Dividendo Intesa Sanpaolo 2012: lo stacco c’è ma che sofferenza

Su conti gravano perdite su svalutazioni

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Dopo tanti tira e molla sul dividendo Intesa Sanpaolo 2012, ieri il cda della banca ha scacciato i peggiori incubi, comunicando l’importo della cedola che sarà proposta al cda. Ma a parte questa buona notizia c’è da dire che Intesa Sanpaolo ha chiuso il 2011 in profondo rosso per 8,19 miliardi, per effetto delle svalutazioni per 10,2 miliardi degli avviamenti, soprattutto relative alla fusione tra Intesa e Sanpaolo. Senza tale operazione di pulizia del bilancio, quindi, l’utile sarebbe stato di 2 miliardi, comunque, in calo del 24,5%, rispetto ai 2,7 miliardi del 2010. Non è un caso che alla comunicazione dei dati, il titolo a Piazza Affari abbia subito un’impennata del 4%. Gli investitori ritengono la maxi-perdita solo un fatto puramente contabile, mentre non poteva non rilevare quel Core Tier 1 Intesa Sanpaolo al 10,1%, ben sopra il livello minimo imposto dall’Eba del 9%.

Al netto di tutte le componenti straordinarie, il calo è stato del 17,1%. Rispetto al terzo trimestre del 2011, il periodo ottobre-dicembre dello scorso anno ha mostrato un miglioramento sia nel margine di interesse, salito a 2,5 miliardi, che delle commissioni, +1,3%. Nello stesso periodo, gli utili dalle attività assicurative sono cresciuti dai 50 milioni di fine 2010 a 250 milioni, mentre le perdite per le attività finanziarie sono state pari a 139 milioni, legate alla svalutazione Telco Telecom.

 

DIVIDENDO INTESA SANPAOLO 2011: I BEI TEMPI ANDATI - Tuttavia, l’amministratore delegato Enrico Cucchiani ha annunciato che sul 2011 sarà distribuito un dividendo di 5 centesimi per azione ordinaria e di risparmio, in calo dagli 8 e i 9,1 centesimi, rispettivamente, distribuiti lo scorso anno sull’esercizio del 2010. Ad ogni modo, spiega l’ad, la politica di distribuzione degli utili per 5,3 miliardi nel triennio deve essere considerata superata. Infatti, Intesa procederà alla distribuzione di un dividendo in coerenza delle condizioni del mercato e Cucchiani sottolinea come la banca starebbe minimizzando le ripercussioni negative sull’azionariato, malgrado la fase difficile del contesto generale e specifico per le banche. Malgrado ciò, ha aggiunto, la politica di payout resta la terza più generosa tra le 17 banche più grandi in Europa, in termini di percentuale di utili distribuiti (40,2%) e settima per valore assoluto, con la distribuzione di 822 milioni. Infine, tenendo conto del rapporto tra dividendo e azione, la banca si pone al secondo posto con il 3,4%. E riguardo ai 5 centesimi distribuiti, Cucchiani spiega che andrebbero considerati quale remunerazione minima per il prossimo triennio.

Il manager ha anche affermato che nonostante non siano previsti interventi, tuttavia, giudica le azioni di risparmio una politica inefficiente del capitale.

Nessuna cessione, né alcun acquisto in questa fase così turbolenta. La precisazione riguarda Fideuram, che non verrà né quotata anche in minima parte con una Ipo, né venduta ad altri soggetti.

Una battuta l’ha avuta anche sul caso Premafin-FonSai, con Intesa creditrice della holding per 26 dei 368 milioni dei suoi debiti complessivi, rimarcando la peculiarità della sua posizione, diversa da quella di Unicredit e di parte delle altre banche creditrici. Infatti, sebbene Cucchiani abbia affermato che sarà compito di Premafin decidere sulle trattative e pur auspicando che si arrivi a un’intesa soddisfacente, ha anche sottolineato come la banca sia pronta a valutare eventuali scenari alternativi (offerta Sator-Palladio).

Infine, il manager si è detto ottimista sull’evoluzione del contesto macroeconomico italiano, ricordando come fino a pochi mesi fa l’Italia fosse derisa a livello internazionale, mentre oggi il suo governo viene considerato il migliore in Europa. Apprezzamenti sono stati espressi sia nei confronti del premier Monti che del governatore della BCE, Mario Draghi.

 

STORICO DIVIDENDI INTESA SANPAOLO

Mostriamo adesso i dati relativi ai dividendi distribuiti negli ultimi cinque anni per le azioni ordinarie e di risparmio:

 

                2007             2008         2009        2010         2011       
ordinarie     0,38      0,38       -      0,08       0,08
risparmio    0,391     0,391    0,026     0,091      0,091

 

Notiamo visibilmente come la crisi finanziaria del 2008 abbia determinato il tonfo degli utili distribuiti, con effetto sullo stacco della cedola del 2009, che si riferisce ovviamente ai risultati dell’esercizio precedente. Non si può non notare, infatti, come si sia passati da una cedola di quasi 40 centesimi per azione nel 2007 e nel 2008 a una distribuzione di gran lunga inferiore, con le azioni ordinarie prive di remunerazione nel 2009. Se negli ultimi due esercizi precedenti si era tornati a una crescita, pur a livelli di quasi un quinto quelli pre-crisi, la cedola del 2012 conferma le difficoltà della banca e il trend negativo del payout.

 

PER UNO SGUARDO COMPLESSIVO SUI CONTI 2011 DI INTESA SAN PAOLO LEGGI:

Dividendo Intesa San Paolo a 0,05 euro per azione, perdita nel 2011

 

LE REAZIONI DEGLI ANALISTI:

Intesa Sanpaolo si culla: raffica di upgrade di target price

Discuti di Intesa Sanpaolo SpA con i trader

 

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