Chiusura Borsa Milano: l’Ftse Mib naufraga, l’Italia è nel mirino

A Milano è buio profondo: naufragano Unicredit e Intesa Sanpaolo

PER APPROFONDIRE: Chiusura Borsa Milano

Quando tutta l’Europa si muove in una determinata direzione e una Borsa va invece in decisa controtendenza allora bisogna davvero iniziare a preoccuparsi. Oggi infatti, mentre tutte le altre borse europee, hanno chiuso in verde o in leggerissima flessione, grazie alla notizia del maxiprestito europeo alle banche spagnole, Piazza Affari ha archiviato gli scambi con un vistoso calo del 2,8%.Lo smottamento che ha mandato in tilt la nostro borsa, colando a picco i titoli del comparto bancario, ha quindi motivi prettamente domestici. Come non abbiamo mancato di rilevare, oggi su Piazza Affari è soffiato forte il vento della speculazione. Gli indici milanesi sono infatti andati a picco perchè gli investitori ritengono che calmate le acque del mare spagnolo, il prossimo paese a scricchiolare dovrebbe essere proprio l’Italia (L’Italia rischia tanto: allarme del Wall Street Journal). 

Il pesante rosso di oggi non poteva essere certamente immaginato da nessuno e non tanto per il contesto generale (che resta tragico coma tragica è la situazione di un paese in piena recessione) quanto perchè tutti si attendevano una sorta di tregua dopo l’accordo tra l’Europa e la Spagna (Banche Spagna – 100 miliardi di euro di aiuti dalla UE per non farle fallire). I segnali di inizio seduta erano del resto positivi. La Borsa di Milano fin dalle 9 si è subito accodata alla performance di chiusura di Tokyo. Anche sul fronte obbligazionario la giornata è iniziata nel migliore dei mondi con lo spread Btp Bund in deciso calo. Insomma l’impressione che si è avuto a partire dalle 9 è che il salvataggio delle banche spagnole potesse essere la grande molla di un grande recupero. In effetti proprio questo è stato l’andamento delle prima battute di Piazza Affari, con i bancari in grande spolvero.

Un leggero rallentamento si è però avuto già a partire dalla diffusione del dato sul Pil dell’Italia. La forte contrazione dell’economia del nostro Paese ha infatti riportato tutti con i piedi per terra: che futuro può avere un nazione con un Pil in costante calo? (Il Pil dell’Italia conferma la recessione nel primo trimestre 2012)

Le vendite che si sono sviluppate a partire dalla seconda parte della mattinata sono diventate via via più marcate fino a portare in negativo l’Ftse Mib. Nel pomeriggio infatti nonostante il buon dato di apertura di Wall Street, a Piazza Affari è stato tutto un susseguirsi di sospensioni per eccesso di ribasso. A picco sono andati i titoli del comparto bancario ma anche molti industriali (Intesa Sanpaolo, Unicredit e Fiat sospese a Piazza Affari). Tra le quotate che hanno fatto registrare i maggiori cali ancora una volta si è messa in evidenza Telecom Italia che ha lasciato sul terreno 4 punti prima di essere sospesa (Crolla Telecom Italia: la crisi di Telefonica fa paura). Ad aver paura comunque, al di là delle singole specificità, sono tutte le quotate. Se si vanno a guardare i valori di molte azioni c’è infatti da impallidire. Il prezzo delle singole azioni sembra essere non dimagrito ma ridotto ai mini termini, una sorta di specchio dell’Italia in svendita e senza futuro.

Per ritornare al senso di questo nostro commento di chiusura, perchè oggi Piazza Affari ha perso oltre il 2,8%? La risposta è semplice: l’Italia, con la sua debolezza strutturale, con le sue imprese sottocapitalizzate, è la nuova naturale porta debole dell’Europa. Il nostro paese viaggia spedito verso il suo ridimensionamento. 

 

Chiusura Borsa Milano: numeri che fanno paura

La maglia nera della seduta è stata conquistata da Unicredit che ha lasciato sul terreno l’8,8%. Secondo alcuni analisti, Unicredit ha sofferto più delle altre banche perchè è più “presente nei portafogli internazionali”. Malissimo anche INTESA SANPAOLO e BANCO POPOLARE che hanno perso il 5,9%. In rosso Mediobanca che ha ceduto il 5,6% e Banco Popolare che ha perso il 5,2%. A picco anche la galassia Fonsai con PREMAFIN a -8,2%, Fondiaria Sai a 10,3%, MILANO ASSICURAZIONI a -8,7%. Dalle vendite non si è salvata neppure Unipol che ha perso oltre 5 punti.

 

 

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