Giovedì 23 Ottobre 2014 , Ore 0:34
 
 

Iva al 22%, l’aumento vien di notte

L'aumento dell'Iva al 22% comporterà un inevitabile nuovo calo di consumi e produzione gettando il nostro paese nella spirale della recessione. Lascia basiti anche il modo "notturno" di agire del governo

PER APPROFONDIRE: aumento Iva 22Iva al 22%

Incastonata tra le notizie relative allo scioglimento del consiglio comunale di Reggio Calabria e quelle relative all’arresto dell’assessore lombardo Domenico Zambetti (su un presunto voto di scambio con le ‘ndrine calabresi), la notizia del giorno, ossia la decisione del Governo di proporre l’aumento dell’Iva al 22%, dall’attuale 21%, non sta avendo l’eco che meriterebbe.

Del resto cosa ci si poteva attendere da un pacchetto di legge, la cosiddetta Legge di Stabilità 2013 (anche se forse sarebbe più opportuno parlare di manovra economica aggiuntiva), che è stato approvato alla chetichella dal Governo in piena notte? Nè più, nè meno di quella che è stata la reazione odierna da parte della stampa che preferisce mantenere il focus dell’attenzione puntato sul malaffare che sta travolgendo le regioni italiane. Eppure la proposta del Governo di aumentare l’Iva al 22% dovrebbe, invece, suscitare indignazione, sia per il provvedimento in sè, sia per il modo con cui è stata concepita. ( sull’aumento Iva si veda il nostro articolo  Aumento Iva nella legge di stabilità. Dal 2013 passerà al 22 e all’11%).

 Aumento Iva 22: nuova contrazione dei consumi in arrivo

Mancando le reazioni vigorose da parte del mondo politico nel fare un’analisi sulle ripercussioni che un nuovo  aumento dell’Iva andrà a generare, sopperiscono a questa grave mancanza le associazioni dei consumatori che giustamente hanno messo in evidenza che il rincaro dell’Iva provocherà una nuova contrazione dei consumi e della produzione, gettando il nostro paese, ancora di più, nelle maglie della recessione. Non servono quindi i report dell’Fmi o di Standard and Poor’s, per capire che, se una simile decisione diventasse operativa, l’Italia si avvolgerebbe ancora di più nelle file intricate della recessione.

 

Le reazioni delle associazioni dei consumatori

Secondo la Codacons, l’aumento dell’Iva dall’attuale 21% al 22% e dal 10% all’11%, è una presa in giro nei confronti dei consumatori che interviene in un momento caratterizzato dal crollo dei consumi. Per la nota associazione dei consumatori il passaggio dell’Iva al 22% avrà forti ripercussioni sulle tasche degli italiani. Il ricarico dell’Iva significherà infatti “una stangata media, su base annua, considerando la famiglia media Istat da 2,4 componenti, pari a 273 euro: 176 euro per l’Iva dal 21 al 22% e 97 euro per l’Iva dal 10 all’11%. Ovviamente la stangata sara’ ben maggiore per le famiglie piu’ numerose: 324 euro per una famiglia di 3 persone, 432 per 4 componenti”. Insomma a rimetterci saranno le famiglie appartenenti alla fascia più debole della popolazione. Se poi si pensa che l’incremento di un punto dell’Iva è stato parallelo alla decisione del Governo di proporre il calo delle aliquote Irpef, si può pensare -rincara la Codacons- che l’esecutivo si stia quasi accanendo contro i consumi, in quanto si ridimensiona una delle poche imposte progressive e si aumenta un’imposta che pesa su tutti. In realtà se si osservano i flussi di entrata che l’aumento dell’Iva dovrebbe garantire e si confrontano con quanto lo Stato perderebbe con la riduzione dell’Irpef ( si veda  a tal proposito il nostro articolo  Riduzione Irpef nella legge di stabilità. Un punto in meno dal 2013), si può notare che i conti non tornano. L’aumento delle due aliquote Iva porterà, infatti, a un gettito pari 6,5 miliardi di euro, mentre la riduzione dell’Irpef, nella migliore ipotesi, farà perdere 5 mld. Lo Stato quindi resta in attivo e la stessa riduzione Irpef sembra essere un dolcetto per digerire meglio la pillola amara.

 

Di notte, a luci spente

Ma non è solo questo l’unico particolare di questa vicenda che dovrebbe far gridare allo scandalo. Il Governo infatti, che pur ci ha tenuto a presentare in modo positivo la sua decisione, aveva assicurato, fino all’altro ieri, che l’impegno dell’Esecutivo era quello di evitare un aumento Iva per salvaguardare i consumi. Il modo carbonaro con cui alle 3 di notte si è invece deciso di procedere, sottolineando l’importanza dell’azione dell’Esecutivo che ha evitato un aumento al 23%, dimostra invece l’infinita capacità dello stesso Governo Monti di mischiare le carte. Se la proposta dovesse passare, che almeno, in Parlamento, si abbia l’accortezza di non proferire più le tanto abusate parole “ora rilanciamo la crescita“. Così la crescita non si rilancia, si affossa.

 

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