Le Banche Commerciali Dovrebbero Essere Separate dalle Banche d’Investimento

Ampi stralci dell'intervista di Der Spiegel, in cui il leader Socialdemocratico Tedesco comincia a farsi sfuggire qualche mezza verità...

18 ottobre 2011 , ore 0:48 - 7 Commenti

In un’intervista con SPIEGEL, Sigmar Gabriel, il leader dell’opposizione del centro-sinistra Socialdemocratica, delinea i suoi piani per contenere il capitalismo finanziario, avverte che la supposta supremazia delle banche e dei mercati sta erodendo la fiducia nella politica, e dice che lo SPD riuscirebbe meglio a contenere la crisi.

SPIEGEL: Quindi lei pensa che il sistema finanziario attuale possa essere riformato?


Gabriel: Sì. La nuova questione sociale è: la democrazia o il dominio dei mercati finanziari. Attualmente stiamo assistendo alla fine di un’era. L’ideologia neoliberista ha fallito in tutto il mondo. Il movimento Statunitense Occupy Wall Street ne è un buon esempio. E’ bene se quante più persone possibile in Germania si uniscono a iniziative e manifestazioni pacifiche contro il dominio dei mercati finanziari. Adorare la libertà illimitata dei mercati globali ha portato il mondo sull’orlo della rovina. Ora abbiamo bisogno di regole sociali ed ecologiche per l’economia di mercato.

SPIEGEL: Lei ha promesso queste cose tre anni fa, durante la prima crisi finanziaria.

Gabriel: Ma non è colpa nostra se non è successo. Quasi tutto quello che è stato sviluppato dal Socialdemocratico Peer Steinbrück (ex ministro delle Finanze tedesco) durante la crisi finanziaria, è stato poi fermato dal cambio di governo al conservatore e (pro-business) FDP. E’ come quello che è successo con le piene del fiume Elba: quando c’è l’acqua nelle cantine allora tutti sono d’accordo di non costruire più su pianure alluvionali. Ma una volta che l’acqua si è ritirata, non ci vuole molto tempo prima che le prime nuove case siano in programma. Non appena la crisi sembra essere superata, tutti i suggerimenti efficaci sono messi in congela….

…..Le due questioni più urgenti: la prima è rimediare al difetto di nascita dell’unione monetaria, unificando la politica finanziaria, fiscale ed economica. In secondo luogo, dobbiamo forzare nuovamente le banche dentro il loro ruolo di servizio all’economia reale. La mossa giusta sarebbe quella di separare investment banking da banca commerciale. Ogni media impresa che ha bisogno di un prestito può andare incontro a delle difficoltà se una banca è a rischio di fallimento a causa delle scommesse fatte nella sua attività di investment banking.


SPIEGEL: Quindi volete dividere Deutsche Bank, che trae fino al 70 per cento dei suoi profitti dall’investment banking?


Gabriel: Io voglio appendere un grande cartello alla porta del settore dell’investment banking con la scritta “Le garanzie statali terminano qui”. Non ho nulla contro le persone che vogliono speculare con i loro soldi. Né voglio vietare a nessuno di andare al casinò. Ma quando il gioco d’azzardo va storto, dovrebbero essere responsabili gli stessi speculatori, e non terzi innocenti. Quello che abbiamo oggi è un sistema di socializzazione delle perdite. Tutto quello che va storto è sulle spalle del pubblico, mentre tutto ciò che funziona è privatizzato. Gli adoratori della libertà di mercato hanno sospeso il principio economico più importante: rischio e responsabilità vanno di pari passo.


SPIEGEL: Perché l’SPD non ha implementato questa separazione durante la cosiddetta grande coalizione, quando governava con il CDU?


Gabriel: Abbiamo intensamente dibattuto la questione durante la grande coalizione. Purtroppo non è stata portata avanti nel 2009 (l’inizio del governo Merkel con il partito FDP). Fortunatamente le discussioni stanno continuando, anche nell’OCSE.


SPIEGEL: Sahra Wagenknecht del Partito della Sinistra ha chiesto la nazionalizzazione delle banche. Alla fine aveva ragione?


Gabriel: Sicuramente no. Molte banche di proprietà statale non si sono comportate meglio durante la crisi finanziaria. Se una banca è privata o pubblica ha poco effetto sul modo in cui opera. Nella crisi attuale le banche sono contemporaneamente vittime e colpevoli: colpevoli perché i paesi hanno dovuto caricarsi enormi quantità di debito per evitare le conseguenze catastrofiche del gioco d’azzardo delle banche. Vittime, perché credevano alla promessa che nessun paese sarebbe andato in bancarotta. Ora stanno vivendo il contrario e non erano preparate per un tale scenario.


SPIEGEL: Quindi Sigmar Gabriel è amico dei banchieri?


Gabriel: Banche e mercati finanziari hanno massicciamente interferito sul benessere pubblico. Ma questo è stato possibile solo perché i governi lo hanno permesso.


SPIEGEL: Riesce a capire perché i contribuenti tedeschi non pensano di dover pagare per gli errori degli altri ?


Gabriel: Altroché. Penso che sia giustificabile che molti siano giustamente arrabbiati di dover pagare per l’avidità degli altri e i fallimenti della politica. Tuttavia, devo dire ai Tedeschi: se non volete essere coinvolti, allora dovremmo mettere a rischio il vostro lavoro in Germania. La ricchezza della Germania dipende dalla prosperità di altre nazioni – con la quale possono acquistare le nostre automobili e i nostri macchinari. La mia grande critica a Frau Merkel è che lei non ha spiegato questo alla gente. Invece, ha giocato con il risentimento anti-Europeo. Ha suscitato rabbia e ora ha difficoltà a calmare di nuovo la gente.


SPIEGEL: Un problema è anche che i mercati possono speculare sul fallimento degli stati. Queste scommesse dovrebbero essere messe fuori legge?


Gabriel: Certo.


SPIEGEL: Quando lo SPD era al governo, il partito è rimasto intimidito dalla tesi secondo cui non ha senso proibire certe forme di speculazione, perché la gente allora potrebbe semplicemente speculare a Londra, New York o alle Bahamas. Che cosa è cambiato?


Gabriel: Sono stato Ministro dell’ambiente in Germania. Ogni volta che si parlava di leggi per proteggere l’ambiente ho sentito commenti del tipo: se le implementiamo in Germania, le imprese si sposteranno altrove in Europa. E quando si parlava di una disciplina a livello Europeo, allora si metteva in guardia sul fatto che le imprese si sarebbero potute trasferire in Cina. Alla fine, è successo l’opposto. I vincoli hanno protetto l’ambiente e reso le imprese più produttive.

Articolo originale: Commercial Banking Should Be Split From Investment Banking

 

 
 
avatar Carmen Gallus, curatrice sezione Estero

Ti piace o ritieni utile questo articolo? Aiutaci a diffonderlo!

Su Facebook
Ti piace l'articolo?


Ti piace InvestireOggi
Su Twitter
"Twittalo"


Resta Aggiornato
Su Google+
Promuovi l'articolo
Articoli Correlati
 

7 Commenti

  • # 1
    avatar

    Sante parole!

  • # 2
    avatar

    Bella roba!
    In Italia prima del 1992 c’era !
    Poi hanno fatto o hanno aderito al modello di banca Universale ! (Tutti possono fare tutto)
    Hanno voluto fare gli americani !

    Chi lascia la vecchia per la nuova …..peggio trova !!

    Le golose Fondazioni hanno dato mandato a manager come “_Profumo” di far soldi in fretta
    per aumentare “si dice” le elargizioni al o nel “sociale” .
    Questi manager hanno adottato il “verbo” produrre valore per gli azionisti !
    Molto in fretta hanno messo in piedi una macchina da guerra per macinare profitti (non importa molto come)
    le azioni si sono impennate come fossero delle azioni da new economy !
    I managers hanno pensato bene di agganciare le loro retribuzioni a questa ascesa di prezzo delle azioni con le cosiddette stock-options (un po’ come quando gli operai erano riusciti ad agganciarsi alla scala mobile )
    Ed il gioco è fatto !!
    Andava tutto bene quando …..il mondo che si era indirizzato verso una globalizzazione sempre più spinta ….un po’ per il discorso della New economy , un po’ per il discorso delle torri gemelle, un po’ per le guerre che ne sono scaturite , un po’ per i casi Argentina Cirio Parmalat Enron mutui subprime un po’ perchè il giocattolo era diventato troppo grande in mano a persone che non avevano più le leve giuste ( tassi, quantitative Easing , dazi o non dazi ecc.) abbiamo dovuto apprendere in ritardo che il mondo che c’era prima non c’è più !
    I managers che avevano appiccato il fuoco in America , in Inghilterra ed in Europa (Italia compresa) sono stati prima messi sotto accusa e poi ringraziati con fior di milioni di liquidazione , alcuni continuano imperterriti a guidare le aziende che hanno contribuito ha creare lo sfascio economico che stiamo vivendo (vedi Grecia ed affini)
    :mad: :roll: :mad: :roll: :mad: :mad: :mad:

  • # 3
    avatar

    Molto interessante questa intervista.
    Quello che le Banche dovranno scegliere se diventare Banche d’Investimento così che la gente sa che potrà perdere anche il capitale, o banca Commerciale, cioè la classica Banca che protegge il correntista, il suo capitale, lo ritengo oramai sacrosanto! Solo che ora bisogna vedere quale accordo prenderanno gli stati Europei per uscire da questa crisi di debiti Sovrani e Banche correlate.
    Il buon senso direbbe di creare un Governo comune, che amministri dal centro tutti gli Stati, sia in campo economico, fiscale e sociale.
    Solo che a perdere la sovranità, pochi stati lo accetterebbero, non siamo ancora pronti e per questo penso che aumentare il fondo Efsf sarà solo un palliativo nella soluzione dei problemi. Non si andrà molto a lungo.

  • # 4
    avatar

    Secondo quanto è contenuto nell’articolo poco prima descritto sembra che sia stato un grave errore unificare la moneta di alcuni stati?

    • # 5
      avatar

      Ciao Vincenzo, sì, l’unificazione monetaria è stata un grave errore, sono tanti gli economisti che lo sostengono, e mi sembra che i fatti lo dimostrino.

Lascia un Commento 

Emoticons :-)  :D  :mrgreen:  :(  ;-)  :roll:  :mad:


Switch to our mobile site