|Finanza
23 aprile 2012, ore 15:13  |   Parmalat

Crac Parmalat, Callisto Tanzi colleziona nuove condanne. E i risarcimenti ai cittadini?

Tanzi condannato a 17 anni e 10 mesi per bancarotta, quasi dieci anni per Tonna. I risparmiatori attendono i risarcimenti

Torna alla ribalta delle cronache il crac Parmalat, dopo la sentenza della Corte di Appello di Bologna, con la quale è stato condannato l’ex patron della società, Calisto Tanzi, a 17 anni e dieci mesi di reclusione, mentre all’allora direttore finanziario, Fausto Tonna, la pena comminata in appello è stata di 9 anni, undici mesi e 20 giorni.

In primo grado, i due erano stati condannati, rispettivamente, a 18 e 14 anni. Pertanto, mentre la pena per Tanzi è rimasta quasi del tutto immutata, è stata parzialmente scontata quella di Tonna.

Calisto Tanzi, 73 anni, non era presente in aula, al momento in cui il presidente della corte, Francesco Maddalo, ha letto la sentenza, dopo due settimane di camera di consiglio. Era presente, invece, il suo legale Fabio Belloni, il quale ha dichiarato che la sentenza era attesa e che farà ricorso in Cassazione.

Tanzi è da tempo malato e per questa ragione fa la spola tra il carcere e l’ospedale maggiore di Parma. Il suo legale chiede che possa, intanto, scontare la pena ai domiciliari, trattandosi di un individuo ultra-settantenne, il cui diritto è riconosciuto anche dal legislatore. L’istanza, in primo appello, è stata rigettata nel 2011, mentre lo scorso 13 marzo, il Tribunale di Bologna ha chiesto l’invio di ulteriore documentazione, al fine di accertare le reali condizioni del Tanzi. Per l’uomo si tratterebbe di una timida speranza di scontare la pena a casa.

Più volte dichiaratosi pentito, lo scorso 26 marzo, prima dell’inizio della camera di consiglio, Tanzi si è presentato in aula e ha affermato con voce sofferente di essere profondamente addolorato per le conseguenze negative patite dai creditori e, in particolare, dagli obbligazionisti, che hanno investito i loro risparmi nei bond Parmalat e che li hanno persi, a causa proprio delle sue azioni.

 

Il tesoro artistico di Tanzi

Ma le vicende giudiziarie che riguardano Tanzi sono complesse e numerose. Oltre alla condanna in appello per bancarotta fraudolenta, l’ex cavaliere del lavoro (il presidente Giorgio Napolitano ha ritirato l’onorificenza) è stato già condannato dal Tribunale di Milano a dieci anni per aggiotaggio, pena confermata in appello e poi ridotta a 8 anni e un mese in Cassazione.

Per il filone Parmatour, invece, è stato condannato a nove anni e due mesi, mentre Stefano e Francesca Tanzi hanno patteggiato rispettivamente le pene di 4 anni e 10 mesi e 3 anni e 5 mesi di detenzione. L’ex direttore finanziario Tonna ha patteggiato 2 anni,

Ma c’è anche un ulteriore filone d’inchiesta, che riguarda il cosiddetto “tesoro” dei Tanzi. Mentre fino a poco tempo fa si ipotizzava che si trattasse di ingente denaro nascosto in qualche paradiso fiscale esotico, oggi prende corpo che il riferimento possa essere all’immenso patrimonio artistico che la Guardia di Finanza ha scovato in tre appartamenti dei Tanzi, due dei quali a Parma e uno a Pontetaro. Si tratta di diversi quadri di Cézanne, Monet, Ligabue, Van Gogh, Picasso, Di NIttis, Gauguin, Pizzarro, Grosz, Modigliani e dal valore complessivo di almeno 100 milioni di euro.

Sotto sequestro, poi, l’immobile di Via Fontanorio, ad Alberi di Vigatto, in provincia di Parma, che la Procura di Parma vorrebbe utilizzare a parziale risarcimento dei risparmiatori, che hanno perso tutto il loro denaro in Parmalat e che ad oggi non hanno visto ancora il becco di un quattrino.

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