Chiusura Borsa Milano: l’Ftse Mib naufraga, l’Italia è nel mirino
A Milano è buio profondo: naufragano Unicredit e Intesa SanpaoloPER APPROFONDIRE: Chiusura Borsa Milano
Il pesante rosso di oggi non poteva essere certamente immaginato da nessuno e non tanto per il contesto generale (che resta tragico coma tragica è la situazione di un paese in piena recessione) quanto perchè tutti si attendevano una sorta di tregua dopo l’accordo tra l’Europa e la Spagna (Banche Spagna – 100 miliardi di euro di aiuti dalla UE per non farle fallire). I segnali di inizio seduta erano del resto positivi. La Borsa di Milano fin dalle 9 si è subito accodata alla performance di chiusura di Tokyo. Anche sul fronte obbligazionario la giornata è iniziata nel migliore dei mondi con lo spread Btp Bund in deciso calo. Insomma l’impressione che si è avuto a partire dalle 9 è che il salvataggio delle banche spagnole potesse essere la grande molla di un grande recupero. In effetti proprio questo è stato l’andamento delle prima battute di Piazza Affari, con i bancari in grande spolvero. Un leggero rallentamento si è però avuto già a partire dalla diffusione del dato sul Pil dell’Italia. La forte contrazione dell’economia del nostro Paese ha infatti riportato tutti con i piedi per terra: che futuro può avere un nazione con un Pil in costante calo? (Il Pil dell’Italia conferma la recessione nel primo trimestre 2012) Le vendite che si sono sviluppate a partire dalla seconda parte della mattinata sono diventate via via più marcate fino a portare in negativo l’Ftse Mib. Nel pomeriggio infatti nonostante il buon dato di apertura di Wall Street, a Piazza Affari è stato tutto un susseguirsi di sospensioni per eccesso di ribasso. A picco sono andati i titoli del comparto bancario ma anche molti industriali (Intesa Sanpaolo, Unicredit e Fiat sospese a Piazza Affari). Tra le quotate che hanno fatto registrare i maggiori cali ancora una volta si è messa in evidenza Telecom Italia che ha lasciato sul terreno 4 punti prima di essere sospesa (Crolla Telecom Italia: la crisi di Telefonica fa paura). Ad aver paura comunque, al di là delle singole specificità, sono tutte le quotate. Se si vanno a guardare i valori di molte azioni c’è infatti da impallidire. Il prezzo delle singole azioni sembra essere non dimagrito ma ridotto ai mini termini, una sorta di specchio dell’Italia in svendita e senza futuro. Per ritornare al senso di questo nostro commento di chiusura, perchè oggi Piazza Affari ha perso oltre il 2,8%? La risposta è semplice: l’Italia, con la sua debolezza strutturale, con le sue imprese sottocapitalizzate, è la nuova naturale porta debole dell’Europa. Il nostro paese viaggia spedito verso il suo ridimensionamento.
Chiusura Borsa Milano: numeri che fanno pauraLa maglia nera della seduta è stata conquistata da Unicredit che ha lasciato sul terreno l’8,8%. Secondo alcuni analisti, Unicredit ha sofferto più delle altre banche perchè è più “presente nei portafogli internazionali”. Malissimo anche INTESA SANPAOLO e BANCO POPOLARE che hanno perso il 5,9%. In rosso Mediobanca che ha ceduto il 5,6% e Banco Popolare che ha perso il 5,2%. A picco anche la galassia Fonsai con PREMAFIN a -8,2%, Fondiaria Sai a 10,3%, MILANO ASSICURAZIONI a -8,7%. Dalle vendite non si è salvata neppure Unipol che ha perso oltre 5 punti.
11 giugno 2012, ore 19:00
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