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Financial Times: La Politica fa Scoppiare la Bolla Monti

Wolfgang Munchau del Financial Times afferma che il governo tecnico alimentava delle illusioni che ora la politica sta rimuovendo: il paese è in profonda depressione e le politiche di austerità devono esser rovesciate. Il problema ora è trovare il leader giusto.

Carmen Gallus, curatrice Dall'Estero

bolla

di Wolfgang Münchau – Due cose devono essere sistemate in Italia, ed entrambe sono oltre la portata dei tecnocrati. L’annuncio di Mario Monti, di aver l’intenzione di dimettersi da primo ministro, ci dice due cose: la politica sta entrando in gioco, e la crisi sta peggiorando di nuovo. Ho sempre rispettato Mr Monti come commissario europeo e saggio osservatore degli affari europei, ma sono più scettico circa la sua performance come capo del governo in Italia. L’adulazione acritica di cui a volte ha goduto era basata sull’idea che si potessero risolvere i problemi dell’Italia mettendo da parte la politica, imponendo alcune riforme e molta austerità. In Italia vi era consenso sul fatto che solo un governo tecnocratico avrebbe potuto consegnare questo tipo di politiche. La magia Monti è sembrata funzionare per un po’ – molto più a lungo di quanto mi aspettassi. I rendimenti sui titoli italiani a 10 anni sono scesi a circa 200 punti base durante il suo mandato, perché gli investitori, alla disperata ricerca di buone notizie, volevano credere alla magia. Ma l’anno di Monti è stato una bolla, buona per gli investitori finché è durata, ma che ora si è sgonfiata. E probabilmente gli italiani e gli investitori stranieri non ci metteranno molto a capire che ben poco è cambiato nel corso dell’ultimo anno, ad eccezione del fatto che l’economia è caduta in una profonda depressione. Ora ci sono due cose che devono essere sistemate in Italia, entrambe profondamente politiche e oltre la portata dei tecnocrati La prima è quella di invertire immediatamente l’austerità – essenzialmente smantellare il lavoro di Monti. Gli aumenti delle tasse e i tagli alla spesa hanno un effetto controproducente. Riducendo sia il debito che la crescita, il rapporto debito-PIL nel breve periodo è aumentato, e dubito che nel lungo si ridurrà di molto. Il peggioramento nella sostenibilità del debito pubblico Italiano diventerà molto più chiaro il prossimo anno, quando avremo più dati statistici sugli effetti calamitosi dell’austerità. Gli effetti si fanno già sentire, anche prima che il bilancio 2013 entri in esecuzione. Il carico fiscale sulle famiglie italiane è quasi raddoppiato questo mese – a seguito dell’introduzione di un nuovo sistema di tasse sulla proprietà  che ha avuto l’effetto immediato di stroncare le vendite pre-natalizie. Confcommercio, un’organizzazione di imprese dei servizi, stima una caduta dei consumi del 13 per cento. La seconda priorità è quella di scendere in campo contro Angela Merkel. Una cosa che Mr. Monti non voleva – e non era capace – di fare. Ha provato un po’ a farsi sentire in occasione del vertice europeo di giugno, ma non è mai riuscito ad affrontare il cancelliere tedesco sull’unica cosa che conta: che senza una qualche forma di mutualizzazione del debito – come un eurobond – sarebbe stato difficile che un paese con un rapporto debito-PIL del 130 per cento e una crescita praticamente a zero potesse rimanere all’interno dell’eurozona, e continuare a rinnovare il suo debito per sempre. Solo un leader eletto è in grado di forzare una scelta. Non si può pretendere da un primo ministro tecnocratico di minacciare una contro-mossa credibile  se la risposta è no. Spesso mi viene chiesto cosa farebbe la Germania di fronte alla scelta tra un eurobond e  un’ uscita dell’Italia. Io credo che Berlino reagirebbe  in un batter d’occhio a una tale situazione di stallo. La ragione per cui Monti era così popolare in Germania era che la sua bolla e la sua austerità e facevano buon gioco al cancelliere nel ritardare le decisioni difficili sulla risoluzione del debito e la riforma istituzionale a dopo le elezioni tedesche del prossimo anno. Ma il tipo di leader che sarebbe necessario, è in vista? Pier Luigi Bersani, il leader del Partito Democratico appena eletto, chiaramente non è l’uomo giusto. E’ parte dell’ala conservatrice del centro-sinistra che sostiene l’austerità di Monti e un po’ meno le riforme strutturali – la peggiore combinazione possibile. Matteo Renzi, il giovane sindaco di Firenze, che ha perso contro l’onorevole Bersani, avrebbe potuto essere un candidato più capace di riportare fiducia nella politica italiana. Ma con l’altro in cima e il suo partito saldamente avanti nei sondaggi, mi aspetto che l’establishment ora cercherà di lanciarlo come il prossimo cavallo, l’uomo con più probabilità di gonfiare un altro po’ d’aria dentro la bolla. Un’altra possibilità è un ritorno di Mario Monti in una campagna politica, come candidato di un’alleanza centrista. Che dire di Silvio Berlusconi, il cui ritorno in prima linea ha provocato le imminenti dimissioni di Mario Monti? Egli non diventerà primo ministro. Gli italiani ne hanno avuto abbastanza di lui, anche se nella destra gode ancora di una certa popolarità . Ma per quanto inutile e comico possa essere stato Berlusconi nel suo ultimo mandato, la sua diagnosi dei problemi italiani da quando ha lasciato è stata precisa. L’Italia ha bisogno di un nuovo accordo della zona euro, ha detto, aggiungendo che anche un’uscita non dovrebbe essere trattata come un tabù.  Ed ha ripetutamente affermato che l’austerità non funziona.  Avrebbe dovuto dirlo quando era primo ministro. Il risultato delle elezioni è ulteriormente complicato dal ruolo anti-euro del Movimento Cinque Stelle condotto dal comico Beppe Grillo , che ha mantenuto il secondo posto nei sondaggi per qualche tempo. Il miglior risultato per l’Italia sarebbe un leader politico che forza il problema del futuro in Italia con una visione lucida della scelta che la zona euro e il paese dovrà fare. In caso contrario, l’Italia rischia di essere spinta in una posizione come quella della Grecia, che ha seguito politiche simili e non ha più scelta. Articolo originale: Politics have burst the Monti bubble

31 COMMENTI
31 COMMENTI
  1. nonmollare 11 dicembre 2012

    [attach]202293[/attach]

  2. f4f 11 dicembre 2012

    imho,
    Italy has only one serious economic problem:
    the wrong political class

  3. f4f 11 dicembre 2012

    Scoppia la bolla Monti finalmente si scopre che ben poco è cambiato nel corso dell'ultimo anno, ad eccezione del fatto che l'economia italiana è caduta in una profonda depressione. Un'analisi molto lucida di Wolfgang Munchau su come il governo tecnico ha alimentato illusioni che ora sono svanite. Polverizzate. Ma chi può essere il leader giusto dell'Italia?

    l'articolo sostiene che l'analisi economica di mr Berlusconi è perfettamente corretta

    ringrazio quindi, a titolo personale, il sig Munchau per questo endorsment
    ritengo quindi di poter sperare in ristoranti pieni e in code per prendere l'aereo, al più presto

    1. Carmen Gallus, curatrice Dall'Estero 12 dicembre 2012

      Berlusconi decide di parlare o di tacere a seconda dei suoi interessi, che dunque solo casualmente e per breve tempo possono coincidere con quelli del paese. Munchau è troppo intelligente per non saperlo, e infatti ritiene che gli italiani ne abbiano avuto abbastanza di lui. Speriamo che abbia ragione. Non è certo lui che può avere la saldezza e la forza interiore per contrastare gli interessi dell’establishment finanziario europeo in difesa del nostro paese…

  4. lorenzov1963 12 dicembre 2012
    l'articolo sostiene che l'analisi economica di mr Berlusconi è perfettamente corretta

    ringrazio quindi, a titolo personale, il sig Munchau per questo endorsment
    ritengo quindi di poter sperare in ristoranti pieni e in code per prendere l'aereo, al più presto

    Il FI Nn ha fatto un endorsment, cerca di essere corretto …. ha detto solo che la cosa giusta l' ha detto quel tzioi e per quale motivo nn lo ha fatto quando era priministro (x esempio); quell' articolo è tutt' altro che un endorsment. Anzi. Siamo seri: il FI che fa un endorsment pro Silvio??? ma dai.
    Comunque:

    L' articolo è di una lucidità disarmante, ed i fatti sono sotto gli occhi. Poi se le cose nn si vogliono vedere embè …
    Mario Monti ha fatto come altri: benzina accise etcetc. “la crescita tocca ad altri” … cioè la stessa cosa di un contadino che deve ripagare il mutuo e per fare ciò deve vendere il raccolto…ma avendo pochi soldi nn usa l' acqua per irrigare ed abbondare la messe; risultato? il campo è bruciato ed il raccolto nn c'è più …E quindi? c'era bisogno allora di lui? bastava un pinco palla chiunque. Io francamente mi aspettavo molto di +.

  5. f4f 12 dicembre 2012
    Il FI per penna di Munchau Nn ha fatto un endorsment, cerca di essere corretto …. ha detto solo che la cosa giusta l' ha detto quel tzioi e per quale motivo nn lo ha fatto quando era priministro (x esempio); quell' articolo è tutt' altro che un endorsment. Anzi. Siamo seri: il FI per via di Munchau che fa un endorsment pro Silvio??? ma dai.
    Comunque:

    L' articolo è di una lucidità disarmante, ed i fatti sono sotto gli occhi. Poi se le cose nn si vogliono vedere embè …
    Mario Monti ha fatto come altri: benzina accise etcetc. “la crescita tocca ad altri” … cioè la stessa cosa di un contadino che deve ripagare il mutuo e per fare ciò deve vendere il raccolto…ma avendo pochi soldi nn usa l' acqua per irrigare ed abbondare la messe; risultato? il campo è bruciato ed il raccolto nn c'è più …E quindi? c'era bisogno allora di lui? bastava un pinco palla chiunque. Io francamente mi aspettavo molto di +.

    Poi se libero o chissa chi lo cita e lo fa apparire come un endorsment, mi sembra che la cosa nn necessiti nemmeo di commento.

    Lorenzo lascia stare la mia correttezza per piacere perchè è meglio

    detto questo, il tutolo di questo thread è chiaramente iperbolico e io mi sono attenuto alla iperbole

    le cose sono sotto gli occhi di tutti, come ad esempio che Monti ha fatto 100 decreti e ne hanno approvati in parlamento 18 ( a memoria, percentuli tratte dal sole : ha le sue colpe, ed alcune le ho indicate, ma altri ne hanno di maggiori
    basti guardare l'iter di alcune norme … tagli costi politica, provincie, riduzione extrastipendi pubblici…
    lo diceva giustamente anche Berlusconi che in italia il PdC non ha tutti i poteri : adesso pare si sia scordato anche lui che i decreti leggi devono essere approvati dal parlamento
    quindi, se è giusta l'analisi del problema, eccepisco sulle cause
    la cosa non è da poco: ad esempio se il medico prescrive la cura e il malato non compra le medicine, la colpa del progredire della malattia è del malato ?

  6. f4f 12 dicembre 2012
    quanto ci vogliono bene al Fucking Times

    quanto vorrei ricambiarli con un tot di tritolo

    concordo
    propaganda pro-sassoni
    del tutto lecita eh !  e spesso anche motivata, putroppo
    però, scegliamo il grano dal loglio 

  7. lorenzov1963 12 dicembre 2012

    Munchau sta dicendo che le politiche di espansione monetaria Inglese sono corrette e quelle di deleveraging europee sono sbagliate in sintesi… ora a mio modo di vedere sono sbagliate entrambi se pensiamo che oramai in Inghilterra si pensa di cancellare il debito statale detenuto dalla BOE con il rischio di un moral hazard senza precedenti… perchè allora tutti vorranno lo stesso trattamento… e l'inflazione esploderebbe… possibile una cancellazione del debito scadenziata nel tempo ma anche questo avrebbe conseguenze morali incontrollabili. Dall'altra parte l'eccessiva austerità causa dolore ora e subito ed un rischio di tensioni sociali in crescita sostanziale.

     

    In ogni caso anche la rappresentazione dei politici candidati mi sembra riduttiva.. Bersani ed il PD non sono il nuovo e rappresentano un apparato burocratico da smantellare ma alcune delle piu incisive liberalizzazioni nelle banche e nelle assicurazioni portano il suo nome, dall'altra parte l'afflato riformista di Berlusconi era presente anche nella sua visione politica ma la sua maggioranza non gli permetteva di avere le mani libere di fatto impedendo quelle riforme che facevano parte del progetto berlusconiano e riducendolo solo a riforme pro domo sua…

     Ineccepibile … :bow:

     

    Però rimane la domanda – accademica  x la carità- che fare?

  8. f4f 12 dicembre 2012
    @f4f: era detto in modo discorsivo e nn certo perchè metto in dubbio -davvero- la tua correttezza: se così è stato interpretato, me ne scuso.

    Tornando ad M la cosa che più gli rimprovero è nn aver chiarito subito e per tempo chi comanda alla casta nessuno escluso.

    chiarito e concluso

    tornando a M, è exattamente la cosa che gli rimprovero di più
    soprattutto nei primi mesi avrebbe non solo potuto ma DOVUTO imporsi di più con i partiti
    chiedo scusa per il maiuscolo ma mi sembrava, una volta tanto, necessario

  9. gipa69 13 dicembre 2012

    Ineccepibile …

     

    Però rimane la domanda – accademica x la carità- che fare?

     

    La soluzione più indolore è un mix del tutto… e anche quella non potrà evitare una caduta del profitto e quindi del lavoro a disposizione perchè quella è una contraddizione dei sistema irrisolvibile… sistema che si basa sulla crescita degli utili sine die e sulla crescita dei consumi sine die..

     

  10. EUGE 13 dicembre 2012

    sì, il vero nodo è la (mancanza di una credibile) classe dirigente italiana

    ma come ve l'immaginate il ns futuro dopo le elezioni? sia che vincano

    a) Bersani, Vendola, la Bindi e … non si sa chi

    b) Pdl, Lega, Casini Rutelli Fini Montezemolo e … non si sa chi, con la bandiera-mutanda Monti

    c) il vero 3° Polo di Grillo, Di Pietro, astensionisti e … chissà chi

    e chi sarà il nuovo inquilino del Quirinale che pretenderà di spadroneggiare come il Napoletano o peggio il Calabro-Novarese?!

    Prodi? Fini? Casini? Buttiglione? Monti stesso?

    mi fermo qui, non vorrei essere incriminato per istigazione al suicidio

  11. f4f 13 dicembre 2012
    sì, il vero nodo è la (mancanza di una credibile) classe dirigente italiana

    ma come ve l'immaginate il ns futuro dopo le elezioni? sia che vincano

    a) Bersani, Vendola, la Bindi e … non si sa chi

    b) Pdl, Lega, Casini Rutelli Fini Montezemolo e … non si sa chi, con la bandiera-mutanda Monti

    c) il vero 3° Polo di Grillo, Di Pietro, astensionisti e … chissà chi

    e chi sarà il nuovo inquilino del Quirinale che pretenderà di spadroneggiare come il Napoletano o peggio il Calabro-Novarese?!

    Prodi? Fini? Casini? Buttiglione? Monti stesso?

    mi fermo qui, non vorrei essere incriminato per istigazione al suicidio

    eccellente battuta
    potei ridere, se non ci fosse da piangere

  12. Dario Ciccarelli 15 dicembre 2012

    COMUNICATO STAMPA
    Napoli, 1 dicembre 2012
    IL VOTO SULLA PALESTINA ALLE NAZIONI UNITE RENDE EVIDENTE CHE L’UNIONE EUROPEA NEL DIRITTO INTERNAZIONALE NON ESISTE.
    ORA DOVREMMO SOLO RENDERCI CONTO CHE IL MONDO E’ REGOLATO DAL DIRITTO INTERNAZIONALE E NON POTREBBE MAI ACCETTARE CHE UNO “STRANO” SISTEMA REGIONALE (UE) SI PONGA AL DI SOPRA DELLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

    Dario Ciccarelli (www.dariociccarelli.org), ex diplomatico, dal 2003 al 2007 membro della Delegazione Permanente Italiana presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio di Ginevra ed oggi Direttore dell’Istituto di studi internazionali per gli scambi, ha commentato la decisione relativa alla Palestina assunta alle Nazioni Unite lo scorso 29 novembre.
    “Alle Nazioni Unite, è stata assunta la decisione, storica, di accordare alla Palestina lo status di ‘Stato osservatore non-Membro delle Nazioni Unite’. L’Italia ha votato a favore; la Repubblica Ceca contro; undici nazioni europee, tra cui Germania e Regno Unito, si sono astenute. C’è da chiedersi quale contributo l’Italia, la Germania, il Regno Unito stiano dando, da decenni, alla pace in Medio Oriente, all’incontro armonioso tra le fedi e tra i popoli, alle più grandi questioni che affliggono il mondo. La risposta è drammatica e non può non allarmare tutti: in nome dell’europeismo, in nome cioè dell’esigenza di simulare l’esistenza di uno Stato europeo che non esiste, da decenni le grandi sensibilità nazionali tedesca, francese, britannica, italiana sulle questioni mondiali non si esprimono affatto, come fossero sterilizzate, silenziate, nascoste. Il 2 Ottobre 2009 (documento ufficiale: WT/L/770 del 6 ottobre 2009) la Rappresentanza della Palestina alle Nazioni Unite e alle altre Organizzazioni Internazionali presentò la richiesta dello status di “Osservatore” in un’altra Organizzazione Inter-nazionale, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, dove, stupidamente, da 18 anni si cerca di far credere che gli italiani, i tedeschi, i britannici, i cechi ed altri popoli possano essere rappresentati dalla Commissione Europea.
    La Verità è davanti a noi, ma sembra spaventare troppo. La globalizzazione ha visto il trionfo del diritto inter-nazionale e delle Organizzazioni Inter-nazionali ed entrambi si fondano sulle Nazioni. Con l’art. 11 Cost. i Padri costituenti stabilirono che “la pace e la giustizia” nel mondo è un interesse nazionale italiano, un interesse dunque che l’Italia ha l’obbligo giuridico di curare in tutti i modi legittimamente ammessi. Molti ignorano che quando, nel 1994, fu firmato il Trattato istitutivo dell’Organizzazione Mondiale, i funzionari della Commissione Europea – probabilmente comprendendo che il nuovo Trattato, nell’attribuire ad una nuova Organizzazione la funzione di regolare il mercato globale in armonia col diritto internazionale abrogava i trattati comunitari – operarono ogni sforzo per evitare l’inevitabile: così, nel 1994 la Commissione Europea tentò, senza successo, di impedire che gli Stati (Italia, Francia, etc.) sottoscrivessero il Trattato OMC. Nata l’OMC, dal 1 gennaio 1995 la Commissione Europea tenta in quella sede, con successo, di convincere le burocrazie degli Stati a non esercitare il proprio diritto-dovere di rappresentare gli interessi nazionali e di rappresentare i propri popoli. Dal 1 gennaio 1995 la Corte di Giustizia delle Comunità Europee, dal canto suo, asserisce, per provare a tenere in vita gli organi comunitari, che il diritto internazionale e l’Organizzazione Mondiale del Commercio non esistono o comunque non riguardano le nazioni europee (“è giurisprudenza costante che, tenuto conto della loro natura e della loro economia, gli accordi OMC non figurano in linea di principio tra le normative alla luce delle quali la Corte controlla la legittimità degli atti delle istituzioni comunitarie”, caso C-377/02, 1 marzo 2005). In poche parole: consapevoli di essere stati azzerati dall’Organizzazione Mondiale del Commercio e dal diritto internazionale, gli organi comunitari tentano di ’apparire’ ancora vivi negando l’esistenza del diritto internazionale stesso. Sul punto, seppure a bassa voce, negli anni qualche autorevole posizione è stata espressa. Renato Ruggiero scrisse “Dobbiamo recuperare la indiscussa primazia del sistema commerciale multilaterale … All’inizio del GATT, gli accordi commerciali preferenziali erano l’eccezione. La principale fonte degli accordi preferenziali era la Comunità Europea … Stiamo ”deglobalizzando” il sistema commerciale internazionale?” (Intervento al Simposio OMC, Ginevra, 20 aprile 2005). Giuseppe Tesauro, oggi giudice costituzionale, scrisse: “Ciò che si ricava con sufficiente chiarezza, soprattutto dalla lettura congiunta della sentenza banane (sent. 5 ottobre 1994, causa C-280/93, Germania c. Consiglio ..) e della sentenza del latte (Sent. 10 settembre 1996, causa C-61/94, Commissione c. Germania ..), è un dato non tanto giuridico quanto soprattutto di opportunità o di politica istituzionale, se si preferisce. In sostanza, si vuole lasciare alle istituzioni politiche, cioè alla Commissione ed al Consiglio, la interpretazione e più in generale la ‘gestione’ delle norme convenzionali che ci occupano, ieri GATT ed oggi OMC (..) si dovrebbe, anche indipendentemente dall’effetto diretto, fare in modo da consentire agli Stati membri di contestare la legittimità di atti comunitari rispetto al parametro delle norme OMC. Ritengo invero inaccettabile, questo sì, l’idea che l’idoneità delle norme OMC, e già del GATT, a fungere da parametro della legittimità della norma comunitaria nazionale configgente sia condizionata all’effetto diretto della norma stessa, così come la Corte di giustizia ha fino ad oggi affermato” (“I rapporti tra la Comunità europea e l’OMC, Milano, 5-7 giugno 1997). U. Everling ha scritto: “Il GATT non è la caricatura di un accordo internazionale, ma è obbligatorio per la Comunità ed i suoi Stati Membri. Esso va quindi preso sul serio dalle istituzioni e dalla Corte” (Everling U., “Will Europe slip on bananas? The bananas judgment of the Court of Justice and National Courts”, in Comm. Mark. Law Rev., 1996). Antonio Tizzano ha scritto: “… almeno parte della nostra dottrina si è da qualche tempo posta in termini più concreti e quindi più produttivi, abbandonando finalmente la pretesa .. di poter tutto semplicisticamente risolvere deducendo dalle solite generiche considerazioni sulla cd. sopranazionalità e quindi sulle finalità e le caratteristiche del processo d’integrazione comunitaria … [I fautori della ‘primauté’ del diritto comunitario] .. peccando ancora una volta di … troppo amore comunitario, essi sono sembrati unicamente ispirati dall’ansia di ‘privilegiare’ a tutti i costi i trattati europei, per farne una sorta di supertrattati, di valore inusitato e di forza irresistibile, in nome non tanto di rigorose valutazioni scientifiche o di indiscutibili dati normativi, quanto di apodittiche proclamazioni di ‘novità’, ‘diversità’, ecc. direttamente connesse alla dichiarata superiorità e assolutezza dei fini politici ultimi perseguiti … [Va] sottolineato che quelle tesi .. finiscono col provocare ingiustificate e pericolose discriminazioni tra le norme internazionali pattizie sotto il profilo della loro efficacia negli ordinamenti statali … Può dunque concludersi che la tendenza della nostra giurisprudenza .. non appare giustificata. Nessun argomento decisivo, invero, risulta provare la pretesa diversità di ‘posizione’ tra le norme immesse nell’ordinamento italiano in osservanza dei trattati internazionali, secondo che ci si riferisca a quelli comunitari o agli altri” (“Pretesa diversità di effetti del G.A.T.T. e dei Trattati comunitari nell’ordinamento italiano”, in “Il Foro Italiano”, 1973, n. 9, I, p. 2443-2452).
    Il 6.12.2005 e’ stato adottato il primo, finora unico, emendamento agli Accordi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Si tratta di un emendamento in materia di farmaci salva-vita (cd. “TRIPs amendment”) volto a salvare migliaia di vite umane. L’emendamento, adottato a Ginevra il 6 dicembre 2005, non è mai stato portato all’attenzione del Parlamento italiano ai fini della ratifica, come ben evidenziato sul sito web dell’Organizzazione Mondiale del Commercio: http://www.wto.org/english/tratop_e/trips_e/amendment_e.htm Sfidando il diritto, la democrazia e la memoria di quanto accaduto nel 1994, gli organi comunitari tentano nuovamente la disperata impresa di travestirsi da Stato.
    Se si rispettasse l’art. 11 Cost., se ci si ricordasse che il mondo è stato rivoluzionato dall’ingresso, nel 2001, della Cina nell’Organizzazione Mondiale del Commercio, se si sapesse che le regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio offrono notevoli leve a Paesi come l’Italia per tutelare (dazi, clausole di salvaguardia, tutela del made in; eccezioni extracommerciali ex art. XX GATT, norme a tutela della sicurezza, della salute, del consumatore, etc.) la produzione manifatturiera di qualità e l’occupazione, se si avesse chiaro che il mondo e il diritto sono fondati sulla categoria di Nazione, allora la Verità non spaventerebbe più. La Verità è che l’Italia partecipò attivamente alla fondazione, nel 1957, delle Comunità Europee perché si ritenne, giustamente, che a quel tempo la pace mondiale fosse perseguibile promuovendo il commercio tra le nazioni che avevano causato la guerra mondiale. Ma ormai il mondo è cambiato: a promuovere e a regolare il commercio ci pensa, in tutto il mondo, l’Organizzazione Mondiale del Commercio e la guerra ormai si fa altrove. In nome degli stessi fini che la portarono ad istituire la CEE; in nome dell’art. 11 Cost., oggi l’Italia ha l’obbligo giuridico di tornare a svolgere il suo ruolo nel mondo e a riconoscere che l’Unione Europea non esiste più. La Verità è che i trattati comunitari sono stati abrogati il 15 aprile 1994 e che l’Italia, in quanto Membro a pieno titolo delle Organizzazioni Internazionali, deve solo riprendere ad esercitare, dopo aver mancato di farlo per 18 anni, i propri diritti di Nazione, così perseguendo tutti i propri interessi nazionali. Le follie europeiste, ivi compresi l’euro e gli anacronistici obiettivi di Maastricht e del Fondo Europeo di stabilità, sono soltanto il prodotto di un’utopia demoniaca, contra-legem, senza senso e senza speranza”.

  13. Dario Ciccarelli 15 dicembre 2012

    Ma perché in Italia tanta paura ad affrontare il mondo come Nazione? Non è quello che fanno tutti i popoli del mondo? E che dire dei nostri padri che per l’Italia affrontarono bombe e cannoni? Forza italiani: navighiamo in mare aperto, senza l’UE e senza pastrocchi europeisti … Tutto il mondo vuole ritrovare il … made in Italy! Dario Ciccarelli (www.dariociccarelli.org)

  14. Dario Ciccarelli 15 dicembre 2012

    Quando si doveva decidere se creare o meno, e “come”, l’unione monetaria, la Germania seppe tutelare -come doveroso-il proprio popolo, affermando la “stabilità” come valore supremo e come missione unica della BCE. Il Governo italiano non tutelò gli italiani: tutto qui. E aderì ad un’organizzazione che penalizzava, e penalizza, per sua missione naturale, gli italiana. Quell’organizzazione (UE/euro) non va bene per gli italiani: semplice. dariociccarelli.org

  15. f4f 16 dicembre 2012
    Ma perché in Italia tanta paura ad affrontare il mondo come Nazione? Non è quello che fanno tutti i popoli del mondo? E che dire dei nostri padri che per l'Italia affrontarono bombe e cannoni? Forza italiani: navighiamo in mare aperto, senza l'UE e senza pastrocchi europeisti … Tutto il mondo vuole ritrovare il … made in Italy! Dario Ciccarelli (www.dariociccarelli.org)

    per questioni dimensionali ( siamo solo 60 milioni, persino i tedeschi preferiscono avere con sè la massa dell'europa per avre peso sui mercati ) e strutturali ( tessuto di PMI con poche imprese strutturate e livello globale )

    by f4f.org

  16. f4f 16 dicembre 2012
    Quando si doveva decidere se creare o meno, e 'come', l'unione monetaria, la Germania seppe tutelare -come doveroso-il proprio popolo, affermando la 'stabilità' come valore supremo e come missione unica della BCE. Il Governo italiano non tutelò gli italiani: tutto qui. E aderì ad un'organizzazione che penalizzava, e penalizza, per sua missione naturale, gli italiana. Quell'organizzazione (UE/euro) non va bene per gli italiani: semplice. dariociccarelli.org

    la partita delle regole non si è giocata in una sola notte, ma si è evoluta in decenni: basti vedere
    http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_europea#Dichiarazioni.2C_convenzioni.2C_atti.2C_trattati_e_accordi

    quindi la differenza è non in un governo ma nella lungimiranza delle rispettive classi politiche, una tesa a mantenersi al potere garantendo benessere di lungo periodo ( cfr 'agenga 2010' di Schroeder ) e l'altra interessata a profitti egoistici di breve periodo ( gli esempi non mancano, cfr le prime pagine dei nostri giornali di oggi )

    quindi,  quando facciamo analisi, ricordiamo la nota regola:
    Tutto dovrebbe essere reso il più semplice possibile, ma non più semplice. Reader's Digest. Oct. 1977. Albert Einstein

    by   f4f.org

  17. lorenzov1963 16 dicembre 2012

    by f4f.org

    :up:

    😉

  18. big_boom 16 dicembre 2012
    per questioni dimensionali ( siamo solo 60 milioni, persino i tedeschi preferiscono avere con sè la massa dell'europa per avre peso sui mercati ) e strutturali ( tessuto di PMI con poche imprese strutturate e livello globale )

    by f4f.org

    si una massa di vecchi rimbambiti :up:

    disposti a sacrificare i propri figli per un tornaconto di pochi anni purche' il sistema tenga e le loro pensioni arrivino a fine mese

    la qualita' di una nazione la vedi dalla qualita' dei suoi cittadini certo il mondo attualmente fa un po schifo come qualita' in genere della gente rispetto agli anni dopoguerra diciamo che l'attuale battaglia e' fra ultimi della classe della serie il meno peggio e' meglio

  19. lorenzov1963 16 dicembre 2012
    si una massa di vecchi rimbambiti :up:

    disposti a sacrificare i propri figli per un tornaconto di pochi anni purche' il sistema tenga e le loro pensioni arrivino a fine mese

    la qualita' di una nazione la vedi dalla qualita' dei suoi cittadini, certo il mondo attualmente fa un po schifo come qualita' della gente specialmente rispetto agli anni del dopoguerra diciamo che l'attuale battaglia e' fra ultimi della classe della serie il meno peggio e' meglio

    mah … io nn sarei così nichilista … 😉

  20. big_boom 16 dicembre 2012
    mah … io nn sarei così nichilista … 😉

    Over 50 e benestanti, è il profilo di chi vuole Monti

    Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/monti-bis-sondaggio-ipsos#ixzz2FER1O2c0

    gia' evidenziato in questo post http://www.investireoggi.it/forum/campagna-elettorale-2012-2013-a-vt72672-9.html

    guarda la tabella e dimmi chi e' che decide il futuro dell'Italia, gli anziani? direi di si

  21. f4f 16 dicembre 2012
    Over 50 e benestanti, è il profilo di chi vuole Monti

    Leggi il resto:

    gia' evidenziato in questo post

    guarda la tabella e dimmi chi e' che decide il futuro dell'Italia, gli anziani? direi di si

    pare sia apprezzato anche da diplomati e laureati
    che strano ….

  22. big_boom 16 dicembre 2012
    pare sia apprezzato anche da diplomati e laureati
    che strano ….

    bocconiani ?

  23. f4f 16 dicembre 2012
    bocconiani ?

    forse
    … ma non boccaloni, evidentemente 

  24. lorenzov1963 16 dicembre 2012

    Over 50 e benestanti, è il profilo di chi vuole Monti

     

    Leggi il resto:

     

    gia' evidenziato in questo post

     

    guarda la tabella e dimmi chi e' che decide il futuro dell'Italia, gli anziani? direi di si

     Mah …

     

    Campione di 2200 persone tra il 14/11 e 10 dic…composizione stratigrafica? sai …nn so come dirtelo, ma si riesce a far dire quello che si vuole ai sondaggi 😉 altra osservazione che mi viene da fare è che le decisioni circa il futuro dell'Italia lo fa chi vota.

    Nn i sondaggi.

     

    :)

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