La Germania Deve Difendere l’Euro. Eurobond necessari

La Germania è nella posizione di decidere il futuro dell'Europa. Gli Eurobond saranno necessari.

16 agosto 2011 , ore 13:36 - 4 Commenti

di George Soros – NEW YORK – I mercati finanziari aborrono l’incertezza; ecco perché sono in stato di crisi. I governi dell’Eurozona hanno intrapreso dei passi importanti nella giusta direzione per risolvere la crisi dell’euro ma, evidentemente, non hanno fatto abbastanza per rassicurare i mercati.

SUMMIT EUROPEO 21 LUGLIO – Al loro meeting del 21 Luglio, le autorità europee hanno varato una serie di “mezze misure”. Hanno stabilito che la loro nuova agenzia fiscale, il Fondo Europeo per la Stabilità Finanziaria (FESF), debba essere responsabile per i problemi di solvibilità, ma si sono dimenticati di aumentarne la taglia. Ciò ha impedito la creazione di un’autorità fiscale credibile per l’Eurozona. Peraltro il nuovo meccanismo non sarà operativo prima di settembre. Nel frattempo, iniezioni di liquidità da parte della Banca Centrale Europea sono l’unico modo per evitare che il prezzo dei buoni del tesoro di diversi paesi europei collassi.

Allo stesso modo, i leader europei hanno ampliato la competenza del FESF in materia di solvibilità bancaria, ma non hanno trasferito il controllo delle banche dalle agenzie nazionali all’ente europeo. Hanno anche offerto un ampio pacchetto di aiuti alla Grecia senza però fornire argomenti in grado di convincere che il salvataggio possa avere successo: hanno disposto la partecipazione degli obbligazionisti al piano di salvataggio, ma l’accordo giova più alle banche che alla Grecia.

CRISI FINANZIARIA – Forse la cosa più inquietante è che, seppure l’Europa abbia finalmente riconosciuto il principio – da tempo seguito dal FMI – secondo il quale i paesi inseriti in programmi di salvataggio non debbano essere penalizzati in termini di tassi d’interesse, lo stesso principio non è stato esteso ai paesi che ancora non fanno parte di questi piani. Di conseguenza, la Spagna e l’Italia hanno iniziato a pagare il proprio indebitamento molto di più di quanto ricevono dalla Grecia. Questo dà loro il diritto di decidere di non partecipare al piano di aiuto alla Grecia, facendo sorgere il dubbio che il pacchetto possa dissolversi. I mercati finanziari, riconoscendo questa possibilità, hanno fatto alzare a livelli insostenibili il premio per il rischio dei buoni del tesoro spagnoli ed italiani. L’intervento delle BCE ha aiutato, ma non ha risolto il problema.

La situazione sta diventando intollerabile. Le autorità cercano di prendere tempo, ma il tempo sta finendo. La crisi sta raggiungendo l’apice rapidamente.

RATING GERMANIA – La Germania e gli altri paesi della zona euro con un rating AAA dovranno decidere se sono disposti a rischiare il proprio credito per permettere alla Spagna e all’Italia di rifinanziare i propri buoni del tesoro ad un tasso d’interesse ragionevole. In caso contrario, la Spagna e l’Italia finiranno inesorabilmente in programmi di salvataggio. In breve, la Germania e gli altri paesi con un rating AAA dovranno accettare un regime che faccia scendere in campo gli eurobond in un modo o nell’altro. Altrimenti l’euro crollerà.

CROLLO EURO  – Si dovrebbe riconoscere che un default disordinato o un’uscita dalla zona euro, anche di un paese piccolo come la Grecia, scatenerebbero una crisi bancaria simile a quella che causò la Grande Depressione. Non si tratta più di domandarsi se sia conveniente o meno avere una moneta comune. L’euro esiste ed il suo collasso causerebbe perdite incalcolabili al sistema bancario. La Germania, quindi, si trova di fronte ad una scelta più apparente che reale; ed è una scelta il cui costo aumenterà di pari passo con il tempo che la Germania impiegherà a prenderla.

CRISI EURO – La crisi dell’euro è scaturita dalla decisione del Cancelliere tedesco Angela Merkel assunta in occasione del default di Lehman Brothers nel Settembre 2008. La Merkel pretese che la garanzia contro ulteriori default fosse fornita non dall’Unione Europea, ma da ogni stato membro separatamente. È stata la procrastinazione tedesca ad aggravare la crisi greca ed a causare il contagio che l’ha trasformata in una crisi esistenziale dell’Europa.

Soltanto la Germania può rovesciare la dinamica di disintegrazione europea. Non sarà facile: la Merkel, dopo tutto, ha letto correttamente lo stato d’animo dei tedeschi quando ha preso la sua fatidica decisione; e da allora l’atmosfera politica è diventata ancora meno propensa ad ampliare il credito al resto dell’Europa.

La Merkel può superare la resistenza politica solo in un’atmosfera di crisi, e solo a piccoli passi. Il prossimo passo verosimilmente sarà di ampliare il FESF; ma prima che questa decisione sia presa, il rating AAA della Francia potrebbe essere compromesso. In effetti, prima che la Germania dia il proprio accordo agli eurobond, il suo stesso rating AAA potrebbe essere a rischio.

Il solo modo che ha l’Europa per liberarsi da questa trappola è di agire d’anticipo rispetto alle reazioni dei mercati finanziari, invece di cedere alle loro pressioni dopo che si sono materializzate. Questo richiederebbe un dibattito intenso ed un’analisi delle proprie motivazioni, in particolare in Germania che, essendo l’economia europea più ampia e meglio quotata, è stata messa nella posizione di decidere del futuro dell’Europa.

La Germania ha fatto di tutto per evitare questo ruolo e rimane poco propensa ad accettarlo. Ma in realtà non è nella posizione di scegliere. Un crollo dell’euro darebbe il via ad una crisi bancaria che andrebbe al di là delle capacità di controllo delle autorità finanziarie globali. Più tempo la Germania impiega a riconoscere tutto ciò, più alto sarà il prezzo da pagare.

George Soros è presidente della Soros Fund Management e dell’Open Society Institute.


Articolo originale: Germany must defend the Euro

Traduzione di Roberta Ziparo

 
 
avatar Carmen Gallus, curatrice sezione Estero

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4 Commenti

  • # 1
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    La crisi della Zona Euro è (in realtà) la più grande opportunità che questo continente abbia mai avuto per diventare finalmente adulto in un mondo fatto e dominato ormai da superpotenze. Se è vero come è vero che nell’esperienza umana si cresce solo grazie al fatto di aver affrontato e superato i momenti di difficoltà, anche questo non può che venir visto sotto questa ottica.
    Si dirà che comunque non è scontato il fatto di riuscire a superarle (le difficoltà), che si rischia di vedere ogni cosa andare in pezzi…. ma cari miei, è sempre così, se il risultato fosse garantito dove starebbe la crescita, il miglioramento che viene dall’aver vinto un problema?

    Ed è esattamente in questo contesto che ci troviamo adesso, siamo nel bel mezzo di un esperimento di crescita politico/economica in Europa, tra mille difficoltà si tenta di realizzare davvero un’unione.
    Purtroppo, come spesso accade ed è accaduto nella storia, le unioni devono avvenire per vie anche “forzose”, bisogna usare più il bastone che la carota, o meglio….dopo anni di carota, dove i paesi furbetti (Grecia, Spagna, Italia….ecc..) tendono a fare i comodi loro, si prende atto che si deve ricorrere al “piano B”, per indurre il malato riottoso a prendere la medicina.
    E’ chiaro infatti che i buoni principi economico/amministrativi Franco-Tedeschi rappresentano un problema per gli stati che sono abituati a campare aumentando il debito pubblico.
    Ma la crescita, il passaggio all’età adulta di uno stato, stà proprio qui, esso dovrà decidersi volente o dolente a cambiare quelle abitudini autodistruttive che non consentirebbero mai e poi mai una vera integrazione europea….perchè è evidente e chiaro come il sole che l’asse Franco-Tedesco non è minimamente intenzionato a pagare il conto per i furbetti.
    Ed allora, la soluzione è per forza quella di portare le cose alle estreme conseguenze, di annichilire qualsiasi resistenza con una cura shock, cura indispensabile e non più rimandabile.
    La cura è chiaramente rappresentata dal fatto di far emergere in pieno tutte le contraddizioni e i problemi di quei paesi come il nostro che non vorrebbero mai crescere, la cui classe politica è abituata a pascersi in praterie di sperpero e lassismo.
    L’unione monetaria, già pienamente realizzata e adesso criticata da tanti (ma da chi….? Pensateci bene..) è lo strumento che stà consentendo tutto ciò, Il fatto di aver creato una BCE, di aver tolto agli stati la sovranità sulla moneta è stata la più grande benedizione che potesse capitare a questo continente.
    Chi pensa invece che la divisione, il fatto di continuare ad avere tanti staterelli con le loro monetine svalutabili a piacere, con i propri principi (Principiiii..? Ma dove..) fiscali ed economici, avrebbe permesso di continuare a vivere in eterno sugli standard dei compianti anni ’80…. bè, lasciatemelo dire, pecca veramente d’ingenuità.
    Un malato grave lasciato a se stesso, per quanto munito di una certa scorta di vitamine e antibiotici, inevitabilmente morirà….

    Pertanto bisogna veramente iniziare a guardare oltre, bisogna iniziare veramente a crescere, ad affrontare i problemi ed a risolverli da adulti.
    Buttare il cuore oltre l’ostacolo è l’unica cosa da fare in questa situazione.
    Ma io penso, che in qualche modo, anche se potrebbe non sembrare, questo stia avvenendo, e il nostro paese a mio avviso rappresenta un pò la cavia del meccanismo che si è messo in moto, il fatto di voler introdurre il pareggio di bilancio in costituzione ne è la prova inconfutabile, è infatti questo il nodo centrale, quello che da sempre gli stati virtuosi hanno posto come chiave di volta per la piena realizzazione di un’europa unita.
    I nostri politi ne stanno parlando adesso, ma non certo per loro propria volontà, piuttosto perchè ne sono ormai costretti, “..questo è quello che ci chiede l’europa..” è la frase ricorrente nell’agone politico italiano.
    Il malato a forza di bastonate stà iniziando a succhiare la medicina, è ormai sul punto di crollare, emaciato, si regge a stento in piedi e lo fà controvoglia…. ma l’importante è che lo faccia !!! Se non funziona la carota, funzionerà il bastone…. ed il bastone arrivò…. uno spread di oltre 400 punti con il bund, un concreto rischio di Default… e quindi lo spettro vero e tangibile della fine per una classe dirigente come la nostra…. poichè spero che si capisca che uno stato che và in default non ha più soldi…. e i soldi non ci sono per nessuno, nemmeno per i politici.

    L’Italia non sarà certo un paese leader in europa, ma non è nemmeno il fanalino di coda, e checchè sene dica, adesso c’è un Italiano alla guida della BCE, fatto che comprova come il nostro paese sia ormai teleguidato dall’asse Franco-Tedesco.

    In buona sostanza, se i malati inizieranno a prendere la medicina, passando cioè ad un modello economico/fiscale più simile a quello dei paesi leader, e facendo propri quei cardini sulla stabilità di bilancio che sono tipici di tali paesi. Non c’è dubbio che verrà realizzato anche l’EuroBond, fatto importantissimo a mio avviso, poichè rappresenta un vero e proprio atto di fiducia dei paesi più forti verso gli altri, poichè tramite questo strumento si condivide il rischio sistemico “De facto” (ed è per questo che è anche fortemente osteggiato dalle minoranze politiche interne Tedesche..).

    A quel punto, con nuovi principi Economico/fiscali omogenei in tutta la zona euro, e quindi con le nuove e opportune istituzioni europee che saranno preposte alla gestione Economico/Finanziaria dell’area, l’unione politica diventerà una formalità…. inevitabile quanto scontata, e non potrebbe essere altrimenti se i cordoni della borsa si trasferiscono a Bruxelles, anche la classe politica seguirà il denaro…. è la sua atavica natura, e gli architetti di questa crisi lo sanno bene, per questo giocano e contano proprio su questo.

    Io spero e credo che tutto ciò possa realizzarsi, a costo di passare ancora attraverso anni di difficoltà, vorrei vedere il nostro paese diventare adulto e da Europeo vorrei vedere un Europa forte, unita….una superpotenza com’è nel suo destino e com’era nelle speranze di chi la fondò decenni fà.

  • # 2
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    Drenaggio, grazie del tuo garbato e argomentato commento, anche se non sono d’accordo con te, è sempre un piacere confrontarsi con un pensiero lucido come il tuo ed evidentemente animato da buone intenzioni.
    Perché non sono d’accordo?
    Su tante cose hai ragione. La crescita degli anni passati in Italia è stata fatta a spese del futuro, accumulando un debito insensato.
    Ma molto ci sarebbe da dire sul perché e sul come è cresciuto questo debito. C’è un bellissimo studio di Aldo Barba dell’Università di Napoli che mostra come il debito è cresciuto per via della mancata imposizione fiscale e della scelta di aumentare i costi del finanziamento pubblico già dall’epoca del famoso divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia. Io non credo che la politica che è stata seguita di sottoporci ad un “vincolo esterno” – cioè di costringerci ad un risanamento mettendoci di fronte al fatto compiuto di aver perso la sovranità monetaria in favore della moneta unica e di non poterci finanziare autonomamente sia una buona soluzione, perché a pagare sono stati e ancora continuano ad essere sempre gli stessi.
    In particolare io penso che un paese non possa rinunciare alla sua sovranità monetaria senza altre forme di unione politica e fiscale (ma una unione controllata polticamente dal basso, non da parte di eurocrati non eletti), a meno di non voler perdere la nostra identità e diventare satelliti della Germania in via definitiva. Farci depredare il patrimonio pubblico e privato, non credo però che sia una lezione accettabile.
    Saluti e grazie del tuo commento.

  • # 3
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    Non dimentichiamoci poi dell’opinione pubblica in Germania (3/4 delle persone, secondo un sondaggio recente)che vede negli Eurobond un potenziale furto a spese del contribuente tedesco, o peggio l’inizio di una forma di assistenzialismo pan-eiropeo, per tenere in piedi stati sostanzialmente spendaccioni, corrotti e con forte evasione fiscale. Il fatto che ciò serva per salvare le loro banche non è più un argomento difendibile nei confronti del cittadino tedesco medio, che si è visto calare welfare e salario reale negli ultimi 10-15 anni, per quanto sempre alti secondo i nostri standard.

  • # 4
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    E smettiamo una buona volta in massa di comperare sul mercato tedesco. L’area Euro rappresenta nel suo complesso l’80% dell’export tedesco e l’Italia (non ne conosco la percentuale), una larga fetta.
    Vediamo poi se mettono di ragionare da egoisti e se ricordano, non solo i vantaggi che hanno ricevuto dall’Euro, ma anche la loro riunificazione pagata da tutti gli europei. :roll:

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