Fondiaria Sai Unipol: l’ipotesi fusione riprende quota

Sul piano Unipol continuano però a pesare le vicende giudiziarie e i ricorsi di Sator e Palladio

I consigli di amministrazione di Unipol e Fondiaria Sai hanno deliberato sulle condizioni definitive per gli aumenti rispettivi di capitale, pari a 1,1 miliardi di euro per ciascuna compagnia. Le ricapitalizzazioni inizieranno il 9 luglio e termineranno il 27 luglio. L’avvio delle ricapitalizzazione ha ridato slancio all’ipotesi fusione Fondiaria Sai Unipol. 

 

Aumento capitale Fondiaria Sai 

In particolare, il cda di Fonsai ha approvato l’emissione delle nuove azioni a un prezzo di 1 euro ciascuna, di cui 0,435 euro a titolo di sovrapprezzo e nel rapporto di 252 nuove azioni ordinarie per ciascun titolo vecchio ordinario detenuto. Il prezzo di emissione comporta uno sconto del 24,7% sul valore teorico di borsa del titolo a fine seduta di mercoledì scorso. Le azioni di risparmio saranno offerte in opzione ai soci a un prezzo di 0,565 euro ciascuna e sempre per un rapporto di 252 nuove azioni di risparmio per ciascun titolo già posseduto, per uno sconto sul Terp del 24,9%.

La delibera non è stata votata all’unanimità, ma con tre voti contrari. Sono quelli dei consiglieri Paolo e Jonella Ligresti, figli di Salvatore, nonché di Salvatore Bragantini, che fa riferimento ai fondi Sator e Palladio Finanziaria.

I tre hanno eccepito il fatto che non è ancora arrivato l’ok delle banche del consorzio di garanzia, per cui i termini dell’operazione potrebbero pure cambiare.

E’ ovvio che le condizioni approvate descrivono lo scenario di una forte diluizione del capitale, com’era prevedibile e similmente ad altre operazioni passate, come di Seat PG e Pirelli Re. Non è casuale che tutti i titoli coinvolti dall’operazione stiano subendo pesanti contraccolpi a Piazza Affari.

 

Opa Unipol: importante decisione della Consob 

Ma ieri è arrivata una decisione importante dalla Consob, che ha esentato ufficialmente Unipol dall’obbligo di lanciare un’offerta obbligatoria sulle azioni di minoranza di Milano Assicurazioni. La decisione dell’autorità di vigilanza consente a Bologna di non stravolgere il proprio piano di integrazione con le società dei Ligresti, cosa che sarebbe avvenuta nel caso di mancata esenzione, per via di un accrescimento delle risorse finanziarie necessarie ad attuare l’operazione. E’ attesa, invece, per la mattinata di oggi la decisione sul via libera ai prospettivi informativi di Unipol e FonSai, riguardo ai loro aumenti di capitale (Unipol: il Cda approva l’aumento di capitale, obbligo di Opa su Milano Assicurazioni).

Quanto al cda di Unipol, esso ha deliberato l’emissione di 422.851.420 nuove azioni ordinarie e a un prezzo cadauna di 2 euro (0,975 euro a incremento del capitale sociale e 1,025 euro a riserva sovrapprezzo azioni), pari a un controvalore massimo di euro 1.099648.083,50 (1,1 miliardi), aventi le stesse caratteristiche dei titoli ordinari oggi in circolazione. Le nuove azioni saranno assegnate in opzione ai soci nel rapporto di 20 per ogni azioni già posseduta. Identico il rapporto per le azioni privilegiate, che saranno emesse al prezzo di 0,975 euro ciascuna e per un massimo di 260.456. 660 nuovi titoli.

I prezzi di emissione delle nuove azioni prevedono uno sconto rispettivamente del 27,20% e del 27,57% sul valore teorico di borsa a fine chiusura della seduta del 5 luglio 2012.

 

Le incognite che gravano sulla fusione 

Telenovela finita? Non sembra. Sono almeno un paio le incognite che ancora gravano sull’operazione. La prima si chiama Procura di Milano. Tramite le fallite Imco Sinergia e i fondi caraibici sotto sequestro, i giudici meneghini dispongono del 40% di Premafin, tanto che il custode giudiziario dei due trusts, Alessandro Dalla Chà, ha chiesto lo scorso 26 giugno al cda della holding di ripetere l’assemblea dei soci sull’aumento di capitale, prodromico al piano di fusione con Unipol.

Ora, il paradosso è che formalmente l’assemblea si potrà tenere non prima degli inizi di agosto, ma nel frattempo la ricapitalizzazione sarà avvenuta in borsa, concludendosi al 27 luglio. Eppure, il voto degli azionisti non è così scontato. Oltre al 40% nelle mani dei giudici, c’è pure la quota che fa capo direttamente ai tre fratelli Ligresti, pari a oltre il 30%. Per come hanno votato ieri in cda FonSai Paolo e Jonella, pare di capire che la famiglia sia tutt’altro che favorevole al piano di integrazione, anche se in quel caso hanno potuto schermarsi dietro il voto sicuro in favore dell’operazione.

Altra questione: che farà il Tar del Lazio? Sator e Palladio, acerrimi e agguerriti nemici del piano Unipol e proponenti di una controfferta, hanno adito il giudice amministrativo su una questione di procedura formale, impugnando l’atto con cui l’Isvap ha dato il mese scorso parere favorevole al piano d’integrazione tra FonSai e Bologna. Il guaio è che l’atto è privo della firma richiesta del responsabile della Vigilanza, Giovanni Cucinotta. Una dimenticanza, che potrebbe costare carissima all’operazione, perché vi sarebbero grossi margini per dichiarare nulla la delibera. L’incognita in questo caso non è solo sul se, ma anche sul quando. Non sappiamo se il Tar del Lazio intenda accelerare i tempi per la sua decisione, dato il contesto, o se al contrario voglia prendersi tutto il tempo necessario. Nel caso in cui l’impugnazione dovesse essere accolta, si potrebbe congelare il piano per tutto il tempo utile a superare il vizio di forma.

Infine, che faranno le banche? Il consorzio di garanzia per l’aumento di capitale di FonSai sarebbe un pò tiepido sull’operazione, non tanto per i requisiti formali, quanto proprio per le numerose variabili indipendenti dalla volontà della compagnia e che vedono protagonisti la Procura e gli stessi Ligresti. Malgrado il via libera sia dato per scontato, è probabile che gli istituti imporranno alcune condizioni. Quali?

Discuti di UNIPOL con i trader

 

2 Commenti
 

2 Commenti

Per inviare un commento devi fare il login.

  • # 1
    Di questo articolo si parla in : PUNTO 1 – Unipol/Fonsai, fissati prezzi aumenti, stallo su consorzi – Reuters Italia | Sindacato UNSIAU