Chiusura borsa Milano: Ftse Mib in verde, non pesa l’asta di Bot

Volano i rendimenti del Bot semestrale, ma la notizia del giorno è l'arresto del banchiere Massimo Ponzellini

PER APPROFONDIRE: Chiusura Borsa Milano

Nonostante il clima teso che si oggi respirato sui mercati, la Borsa di Milano è riuscita a chiudere gli scambi con l’Ftse Mib in progressione dello 0,38%. Un risultato quasi insperato se si considera che gli esperti si attendevano addirittura uno scivolone a causa delle notizie negative provenienti dalla Spagna. E invece Piazza Affari, anche grazie alla buona indicazione proveniente da Tokyo è riuscita a rimbalzare e a chiudere in positivo la giornata. Ma andiamo alla cronaca della seduta.

Oggi Piazza Affari ha aperto gli scambi con l’indice Ftse Mib in leggera progressione. Il volume degli scambi è comunque sembrato contratto dando l’impressione che gli investitori volessero mantenere un atteggiamento prudente in attesa dell’asta di Bot a 6 mesi in programma per metà mattinata (Oggi l’asta di Bot 6 mesi: pesa la crisi spagnola). Tra i titoli subito in difficoltà fin dall’avvio degli scambi si è messa in evidenza Banca Popolare di Milano che è stata letteralmente travolta dalle vendite a seguito della notizia dell’arresto del suo ex presidente Massimo Ponzellini (Arrestato Massimo Ponzellini: chi è il numero uno di Impregilo). Proprio la notizia dell’arresto del banchiere è stata il tema centrale della giornata.  Per il resto non ci sono stati altri temi di forte interesse, ma solo normali cambi di rating e di target price. Nel dettaglio:

L’andamento generale di Piazza Affari è poi cambiato a seguito dell’esito dell’asta di bot semestrali. L’incremento dei rendimenti, a sua volta causato dalla crisi bancaria spagnola, ha infatti contratto gli scambi e spostato l’Ftse Min sul rosso (Asta Bot semestrali: la Spagna pesa sui rendimenti)

 

Nella seconda parte della seduta il listini azionario milanese Ftse Mib ha invertito la rotta passando in territorio positivo grazie alla spinta data dal mercato americano.

Da oltre oceano infatti sono giunti dati macroeconomici non positivi, come l’indice Case Shiller (indice dei prezzi delle case Usa) che è sceso del 2,6% e l‘indice che misura la fiducia dei consumatori, anch’esso calato a a 64,9 dai 68,7 punti di aprile, ben al di sotto dei 70 punti stimati dagli economisti. Tali dati non hanno impedito ai listini europei di archiviare la seduta in nero e mettere a segno un mini rimbalzo dai livelli molto massi toccati nelle ultime sedute.

Anche il mercato obbligazionario ha allentato la tensione con lo spread Btp Bund praticamente stabile rispetto alla chiusura di ieri, mentre migliorano i differenziali contro il Bund del Bonos decennale spagnolo (504 pb, -0,76%) e dell’Oat francese (104 pb, -2,24%).

L’europa ha archiviato la seconda seduta settimanale in rialzo, con Francoforte che ha guadagnato l’1,18%, Londra +0,6%, Parigi +1,37%.

Chiusura borsa Milano: +0,38% rimanendo cosi sopra l’importante livello posto a 13.000 punti. Secondo gli analisti questo rimane un importante spartiacque: se dovesse essere superato al ribasso potrebbe far rivedere i minimi del 2008, al contrario se dovesse reggere dovrebbe fungere da importante base per un rimbalzo. Peggior titolo del listino A2a che ha perso il 4,9%, vendite diffuse anche sul comparto bancario, Banca po. Milano -3,8%, banca pop. Emilia -3,2%, Mps -2,3%, Unicredit -1,4%. Tra i migliori gli industriali con Impregilo +6,8%, Prysmian +4,7%, Buzzi +4%, Pirelli +3,4%.

 

 

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