Stipendi politici italiani: i privilegi della vergogna

Gli importi vergognosi che i nostri parlamentari e amministratori percepiscono a fine mese forse con la Manovra Monti saranno equiparati a quelli europei.

Buste Paga politici

Già da diverso tempo girano in  rete le “Buste paga” degli stipendi percepiti dai politici Italiani, uno scandalo che forse è unico al mondo.

In  questo periodo di crisi, con la Manovra Monti che cerca in ogni modo di aumentare tasse e tagliare costi per evitare un default dell’Italia, uno degli argomenti più dibattuti resta quello del costo della politica in Italia, e, naturalmente, dello stipendio dei politici  (vedi anche Tagli stipendi parlamentari, la casta si ribella; Fini e Schifani rassicurano, si farà).

Si parla spesso dei mitici stipendi percepiti dai nostri politici e dai nostri parlamentari, senza però sapere nel dettaglio a quanto ammonta realmente il compenso che viene loro commisurato per il servizio.

InvestireOggi ritiene che ogni cittadino venga a conoscenza di quello che viene corrisposto ad ogni eletto in politica, cominciando da coloro che fanno parte delle diverse giunte regionali, fino ad arrivare agli Europarlamentari Italiani.

 

Tabella riassuntiva stipendi politici italiani

Tabella stipendi politici italiani

 

 

Gettone presenza, sino a 6120 euro al mese in più

Tutti i politici oltre a essere retribuiti con uno stipendio mensile da capogiro, che molto spesso ammonta a ciò che un normale cittadino guadagna in un anno, guadagnano il cosiddetto “gettone presenza”, che va ad aggiungersi al compenso mensile.

La cosa risulta vergognosa.

Ogni lavoratore a fine mese percepisce uno stipendio, ma nessun datore di lavoro si sognerebbe mai di dare un gettone presenza per ogni giorno che il dipendente è fisicamente sul luogo di lavoro: già lo stipendio serve a pagarlo per la sua presenza.

Invece i nostri politici vengono premiati per ogni giorno di presenza in Parlamento, o nelle varie giunte, con un gettone presenza che può variare dai 122 euro ai 306 euro, in base al ruolo che il politico in questione ricopre.

Per capirci, a livello mensile va dai 2.500 ai 6.120 €.

Il gettone presenza, ovviamente,  si va a sommare allo stipendio, già di per se altissimo, e cumulandosi insieme agli altri rimborsi e indennità fa lievitare il compenso mensile dei politici quasi del doppio.

 

Stipendi dei politici, ecco a quanto ammontano, caso per caso

Vediamo nel dettaglio a quanto ammontano gli stipendi dei politici italiani, a seconda della loro mansione.

 

Stipendi Giunta Regionale (prendiamo come esempio, per tutte, la regione Piemonte)

-         Presidente della Giunta Regionale e Presidente del Consiglio Regionale: stipendio mensile 14.044,36 €

-         Vice Presidente della Giunta Regionale: stipendio mensile 13.459,18 €

-         Assessori regionali (14) e Vice Presidenti del Consiglio Regionale (2): stipendio mensile 12.288,82 €

-         Consiglieri Regionali (Il numero dei consiglieri regionali varia da regione a regione; per farsi un’idea si pensi che si va dai 30 consiglieri di Basilicata e Molise, fino ai 90 consiglieri della Sicilia): stipendio mensile 9.948,09 €.

Questi gli stipendi di base a cui vanno aggiunti:

-         il gettone presenza pari a 122,07 € per ogni presenza alle sedute istituzionali della Giunta Regionale

-         Il rimborso di trasferta che prevede una somma pari a 0,517 € per ogni km (sia all’andata che al ritorno) che il membro della Giunta Regionale percorre per recarsi alle sedute istituzionali, dal proprio luogo di residenza; se l’”eletto” vive nella stessa città in cui si riuniscela Giunta Regionale allora il rimborso mensile è forfetario.

 

Stipendi Camera dei Deputati

Ogni deputato, e consideriamo che la Camera dei Deputati è composta da 630 membri) è pari a 12.453 € a cui però vanno aggiunti:

-         gettone presenza pari a 220 € per ogni giorni di effettiva presenza fisica alle sedute della Camera dei Deputati

-         una diaria di soggiorno pari a 4.003 €  al mese, per rimborsare ai signori Deputati il soggiorno a Roma

-         rimborso spese per il Collegio pari a 4.190 €,  ovvero un rimborso forfetario mensile che ricevono tutti i Deputati

-         spese di trasporto, a cadenza trimestrale, per la tratta casa-aeroporto, che varia in base alla distanza chilometrica percorsa: se il percorso è compreso fino ai 100 km il rimborso è pari a 3.327,70€, se invece il percorso è superiore ai 100 km allora il rimborso trimestrale è pari a 3.995,10 €

-         rimborso spese telefoniche pari a 3.098 € annui.

Come se tutto ciò non bastasse a garantire una vita più che agiata ai deputati, a queste somme si aggiunge anche il fatto che godono di numerosi benefit, tra i quali figurano: un carta per la circolazione autostradale gratuita, tutti i mezzi di trasporto su territorio nazionale gratuiti (treni, autobus, aerei, navi), entrate a eventi teatrali e mondani gratuiti, ecc…

Alla fine del loro operato i deputati, oltre alla pensione che spetta loro, ricevono anche un assegno una tantum pari all’80% del loro stipendio mensile (esclusi i rimborsi ovviamente) moltiplicato per gli anni che hanno svolto l’attività effettiva di deputato (una sorta di TFR).

 

Stipendi Senato Della Repubblica

Il Senato della Repubblica conta 315 membri eletti, a cui si aggiungono i Senatori a vita; attualmente in Italia sono in carica 7 Senatori a Vita, 5 per meriti (ogni Presidente della Repubblica può nominare fino a 5 Senatori a Vita per meriti) e 2 di diritto (hanno il diritto di sedere nel Senato delle Repubblica tutti gli ex Presidenti della Repubblica).

Ogni Senatore percepisce uno stipendio mensile pari a 11.703,64 € (lordi), a cui si aggiungono:

-           gettone presenza pari a 220 € per ogni giorno di effettiva presenza fisica alle sedute della Camera dei Deputati

-         spesa di diaria per il soggiorno a Roma pari a 3.500 €

-         rimborso forfetario per il contributo all’attività politica pari a 4.180 € (di questi 1.680 € spettano al Senatore e 2.500 € al suo gruppo politico)

-         rimborso di spese generali pari a 1.650 €

-         rimborso spese telefoniche 4.150 € annue

-         rimborso spese di trasporto pari a 1.590,03 €

Come i Deputati, anche i Senatori hanno diritto a benefit per circolare liberamente e gratuitamente sul territorio italiano.

Inoltre i Senatori alla fine del loro impegno percepiscono, oltre al vitalizio, se hanno svolto il ruolo per almeno 5 anni, un assegno di solidarietà, una sorta di trattamento fine rapporto, calcolato moltiplicando l’80% dello stipendio mensile per gli anni in cui si è svolta l’attività effettiva di Senatore.

 

Stipendi Parlamento Europeo

I parlamentari Europei eletti in Italia percepiscono uno stipendio pari a 11.190 € mensile a cui si aggiungono una diaria di soggiorno pari a 9.000 € mensili e un rimborso spese di assistenza parlamentare pari a 15.496 €.

Il gettone presenza per i Parlamentari Europei è pari a 306 € per ogni presenza effettiva alle sedute del Parlamento Europeo.

 

 

Tagli Manovra Monti

Alla luce di quanto sopra descritto, mi chiedo se i tagli previsti dall’articolo 23 della manovra finanziaria di Mario Monti, articolo che specifica che gli stipendi di tutti i politici e amministratori del nostro Paese verranno equiparati a quelli di politici e amministratori dell’Unione Europea, saranno tagliati nel loro totale oppure no.

Infatti le indennità parlamentari nell’Unione Europea non raggiungono i 5.500 euro, quindi circa la metà di quelle dei nostri parlamentari, che però sono al netto dei rimborsi.

A questo punto la domanda che sorge è se le indennità saranno equiparate, saranno tagliate anche le diarie di soggiorno e tutti gli altri rimborsi?

Saranno tutti questi compensi percepiti dai parlamentari inglobati in toto nella loro indennità?

E sarà tagliato loro il gettone presenza che sembra essere l’ennesima presa per il naso per coloro che vivono di un  misero stipendio mensile, e che hanno accettato quasi senza battere ciglio l’idea di dover pagare tasse aggiuntive e di vedere tagliate le proprie pensioni per aiutare il proprio Paese a non fallire?

Vediamo se coloro che guidano il Paese, e che dovrebbero dare il buon esempio, anche e soprattutto perché i loro stipendi sono dieci volte più alti di quelli di un operaio, di un insegnante e di qualsiasi altro comune dipendente, saranno disposti a perdere parte dei loro benefici, per mettersi tra le fila di coloro che sono disposti a sacrificarsi (anche se poi non mi sembra un grandissimo sacrificio percepire uno stipendio di 5.500 €…) per il bene dell’economia del Paese.

 

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