla stessa scadenza), allora agli investitori converrebbe acquistare “vecchi” titoli, non già quelli di nuova emissione e proprio questo riposizionamento tra domanda e offerta comporta un effetto di adeguamento del primario al secondario, seppur graduale.

Attualmente, i titoli a cinque anni sul secondario rendono intorno al 6,5%, cioè circa 100 punti base in più dei rendimenti esitati all’ultima asta del Tesoro. Tuttavia, la volatilità su questo segmento è molto alta, perchè non più tardi di tre giorni fa, i tassi quinquennali erano schizzati al 7,8%, superando quelli sul decennale. Un’inversione della curva dei rendimenti, che potrebbe essere frutto anche dell’attesa di un nuovo taglio dei tassi da parte della BCE, che spinge gli investitori, ceteris paribus, a preferire titoli a più lunga scadenza.

Ma è indubbio che il fattore principale di tale “anomalia” sia il maggiore rischio avvertito nel medio termine sulla solvibilità del nostro debito.

 

COSA SI ATTENDONO I MERCATI? – Ma allora, quali potranno essere le attese sui nuovi rendimenti all’asta quinquennale tra due giorni? E’ fuor di dubbio che si registrerà un’ascesa dei tassi e stando al fatto che lo scorso giovedì i BoT a un anno hanno reso oltre il 6%, il rendimento quinquennale dovrebbe collocarsi al di sopra di tale soglia, magari adeguandosi all’ultima chiusura sul secondario, intorno al 6,5%.

Ma sarà determinante il fattore politico, che spingerà molti investitori a comprare o meno. Se tra due giorni, l’Italia si sveglierà con una schiarita sul futuro governo, allora ci potrebbe essere un ritorno di fiducia sui nostri bond, con una domanda relativamente abbondante, il che avrebbe un effetto di calmieramento sui rendimenti. Viceversa, si rischia un tracollo sul secondario, con esiti molto pesanti anche sul collocamento.

 

BUONE NOTIZIE, LA BCE STA ACQUISTANDO TITOLI DI STATO ITALIANI – Di più. La BCE sarebbe tornata ad acquisti ingenti quantità di BTp negli ultimi giorni, in considerazione della fiducia che l’Italia possa risolvere al meglio la sua crisi politica. Questo dovrebbe portare Francoforte a comprare titoli quinquennali sul secondario il prossimo lunedì, al fine di spingere al ribasso i rendimenti anche all’asta, come ha già fatto in queste settimane.

La condizione essenziale, però, è che in questo weekend, Roma non si attorcigli politicamente, il che allontanerebbe la prospettiva di un intervento di Draghi.

Infine, sempre restando sulla BCE, sempre lunedì essa comunicherà il valore dei titoli acquistati la settimana precedente. Qualora essi siano di importo molto alto, la reazione degli operatori potrebbe anche essere negativa, sull’idea che Francoforte avrà minori margini di sostegno per le prossime sedute, avendo già in portafoglio 180 miliardi di bond governativi ed essendo il limite pronosticato intorno ai 300 miliardi.

 

 

MODALITA’ E CONDIZIONI ASTA BTP  – Il collocamento dei titoli all’asta anche il prossimo lunedì avverrà sulla base delle richieste degli investitori che perverranno alla sede del Tesoro a Roma. In sostanza, nel decidere quale importo collocare all’interno della forchetta prevista, il Tesoro agirà sulla base delle condizioni che saranno riscontrate in corso d’asta. Se si nota un rapporto di copertura alto, tale da potere godere di rendimenti relativamente convenienti, allora l’importo offerto potrebbe salire. Il contrario accade quando il Tesoro nota che il cosiddetto “bit-to-cover ratio”, ossia il rapporto tra la domanda e l’offerta, è basso, tale da rendere oneroso un collocamento abbondante dei nuovi titoli.

Infatti, il rendimento offerto all’asta può variare durante la seduta, scendendo, nel caso la domanda sia ritenuta abbondante; in aumento, nel caso contrario.

 

ASTA BTP CHI PARTECIPA – Ma chi partecipa all’asta dei titoli di stato? Partecipano per lo più alle aste, anche in termini di volumi, i cosiddetti “investitori istituzionali”, cioè banche, fondi, assicurazioni, sgr, etc. Alcuni di questi istituti si impegnano anche ad acquistare un quantitativo medio minimo del 3% del debito emesso durante l’anno, al fine di ottenere la qualifica di “specialista” dei bond trattati.

 

ACQUISTO BTP PRIVATI – E per un privato che volesse acquistare Btp all’asta di lunedì? Poteva farlo, ma la prenotazione scadeva ieri, venerdì 11, alle ore 16:00. Un privato potrà ancora acquistare tali Btp ma sul mercato secondario. Quali i vantaggi e quali gli svantaggi?

Vantaggi – potrà conoscere esattamente quale sarà il rendimento del Btp, ora sconosciuto.

Svantaggi – il costo del Btp sarà quasi sicuramente superiore all’asta di lunedì.

 

 

 

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