CRISI DEBITO SOVRANO – I politici europei dichiarano che non lasceranno che la crisi del debito sovrano europeo minacci la moneta unica. Tuttavia, tra gli investitori così come anche tra alcuni dei politici europei si è parlato questa settimana di un default della Grecia. Il Financial Times pubblica un grafico che illustra sinteticamente le probabili reazioni a catena di un default della Grecia. Il giornale precisa che non si tratta di una previsione, ma semplicemente di una descrizione, che include anche la possibilità estrema di un crollo della zona euro, anche se, ripete, anche in caso di default della Grecia quest’esito è tutt’altro che inevitabile.
CRISI GRECIA – Se tutto va bene si dovrebbe implementare il piano A – quello dell’accordo del 21 luglio, secondo cui si darebbe corso a un secondo programma di prestiti per la Grecia, del valore di € 109 miliardi , con la garanzia per Atene di non doversi ripresentare sui mercati finanziari per anni, venendo finanziata dagli altri paesi europei e dal Fondo Monetario Internazionale a tassi di interesse bassi. Il settore privato contribuirebbe con una svalutazione del proprio debito. Entro il 2013 poi si attiverebbe il “European stability mechanism” (Esm), un meccanismo permanente, in sostituzione del temporaneo EFSF, che dovrebbe essere in grado di garantire un accesso rapido ai prestiti per i paesi con difficoltà di finanziamento sui mercati, insieme a una maggiore governance economica nella zona euro con dei programmi di aggiustamento fino a quando questi paesi non siano nuovamente in grado di rinnovare i propri debiti nel mercato.
DEFAULT GRECIA – Ma nel frattempo l’imprevedibilità degli eventi in una crisi è sempre da mettere in conto, e la Grecia potrebbe dichiarare default, dando inizio a una diversa sequenza di eventi, potenzialmente molto pericolosa:
Poiché Atene continua a non raccogliere un gettito fiscale sufficiente a finanziare i servizi pubblici, non riuscirebbe a pagare tutti i suoi conti interni. I dipendenti pubblici potrebbero non essere pagati, alcune prestazioni di sicurezza sociale potrebbe mancare. Lo shock del default e la mancanza di denaro manderebbe l’economia a gambe all’aria.
Le banche del Paese si troverebbero ad affrontare un crollo, dato che le obbligazioni sovrane del paese nei loro portafogli sarebbero pesantemente svalutate. La Banca Centrale Europea non potrebbe accettare obbligazioni in default come garanzia per concedere prestiti alle banche, dal momento che varrebbero veramente poco.
La chiusura, anche temporanea, dei sistemi di pagamento e dei bancomat amplificherebbe i problemi. Per riavviare una normale vita economica, la Grecia avrebbe bisogno di ricapitalizzare le banche e riportare in equilibrio i suoi conti da un giorno all’altro. Se dei creditori fossero disposti a prestare nuovo denaro ad Atene, le conseguenze dirette potrebbero fermarsi qui. Ma trovare nuovi finanziatori, dopo un default non è facile.
L’alternativa sarebbe quella di ripristinare la capacità della Grecia di creare denaro per pagare i suoi conti – e questo richiederebbe l’uscita dall’euro, per ristabilire la funzione di emissione di moneta da parte della banca centrale nazionale.
Secondo il Financial Times, però, c’è il forte rischio che il default non si fermerebbe alla Grecia:
Nel tentativo di evitare grosse perdite per la paura che altri paesi deboli possano seguire la stessa strada, il denaro fuggirebbe dai paesi ritenuti a rischio a quelli ritenuti più sicuri. I prezzi delle obbligazioni dei paesi a rischio crollerebbero, indebolendo ulteriormente le banche europee e la fiducia nell’economia dell’eurozona. Altri paesi potrebbero dover prendere in prestito di più e a condizioni sempre più irragionevoli, e potrebbero decidere il default.
Naturalmente, osserva il FT, la BCE potrebbe offrirsi di comprare illimitatamente obbligazioni sovrane dei paesi sotto pressione – ma questo richiede un accordo che consideri accettabili tali acquisti.
Se questo tipo di unità manca – come è mancata fino ad oggi – gli altri paesi potrebbero trovarsi con l’unica scelta di seguire la Grecia fuori dalla moneta unica, che potrebbe così crollare.
Nessuno di questi eventi è inevitabile. Ma questi sono i circoli viziosi nel sistema di cui tutti dovrebbero essere consapevoli. Se Atene va in default, ci sono rischi reali che sia l’euro che l’Europa possano sfasciarsi.
Articolo originale: Eurozone: A nightmare scenario
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