Fondiaria Sai, incubo vendite allo scoperto sul titolo

Ieri è crollata Fonsai, i risparmiatori a questo punto si chiedono: ma la Consob dove sta?

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Nella seduta di ieri, Fondiaria Sai ha fatto registrare un forte calo del 43,9%, in decisa controtendenza rispetto ai risultati messi a segno a partire dallo scorso lunedì, data di inizio dell’aumento di capitale, quando Fonsai ha fatto registrare rimbalzi ciclopici. A cosa può quindi essere imputato il vero e proprio crollo di ieri? Una spiegazione ha provato a fornirla l’edizione odierna di Milano Finanza che parla di forte calo legato alla cessione di pzioni call sul 20% del capitale. Secondo il quotidiano ad essere vendute sono state opzioni call con strike price a 2,5 euro e scadenza a settembre 2012. In pratica i venditori si sono impegnati a cedere a 2,5 euro entro settembre le azioni di Fonsai. E’ bene però precisare che le norme sulle vendite allo scoperto, impongono che entro lunedì 23 agosto il venditore dimostri di avere davvero azioni Fonsai pari al 20% del suo capitale. In caso contrario si profilerebbe una violazione delle disposizioni sulle vendite allo scoperto. 

In parole povere quindi quello che sarebbe avvenuto ieri confermerebbe l’allarme che la stessa Consob lanciò la scorsa settimana, quando pronunciandosi a proposito degli aumenti di capitale di Fonsai e Unipol, annunciò il via a una strettissima vigilanza sul rispetto delle norme in merito alle vendite allo scoperto (Fondiaria Sai Unipol: Consob mette in guardia dalle oscillazioni anomale).

 

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