Austerità Europea: tutto daccapo dal 1931?

Un giovane economista Tedesco ci propone le impressionanti analogie tra la situazione della Germania nel 1931 e quella dei paesi periferici di oggi, che dovrebbero farci riflettere, perché se si impara dalla storia non c'è bisogno di ripeterla...

3 dicembre 2011 , ore 0:35 - 17 Commenti

di Fabian Lindner – Un paese affronta una voragine economica e politica, il governo è sull’orlo della bancarotta e persegue politiche di austerità feroce: enormi tagli agli stipendi dei dipendenti pubblici e drastici aumenti delle tasse, crollo dell’economia e tassi di disoccupazione che esplodono, le persone combattono le une contro le altre per la strada, mentre le banche falliscono e il capitale internazionale fugge dal paese. Grecia 2011? No,  Germania 1931.


Il Capo del governo non è Lucas Papademos, ma Heinrich Brüning. Il “Cancelliere della fame” taglia la spesa del governo per decreto, ignorando il Parlamento, mentre il PIL scende senza limiti. Due anni dopo Hitler sarà al potere, otto anni dopo avrà inizio la Seconda Guerra Mondiale. La situazione politica di oggi è ancora diversa, ma le analogie economiche sono spaventose.

ANALOGIE CRISI – Come nei paesi in crisi di oggi, il problema chiave della Germania nel 1931 era il debito estero. Gli Stati Uniti erano il più grande creditore della Germania, e i debiti della Germania erano denominati in dollari USA. Dalla metà degli anni ’20, il suo governo aveva preso in prestito ingenti somme all’estero per pagare le riparazioni di guerra nei confronti di Francia e Gran Bretagna. Il credito estero finanziò anche i Ruggenti Anni Venti della Germania – il boom economico, dopo l’iperinflazione del 1923. Come la Spagna, Irlanda e Grecia di oggi, la ripresa della Germania degli anni ’20 è stata causata da una bolla del credito.

La bolla è scoppiata quando i mercati finanziari statunitensi sono crollati nel 1929. Investitori Statunitensi e banche sono stati colpiti duramente, hanno perso la fiducia e ridotto i rischi – in particolare i loro investimenti in attività Europee. I flussi di credito in Germania, Austria e Ungheria si sono fermati all’improvviso. Gli investitori statunitensi non volevano il reichsmark – la moneta Tedesca – ma Dollari, moneta che la Reichsbank Tedesca non poteva stampare. La fuga del dollaro dalla Germania – soprattutto dai depositi bancari Tedeschi – ha portato al rapido esaurimento delle riserve di valuta della Reichsbank.

Per guadagnare dollari la Germania doveva trasformare il suo enorme deficit delle partite correnti in un avanzo. Ma come i paesi in crisi di oggi, la Germania era intrappolata in un sistema monetario con tassi di cambio fissi, il gold standard, e non poteva svalutare la sua moneta. Tuttavia, anche dopo aver lasciato il gold standard, il Cancelliere Brüning ed i suoi consiglieri economici temevano gli effetti inflazionistici di una svalutazione e un replay della iperinflazione del 1923.

Senza liquidità in dollari dall’estero, l’unico modo per il governo di invertire il conto corrente era una forte deflazione dei salari e dei costi. In soli due anni Brüning tagliò la spesa pubblica del 30%. Il Cancelliere aumentò le tasse e tagliò i salari e le spese di previdenza sociale di fronte a una disoccupazione crescente e alla povertà. Il PIL reale diminuì dell’8% nel 1931 e del 13% un anno dopo, la disoccupazione aumentò al 30% e il denaro rimasto fuoriusciva dal paese. Le partite correnti invertirono il segno, da un deficit enorme a un piccolo avanzo.

 

Ma non c’erano abbastanza dollari disponibili sui mercati mondiali. Nel 1930 il Congresso degli Stati Uniti aveva introdotto la Smoot-Hawley-tariff per impedire le importazioni nel paese. I paesi con debiti in dollari furono tagliati fuori dal mercato Statunitense e non potevano guadagnare il denaro necessario per servire i loro debiti. La situazione non migliorò quando il presidente Hoover proposeo una moratoria di un anno su tutti i debiti esteri della Germania. La moratoria era osteggiata sia dalla Francia – che insisteva sul pagamento delle riparazioni tedesche – che dal Congresso degli Stati Uniti. Quando il Congresso finalmente approvò la moratoria nel dicembre del 1931 era troppo poco e troppo tardi.

Nell’estate del 1931, le banche Tedesche cominciarono a fallire, portando sia a una stretta creditizia che a enormi pacchetti di aiuti pubblici per salvare le banche più grandi. Le banche dovettero essere chiuse e il governo andò in default sul suo debito. La moratoria di Hoover e una politica di espansione fiscale sotto il successore di Brüning, von Papen, arrivarono troppo tardi: i fallimenti e la disoccupazione aumentarono e i nazisti guadagnarono terreno politico.

 

I paralleli con la situazione economica di oggi sono spaventosi: Grecia, Irlanda e Portogallo devono perseguire politiche di austerità feroce sotto la pressione dei paesi creditori e dei mercati finanziari, al fine di riportare i loro saldi di conto corrente dal deficit al surplus; la disoccupazione Greca è al 18%, in Irlanda al 14% e in Portogallo al 12%, la Spagna è addirittura al 22%. E quelli che potrebbero aiutare non fanno abbastanza: la Germania e i banchieri centrali Tedeschi richiedono drastiche misure di austerità e danno in cambio solo aiuti parziali e insufficienti – troppo poco, troppo tardi, adesso come allora.


La Germania nel 1931 avrebbe avuto un grande vantaggio se gli Stati Uniti – e anche la Francia – avessero fornito la liquidità necessaria alle banche Tedesche e al suo governo. Forse la radicalizzazione politica avrebbe potuto essere evitata. Ma gli Stati Uniti erano in una svolta isolazionista. Non volevano essere coinvolti nel disordine degli affari Europei.


Oggi la Germania gioca il ruolo degli Stati Uniti. Sia il parlamento che il governo esitano a fornire l’aiuto necessario ai paesi in crisi: entro l’EFSF, la Germania è pronta a garantire solo fino a 211 miliardi di euro di indebitamento dei paesi in crisi. Questo non è sufficiente. Nel 2008 le garanzie per il sistema bancario Tedesco sono state di 480 miliardi di euro.


La Germania insiste ancora sul suo surplus delle partite correnti. Questo è, per definizione, il deficit dei paesi in crisi. Così impediscono a questi paesi di guadagnare il denaro per servire i loro debiti. Inoltre, la Germania si oppone ferocemente a provviste di liquidità da parte della BCE. Gli economisti Tedeschi e i banchieri centrali giustificano la passività della BCE con la minaccia dell’inflazione. Ma si mescolano le lezioni storiche dell’iperinflazione Tedesca del 1923 e la sua crisi di deflazione e disoccupazione del 1931.


Questo errore di giudizio può facilmente ritorcersi contro: la reputazione della Germania in tutta Europa è già in declino, le tensioni politiche nei paesi in crisi con la disoccupazione a livelli record sono aumentate in modo drastico e il sempre più probabile crollo della zona euro potrebbe minacciare l’economia Tedesca, in particolare le sue banche e le sue esportazioni.

 

Gli Stati Uniti hanno imparato a proprie spese che si devono assumere la responsabilità per la stabilità economica del mondo. La seconda guerra mondiale fu una delle conseguenze della crisi del 1930, che avrebbero potuto evitare.


Dopo non essere riusciti a stabilizzare il sistema economico mondiale nei primi anni ’30, nel 1945 gli USA hanno imparato che solo la cooperazione economica potrebbe portare a un mondo pacifico e prospero. Col piano Marshall e l’apertura dei loro mercati alle esportazioni Europee, hanno consentito all’Europa di ricostruire la propria economia distrutta. Nello stesso tempo, gli esportatori Statunitensi approfittavano della fame dell’Europa per i beni di investimento e di consumo.

Fino a primi anni ’70 gli Stati Uniti hanno guidato il commercio internazionale e il sistema monetario – il sistema di Bretton Woods – garantendo la prosperità economica, un libero mercato caratterizzato dall’equità sociale e quindi i pre-requisiti economici della socialdemocrazia.


Sia il pubblico Tedesco che i politici dovrebbero imparare dalla storia. La solidarietà con i paesi in crisi è nell’interesse di lungo periodo della Germania. Il governo Tedesco dovrebbe smettere di abusare del suo potere di dettare il declino economico di altre nazioni. L’alternativa è la stagnazione economica e l’aumento delle tensioni fra le nazioni Europee. Il verdetto è ancora valido: coloro che non imparano dalla storia sono destinati a ripeterla.

 

Articolo originale: European Austerity – Is this 1931 All Over Again?


 
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17 Commenti

  • # 1
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    Davvero davvero interessante! Bravo e brava la Carmen per il focus.
    Qui non è solo economia ma è anche più importante perchè La Storia.
    Di come in una situazione di isolazionismo e non lungimiranza si creano poi grandi disastri.
    Basta vedere in effetti ora il sentimento che incomincia a serpeggiare in Europa specialmente nei paesi periferici incominciando dalla Grecia che oramai dopo essere stata “strangolata” attraverso il programma di restrizioni finanziarie dell’Europa e della Troika sarà costretta a rivedere il proprio debito all’80%!!
    E cosa incominciamo a dire Noi ora della Germania, con il suo surplus di capitali esteri che arrivano nelle loro casse essendo ritenuti un porto sicuro, che non vogliono assolutamente accettare una soluzione equanime attraverso gli Eurobonds?
    Si incomincia a intravvedere una regressione e un nazionalismo più spiccato in giro sentendo quello che dice la gente, pensate solo come a esempio la famosa risata di Sarkozy e la Merkel, che gli Italiani hanno incominciato a risentire nei confronti di quei 2 paesi.
    In effetti questa crisi potrebbe diventare una buona “coltura” di brutti scenari di involuzione umana…

  • # 2
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    Hai ragione Hans, ed è giusto che sia proprio questo giovane economista Tedesco a fare l’esame di coscienza nazionale ricordando quello che loro stessi hanno subito con le inique riparazioni di guerra, e ora vogliono ripetere nei confronti degli altri, in una sorta di nemesi storica al contrario…

  • # 3
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    Be’, c’è poco da dire. La deflazione non si cura con la deflazione. E’ un fatto noto, storicamente noto. Ma a quanto pare non sappiamo proprio sfuggire alla triste tentazione di ripetere sempre gli stessi errori. Ah, l’uomo, che bizzarra creatura.

  • # 4
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    1) stronzate….colossali…

    2) prosperità e equità sono balle politiche…in natura non esistono e none esisteranno mai…se qualcuno guadagna qualcuno perde…o si sopraffa o si viene sopraffatti…

    3) la crescita porta sempre ad un crollo…il mondo ideale e stabile non esiste…

    4) la storia si ripete perchè nessuno è in grado di fermare i grandi fenomeni pur avendo studiato la storia….così come nessuno è in grado di fermare il terremoto pur avendolo studiato a fondo…

    5) si può solo scappare e mettersi in salvo che è quello che stanno facendo i grandi interessi a danno dei piccoli…illudendoli che ci saranno riprese economiche anche per loro…

    6) si esce dalle crisi sempre e solo ridando moneta svalutata al popolo e senza alcuna altra soluzione…

    7) le 2 guerre mondiali ci sarebbero state lo stesso perché erano la conseguenza della fine degli imperi precedenti che avevano lasciato vuoti di potere e territori da riempire…

    8) non sono le crisi economiche a scatenare le guerre ma la sete di conquista insita in tutte le società che usa le crisi e le peggiora per usarle come pretesto per prendersi quelle cose che in tempo di pace non si possono toccare perché il popolo è contrario alla guerra quando l’economia va bene…

    9) la stessa germania ha fatto sprofondare la grecia invece di aiutarla per usarla come pretesto per costringere gli altri paesi europei a sottomettersi ad una unione ancora più forte dell’europa a capo di cui però c’è la germania…

    10) è inevitabile che succeda quanto sta succedendo…

  • # 5
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    George Soros, è un onore averti tra noi…
    ;-)
    quello che sostieni è vero, ma è “una parte” della verità.
    Per fortuna il mondo non è tutto così.
    Esempi: il periodo dell’umanesimo in Italia, il terzo settore, il commercio equo e solidale, e semplicemente tante persone che nel loro piccolo agiscono secondo principi di reciprocità.
    Sta a noi scegliere in quale direzione muoverci, sinché possibile…

  • # 6
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    @George Soros

    Scusa George, ma mi sembri molto superficiale ed usi frasi un pò fatte.
    1)vabbeh quelle sono opinioni tue personali, che non condivido (queste sono le mie)
    2)la prosperità porta benessere ed equità, pensa solo alle Democrazie Occidentali all’Europa all’America Settentrionale dopo la 2a guerra mondiale come è arrivata la pace, la prosperità ed anche democrazia, che è riuscita a dare più equità attraverso anche un capitalismo non puro e spinto, ma Keinesiano ed ad uno stato sociale evoluto, pensa invece alla povertà dell’Africa, agli ex paesi comunisti, al medio-oriente, nell’Americhe meridionali, pensa a quanta guerre in quei continenti dove il ricco era solo il despota o il re o le oligarchie e il resto era povertà e miseria, vai a vedere lì se c’era equità!!
    3)dopo la salita c’è sempre una discesa… non per forza ci deve essere un crollo…
    4) La storia si ripete perchè l’Uomo in certe condizioni, in certe situazioni, ricade sempre nelle stesse paure e avidità e bramosie, è l’Uomo! poi mi spieghi come fai a fermare un terremoto anche se l’hai studiato? forse un Dio?!
    7) Le crisi economiche non portano per forza a delle guerre, però in certe situazioni e in certe dinamiche possono portare a risentimenti, odii che poi possono sfociare in cose più gravi, come portò ad esempio la Germania negli anni 30 a far eleggere quel pazzo di Hitler facendo leva sul risentimento tedesco nei confronti degli atavici nemici, cosa che in tempi normali avrebbe fatto dire
    ….

  • # 7
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    avrebbe fatto dire
    ….

  • # 8
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    :”ma come abbiamo potuto eleggere un folle così!”
    ….

    ps pensavo di aver dimenticato un pezzo, invece mettendo il simbolo di minore > e maggiore < fa scomparire il testo.

  • # 9
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    infatti ho detto che un terremoto non lo si può fermare neanche se lo si studia…

    la prosperità e il benessere non portano equità tanto è vero che il problema principale è proprio il divario tra la parte ricca e quella povera…

    il capitalismo è un’utopia come il comunismo..in natura non esistono…ad arricchirsi sono sempre pochi a danno di molti…quando la separazione è enorme scoppiano le crisi sociali…

    la prosperità e la democrazia arrivate in europa sono state pagate dal debito estero…questo vuol dire che stavamo vivendo sulle spalle di altri…vivere sulle spalle di altri non vuol dire essere equi e solidali bensì sopraffare qualcun’altro…e negare che lo si sta facendo…e a negare l’evidenza gli italiani sono bravissimi…

  • # 10
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    x carmen gallus
    equità e reciprocità sono utili come ancora di salvezza per chi parte dal basso o ritorna in basso…come il salvagente delle navi…così come l’indennità per chi esce dal lavoro e che può andare a fare spesa nei centri di aiuto…prima di rientrare però nella società da cui è uscito….non per rimanere a vita nei centri di aiuto…

  • # 11
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    Vedi soros, è proprio qui che bisogna cambiare mentalità. L’economia della reciprocità non deve rimanere confinata ai centri di aiuto, al “terzo settore”, ma deve diventare un’economia civile diffusa. L’homo economicus non esiste, è solo un homo stronzissimus (perdonate l’offesa assolutamente astratta) che si autoassolve dal suo miope egoismo delegando allo stato funzioni indispensabili ad una società civile. Magari si può dare un’occhiata ai testi e video diffusi in rete di Stefano Zamagni…
    saluti

  • # 12
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    l’homo stronzissimus è creato dalla natura stessa che funziona facendo selezionare i migliori stronzi rispetto agli altri…altrimenti il patrimonio genetico si indebolisce….l’evoluzione dell’uomo è involontaria così come il respiro o il batitto del cuore…non possiamo controllarla…

  • # 13
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    Homo eticus? La vedremo nella battaglia finale… ;-)

  • # 14
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    carmen
    se c’è una cosa che fa ridere i polli nelle aziende, negli enti, nei partiti, o negli enti di qualsiasi tipo, è proprio la paginetta dove si parla dell’etica aziendale…da sbellicarsi dalle risate…

  • # 15
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    Non faccio fatica a crederlo, quando l’etica si riduce a una paginetta.. :roll:

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