Fiat: chiusura Mirafiori e Pomigliano smentite ma crollo vendite preoccupa
Chiesta cigs per Mirafiori, segno di nuovi investimenti?PER APPROFONDIRE: cassa integrazione straordinaria chiusura due stabilimenti Fiat Elsa Fornero Fiat Chrysler Fiat Mirafiori Fiat Pomigliano nuova panda Sergio Marchionne Vendite Fiat vendite Fiat 2012
NUOVA PANDA E’ LA GARANZIA DI POMIGLIANO - Tuttavia, a Torino si prevede di portare la produzione di un veicolo a marchio Jeep, a partire dal secondo trimestre del 2014, mentre già a fine 2013 dovrebbe partire la produzione di un nuovo modello Fiat. A Pomigliano, invece, sono stati investiti 700 milioni da poco per produrre la Nuova Panda, pertanto, risulterebbe paradossale che si torni indietro, anche perché il danno d’immagine per l’azienda non sarebbe irrilevante. E, infatti, è lo stesso Marchionne a smentire quanto aveva pure dichiarato pochi giorni prima. L’ad ha parlato anche con il ministro del Welfare, Elsa Fornero, che avrebbe ottenuto rassicurazioni sul mantenimento degli stabilimenti italiani. Per il manager si sarebbe trattato di una notizia destituita di qualsiasi fondamento.
VENDITE FIAT 2012: ANNI INIZIA MALISSIMO, I NUMERI PARLANO - Resta, tuttavia, il fatto che il 2012 è iniziato malissimo per Fiat, così come anche per gli altri marchi in Italia. A gennaio, le vendite sono diminuite del 7,1%, mentre a febbraio c’è stato un crollo del 19%, tanto che quest’anno l’Unrae ha rivisto al ribasso la stima delle vendite in Italia da 1,75 a 1,4 milioni, il dato più basso da 28 anni a questa parte. Ce la farà Fiat a reggere una situazione così difficile, frutto della pesante congiuntura nazionale e internazionale? Se tra i sindacati non vi è intesa sull’atteggiamento da tenere verso l’azienda, con la Uil che parla di chiusura inevitabile, se le auto non si vendono, è di queste ore la notizia che entro marzo Fiat dovrebbe raggiungere un’intesa con le Rsa di Mirafiori per la richiesta della cassa integrazione straordinaria, che avverrebbe per motivi di riconversione degli impianti. Se da un lato l’annuncio potrebbe essere considerato un cattivo segnale, dato che la produzione nello stabilimento è ferma da molti mesi, dall’altro è la stessa Fim a riconoscere che si tratterebbe, al contrario, di un fatto da cogliere positivamente, perché implica che l’azienda starebbe effettuando gli investimenti promessi per le nuove produzioni e la richiesta della cigs rappresenterebbe un impegno vincolante ai fini legali con il ministero del lavoro. Certo, che in ogni caso le cifre sulle vendite non lasciano dormire sonni tranquilli. In assenza di margini, azzerati dalla spietata concorrenza tra marchi per attirare nuove fette di clientela con sconti a tutti i livelli, non resta che puntare al recupero della produttività per mantenere stabile l’occupazione e aperti gli stabilimenti, oltre che su modelli di successo.
6 marzo 2012, ore 12:21
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