La Cina rafforza lo yuan e accelera la dedollarizzazione del commercio mondiale

La Cina ha rafforzato il tasso di cambio, in controcorrente rispetto a quello che stanno facendo le altre banche centrali più importanti del pianeta. Pechino vuole imporsi come potenza commerciale e finanziaria del pianeta, alternativa agli USA.

Giuseppe Timpone

La Cina vuole dedollarizzare il mondoLa People’s Bank of China, la banca centrale cinese, ha aumentato il tasso di riferimento per il cambio dello yuan dello 0,37% due giorni fa, il maggiore incremento dal 2010, anno in cui è stato di fatto abbandonato il tasso fisso con il dollaro. L’annuncio è arrivato in contemporanea con il vertice asiatico-pacifico e alla vigilia di quello in programma con gli USA. Nei giorni scorsi, la Cina ha auspicato un accordo di libero scambio per l’area Asia-Pacifico, che sembra una reazione a quello Trans-Pacifico tra gli USA e i paesi americani e asiatici, che taglia fuori proprio Pechino. La mossa della banca centrale è tesa a segnalare al mondo l’intenzione dei cinesi di fare dello yuan una valuta forte e credibile per gli scambi commerciali e finanziari, andando in controcorrente rispetto alle altre maggiori valute del pianeta, come euro e yen, che in questi mesi si sono imbarcate in una sorta di “guerra” della svalutazione, con le rispettive banche centrali impegnate a contrastare i rischi di deflazione o bassa inflazione prolungata e di stagnazione dell’economia.   APPROFONDISCI – La de-dollarizzazione avanza: accordo Argentina-Cina per scambi in valute locali   Non è un caso che lo yuan sia stata l’unica valuta ad apprezzarsi contro il dollaro dalla metà di quest’anno, registrando un +1,3%, quando l’euro ha perso nel frattempo il 9% e lo yen il 12,5%, scendendo ai livelli minimi degli ultimi 7 anni. Lo yuan ha registrato sei mesi consecutivi di rialzi sul mercato valutario, mentre le esportazioni non ne hanno risentito negativamente, tanto che ad agosto si è toccato il surplus commerciale record di 49,85 miliardi di dollari, mentre a ottobre si è avuto ancora un avanzo di ben 45,4 miliardi.

Avanza la dedollarizzazione

Secondo la Society for Worldwide International Financial Telecommunications (SWIFT), nel mese di settembre, lo yen è stata la settima valuta più scambiata nel mondo per una percentuale dell’1,72%, il massimo di sempre. Potrebbe sembrare ancora poco per un’economia da 10 mila miliardi di dollari, ma il trend è positivo e dobbiamo tenere presente che solo negli ultimi tempi, il governo cinese ha intrapreso il cammino dell’internazionalizzazione del cambio. Di recente, ha raddoppiato al 2% il tasso di oscillazione quotidiana dello yuan. Lo scorso 31 ottobre, la valuta cinese ha segnato un record massimo contro il dollaro a 6,1078. Non mancano i rischi nel breve termine per l’economia cinese, la cui crescita è molto legata alle esportazioni. Ma proprio perché la PBoC ha aumentato il cambio segnalerebbe la convinzione del governo e dello stesso istituto che la Cina potrà continuare a crescere tranquillamente anche con uno yuan più forte, allentando così anche le critiche dei governi stranieri, USA in testa, che rimproverano a Pechino di tenere il cambio volutamente a livelli eccessivamente sottovalutati per incentivare l’export.   APPROFONDISCI – Anche la Svizzera apre le porte allo yuan. L’Europa ha mollato il dollaro La Russia abbandona il dollaro per lo yuan. E la Cina sbarca a Londra    

17 COMMENTI
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  1. big_boom 12 novembre 2014

    euro dollaro e yen sono valute carry trade, valute speculative di debito
    la valuta nazionale cinese non e’ speculativa

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