11 luglio 2012, ore 10:47 | Intervista con il Trader
Alessio Rastani a InvestireOggi: quando il sangue scorre per le strade e’ il momento di comprareIntervista di Stefano Fugazzi, Londra, UK - Secondo Alessio Rastani è giunto il momento di puntare sulle equity europee, nonostante la crisi
Stefano Fugazzi di InvestireOggi.it ha rivolto ad Alessio Rastani alcune domande sull’andamento dei mercati azionari, valutari e delle commodity.
Stefano Fugazzi – Una decina di giorni fa l’Eurogruppo ha varato una serie di misure volte a «spezzare il circolo vizioso tra debito sovrano e bilanci bancari». Come si evolverà il tasso di cambio tra la moneta unica e il dollaro statunitense? Alessio Rastani – L’effetto-summit ha avuto vita breve. A ridosso dell’incontro dell’Eurogruppo, l’euro ha temporaneamente invertito la rotta risalendo sopra quota 1,26. Poi, in seguito al taglio dei tassi d’interesse di 25 punti base, la moneta unica ha ripreso il trend ribassista sul dollaro iniziato a maggio. Venerdì 6 luglio ha chiuso a 1,2287. Penso che 1,23 sia un’importante resistenza. Se l’euro non risalirà sopra 1,23 questa settimana, ritengo sia possibile aspettarsi un ulteriore indebolimento della moneta unica.
Stefano Fugazzi – Quali sono le tue attese a breve e a lungo termine? Alessio Rastani – Potremmo vedere il cambio EUR/USD assestarsi a 1,18 già nel corso delle prossime settimane. Il trend ribassista è destinato, tuttavia, a continuare. Sono convinto che l’euro continuerà a indebolirsi e probabilmente potrebbe raggiungere la parità con il dollaro nel corso dei prossimi sei mesi.
Stefano Fugazzi – Come si comporterà la moneta unica contro la sterlina britannica? Alessio Rastani – La sterlina sta perdendo terreno sul dollaro ma si sta rafforzando sull’euro. Il cambio EUR/GBP potrebbe seguire un trend analogo a quello tra la moneta unica e il dollaro. Mentre per quanto riguarda il cambio GBP/USD è più difficile fare delle previsioni. Anche se sono convinto che non assisteremo a sostanziali variazioni a breve termine.
Stefano Fugazzi – Una decina di anni fa si pensava che l’euro potesse sostituire il dollaro come moneta di riserva mondiale. Alla luce della crisi tuttora in corso questa eventualità sembra essersi tuttavia dissipata. Alessio Rastani – È vero, un decennio fa alcuni economisti ritenevano finiti i giorni del dollaro, ma non ho mai realmente creduto a un repentino cambiamento degli equilibri monetari internazionali. Il dollaro resterà la moneta di riferimento per lo meno per il prossimo quinquennio. Ora che è l’euro è passato di moda, si è fatto il nome dello yuan e dell’area BRIICS. Ma si tratta comunque di un’eventualità molto distante nel tempo.
Stefano Fugazzi – Veniamo al mercato azionario. Hai notato qualche trend interessante? Alessio Rastani – Fino a questo momento abbiamo assistito a una significativa correlazione tra l’andamento della moneta unica e quello dei mercati azionari europei. Quando l’euro si rafforza, i bancari salgono e viceversa. Questa relazione è destinata a invertirsi. Stefano Fugazzi – Ti attendi dunque una buona performance dai listini azionari europei? Alessio Rastani – Sì. E in mondo particolare dagli indici bancari. Storicamente il settore bancario ha sempre reagito positivamente alle politiche monetarie non convenzionali. La Banca d’Inghilterra ha recentemente annunciato l’ennesima campagna di alleggerimento quantitativo. In Europa è solo una questione di tempo prima che la Bce lanci nuove campagne di quantitative easing e operazioni di rifinanziamento a lungo termine (LTRO). Se la soluzione alla crisi economica è drogare la finanza, le banche continueranno a registrare performance positive sui mercati azionari. Stefano Fugazzi – Quindi andrai lungo sui bancari? Alessio Rastani – Sì. Anche se potremmo assistere ancora a qualche correzione. Per esempio, prevedo che il FTSE britannico scenda a quota 5.600 questa settimana. Una volta raggiunta la soglia di appoggio posta a 5.600, inizierò ad andare lungo perché ritengo che le azioni dei bancari riprenderanno a correre. Stefano Fugazzi – Non è una previsione un po’ troppo ottimistica? Alessio Rastani – Tutti pensano che alla luce della situazione economica europea e della crisi bancaria spagnola – e forse anche quella italiana – la cosa giusta da fare è starsene fermi ad aspettare momenti più propizi. Io sono solito citare Warren Buffett. «Occorre aver paura quando tutti sono ottimismi ed essere ottimisti quando tutti hanno paura». In altre parole: fai il contrario di quello che fanno gli altri. Quando tutti hanno paura, vuol dire che questi hanno dismesso già da qualche tempo tutte le posizioni. E questo significa una sola cosa: si comincia a vedere la luce alla fine del tunnel. È quindi il momento propizio per spuntare qualche buon affare. Stefano Fugazzi – E se quella luce alla fine del tunnel non fosse l’uscita ma solo un treno in arrivo? Alessio Rastani – Ci sarebbero, tuttavia, buone opportunità di trading. Anche i periodi più bui trovano sempre l’alba. Sai cosa diceva John Davison Rockefeller? «Il modo per far soldi è di comprare quando il sangue scorre per le strade». La crisi europea sta mietendo moltissime vittime. Io vedo il sangue scorrere per le strade. E quando tutti hanno paura, è il momento di avere coraggio e andare controcorrente. Per questo motivo sono fermamente convinto che sia giunto il momento di andare lunghi sulle equity europee.
Stefano Fugazzi – Chiudiamo con una battuta sulle commodity. L’oro è ancora un bene rifugio? Alessio Rastani – È ancora un buon investimento a lungo termine. Sono convinto che entro i prossimi 6-12 mesi l’oro risalirà a quota 1,800 dollari per oncia nonostante qualche correzione nel breve. Alessio Rastani è presente sul suoblog Leadingtrader.com.
ARGOMENTI TRATTATI:
Alessio Rastani , Alessio Rastani intervista , cambio EUR/USD , crisi bancaria spagnola , Eurogruppo , Ltro
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