Smentita Fiat chiusura stabilimenti: Pomigliano e Mirafiori rimarranno aperti

Analisi degli stabilimenti Fiat presenti in Italia dopo le dichiarazioni di Marchionne.

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In Italia ci sono stabilimenti Fiat dal futuro molto incerto, e la cosa è stata appurata dalla dichiarazione di Marchionne, il quale ha affermato che, probabilmente,  senza l’appoggio del mercato americano almeno 2 stabilimenti in Italia dovranno chiudere.

Marchionne però precisa che il tutto è soltanto un’ipotesi “Era un’ipotesi, lavoreremo per garantire l’attività di tutti”.

Quindi prima ne parla poi ritratta… a questo punto non può essere soltanto una cosa detta per dire e proprio per questo è il caso di approfondire l’andamento dei cinque stabilimenti Fiat presenti in Italia.

 

Alessa

Dai cinque stabilimenti menzionati si può escludere  tranquillamente quelloin Val di Sangro, di Atessa, della Sevel, poichè sta lavorando a pieno ritmo, nonostante la crisi economica che sta attraversando l’Italia,  producendo furgoni e veicoli commerciali in collaborazione con la Psa.

L’unica cosa che potrebbe mettere in crisi la fabbrica di Val di Sangro potrebbe essere un accordo tra la Psa francese e la Gm americana; in quel caso  la Gm potrebbe chiedere a Citroen e Peugeot di concentrare le proprie energie sulla costruzione di veicoli commerciali e in quel caso finirebbe la collaborazione con lo stabilimento italiano.

Ma sono solo ipotesi e anche abbastanza lontane, visto che fino al 2017  la collaborazione la join venture tra Parigi e Torino è assicurata.

Quindi escluso lo stabilimento della Val di Sangro, gli stabilimento a rischio resterebbero quelli prettamente dedicato alla costruzione di automobili, dai quali bisogna però togliere quello di Termini Imerese che ha chiuso la produzione lo scorso 31 dicembre.

Quindi resterebbero a rischio 4 stabilimenti, due dei quali, stando alle parole di Marchionne, potrebbero essere chiusi nel caso venisse a mancare la richiesta del mercato americano.

Ma dopo aver avanzato questa ipotesi, Sergio Marchionne ha fatto sapere che si farà tutto il possibile per fare in modo che tutti gli stabilimenti Fiat continuino a restare aperti, poichè le possibilità che questo accada non sono assenti; ma può essere ipotizzato che questa sua ultima affermazione possa essere a esclusivo beneficio dei sindacati, per evitare loro pressioni sull’azienda

 

Melfi

Anche lo stabilimento di Melfi potrebbe essere escluso a priori, poichè ad oggi produce 250 mila utilitarie (Punto) e potrebbe arrivare a produrne fino a 400; inoltre è l’unico degli stabilimenti Fiat a rispondere interamente ai criteri produttivi che Marchionne, ad oggi, vorrebbe esportare a tutti gli stabilimenti del gruppo Fiat.

Quindi è da escludere che Melfi sia uno dei due stabilimenti a rischio, non poggiando quasi per niente la produzione sul mercato americano.

 

Mirafiori

Per quanto riguarda Mirafiori è da considerare lo stabilimento in due parti ben distinte: la parte in cui risiede la direzione, oltre 5000 impiegati che si occupano di organizzare tutta la produzione Fiat del mondo.

Ma a Mirafiori c’è anche lo stabilimento di produzione, che ospita altri 5000 lavoratori che si occupano del lavoro nelle carrozzerie, che da circa un anno sono in realtà ferme; infatti proprio l’azienda Mirafiori ha fatto un massiccio utilizzo della cassa integrazione.

Infatti a Mirafiori venivano realizzate le autovetture Alfa 166, Thesis, Idea,  Musa, Multipla e Mito, delle quali si produce ancora soltanto la Mito.

Anche se per il 2014 sono previste le produzioni di due mini suv, uno a marchio Fiat e uno a marchio Jeep; di questi mini suv dovrebbero esserne prodotti circa 250 mila esemplari annui.

Marchionne quindi con questo piano, per Mirafiori, avrebbe allontanato la paura di chi pensava ad una probabile chiusura dello stabilimento, anche se il rating di Mirafiori si abbassa continuamente proprio a causa dell’incertezza del suo futuro.

 

Lingotto

Nello stabilimento Lingotto, a Pomigliano, la Fiat ha investito da poco ben 700 milioni per far si che venisse trasformato per produrre la nuova Panda..

Pomigliano ha sia por che contro nei riguardi della possibile chiusura: da una parte significherebbe annunciare al mondo di aver perso una scommessa, ma dall’altra c’è il fatto che Marchionne dispone di moltissimi stabilimenti in cui poter costruire la Nuova Panda, anche fuori dall’Italia.

 

Piedimonte San Gennaro

Lo  stabilimento di Cassino produce, invece, diversi modelli di automobile come ad esempio Fiat Brava, Lancia Delta, la Giulietta dell’Alfa Romeo; quindi risulta essere una fabbrica difficilmente che possa essere chiusa.

 

In un comunicato stampa ufficiale la Fiat fa sapere che non c’è alcun piano di chiusura di nessuno degli impianti automobilistici italiani, e proprio per questo si riserva di tutelarsi per qualsiasi falsa notizia pubblicata.

 

Questo probabilmente perchè da questa mattina gira voce che 2 stabilimenti della Fiat saranno sicuramente chiusi; è iniziato così un giro di false notizie che hanno portato a fare diverse ipotesi su quali dovrebbero essere i due stabilimenti da chiudere.

Dal comunicato stampa Fiat ” In particolare, il sito Affaritaliani.it ha pubblicato oggi una tabella che riguarderebbe le future produzioni della Fiat in Italia e dalla quale si desumerebbel’esistenza di un piano di Fiat riguardante la chiusura degli stabilimenti di Mirafiori e Pomigliano.”

 

 

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