Dividendo Unicredit 2014: le previsioni in attesa dei conti 2013

Unicredit dovrebbe annunciare domani l'IPO del 25-30% di Fineco e la cedola sull'esercizio 2013. Ecco le previsioni.

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Il cda di Unicredit approverà domani il bilancio 2013 e varerà il nuovo piano industriale. Oggi, il titolo di Piazza Cordusio cresce del 2,9% a Piazza Affari, attestandosi a 6,035 euro, poiché il mercato si attende che domani l’istituto annunci la cessione tramite IPO del 25-30% di Fineco, valutata dagli analisti mediamente tra 2 2 2,5 miliardi di euro. L’operazione avrebbe un impatto positivo sul Core Tier 1 ratio di Unicredit, l’indice patrimoniale tra i più importanti per i criteri internazionali adottati in Europa e da Basilea 3.

Secondo Mediobanca Securities, l’IPO comporterebbe 3-5 punti base in più di Core Tier 1 ratio, mentre gli analisti di Equita valutano Fineco 1,8 miliardi, 12 volte gli utili, pari a un apporto di 0,3 euro per azione, mentre l’IPO darebbe a Unicredit 10 punti base di maggiore patrimonializzazione.

Quale dividendo Unicredit?

Tuttavia, restano le pressioni sulla banca, dati gli esami in vista in Europa, noti come “Asset Quality Review” della BCE e gli stress-test dell’Eba. Per questo, sul fronte dei dividendi resta la cautela. D’altronde, Mediobanca si attende un miliardo di euro di plusvalenze nell’ultimo trimestre del 2013, grazie alla rivalutazione delle quote di Bankitalia, ma gli accantonamenti per perdite sui crediti dell’intero 2013 dovrebbero ammontare a 8,4 miliardi, con il risultato che il quarto trimestre dell’ultimo esercizio chiuderebbe in rosso di 600 milioni.

 

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Ecco, quindi, che la banca potrebbe decidere di distribuire un dividendo in azioni, in modo da non impattare sulla liquidità e sulla solidità del capitale. Quanto all’ammontare di tale payout, la previsione sarebbe di un dividendo di 9 centesimi per azione, così come lo scorso anno. 

La conferma indiretta arriva dalla polemica di qualche giorno fa, provocata dalle dichiarazioni del presidente della Fondazione Banco di Sicilia (0,3% in Unicredit), Giuseppe Puglisi, che lamentava la previsione di una cedola uguale a quella staccata un anno fa e considerata eccessivamente bassa (“se le Fondazioni dovessero vivere di dividendi, le banche potrebbero chiudere”), tanto da auspicare un dividendo 10 volte più alto.

In termini assoluti, dovrebbero essere distribuiti poco più di 500 milioni di euro agli azionisti, poco meno dei 550 milioni degli esercizi 2009 e 2010, quando furono staccate cedole per un ammontare complessivo di 550 milioni di euro, ma pari allora a 3 centesimi per azione. Sugli esercizi 2008 e 2011, invece, non furono distribuiti dividendi, mentre il 2007 resta l’anno da incorniciare: 3,43 miliardi di utili distribuiti, pari a 26 centesimi per azione. Ma quell’anno, un’azione Unicredit valeva in media 36,50 euro, per cui il rendimento si attestò intorno allo 0,7%, nettamente inferiore al 2,7% previsto per l’esercizio 2013, durante il quale un’azione valeva mediamente 3,3 euro.

 

 

 

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