Mercoledì 27 Agosto 2014 , Ore 17:09
 
 

Come abbattere il debito pubblico: le Idee per l’Italia in un unico saggio

23 proposte taglia debito raccolte in un unico libro: intervista a Stefano Fugazzi, autore di Idee per l'Italia. Dalle parziale cessione del patrimonio pubblico, alle misure che fanno leva sulla fiscalità, ai piani “anti spread” ecco la "guida ragionata" sulle ricette per ridurre il debito pubblico e permettere un futuro all'Italia

InvestireOggi è orgogliosa di presentare il primo saggio del suo “economista da Londra” ,Stefano Fugazzi. Il suo Idee per l’Italia è tutto centrato sulle strategie per abbattere il debito pubblico, il fardello con con cui l’Italia di oggi deve fare i conti per non compromettere la tenuta dell’Italia di domani. All’autore abbiamo rivolto alcune domande sul suo saggio. 

 

Ogni libro, ogni saggio per non essere fine a se stesso dovrebbe avere un obiettivo, una mission. Partiamo proprio da questo punto. Il titolo del tuo saggio, Stefano,  sembra includere già una mission molto ambiziosa e al tempo stesse semplice, “Idee per l’Italia” appunto.

L’obiettivo del saggio è quello di ricordare alla cittadinanza e alla classe dirigente che le idee per uscire dalla crisi non solo ci sono ma sono anche numerose. Idee per l’Italia contiene 23 proposte per invertire la rotta in materia di finanza pubblica. Mi sono limitato a selezionare 23 proposte, ma avrei potuto illustrarne molte altre.

 

Quanto ha bisogno questo Paese di idee che possono essere trasformate in azioni concrete?

Quando ho iniziato a ricercare il materiale per la stesura del saggio mi ero anch’io posto il medesimo quesito: “Quanto ha bisogno questo Paese di idee che possono essere trasformate in azioni concrete?”. Ebbene, posso affermare con certezza che le idee, in realtà, ci sono di già e – onestamente – non ne servono di altre o di rivoluzionarie. Occorre, invece, lavorare su queste mettendole in atto. Il tempo del “pensiamo che cosa si può fare” è finito. Occorre passare ai fatti.

 

Nel tuo saggio passi in rassegna una serie di proposte taglia debito riferite a momenti storici diverse eppure straordinariamente attuali, segno inequivocabile che la necessità di ridurre il debito pubblico è sempre stata avvertita, perlomeno in taluni ambienti, come un bisogno fisiologico per la ripresa economica dell’Italia. Tale dibattito però è sempre stato circoscritto a ristretti salotti. Possiamo affermare che “Idee per l’Italia” cerca di superare questo limite sia nell’uso delle argomentazioni che nell’uso del linguaggio?

Il linguaggio scelto, seppur tecnico, è giornalistico e pertanto comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Questo perché l’audience che Idee per l’Italia intende ritagliarsi è trasversale. Il lettore deve essere il cittadino italiano, dal politico all’imprenditore, dall’economista allo studente universitario. In un momento dove a regnare sono le incertezze e la confusione, penso sia non solo importante ma financo doveroso contribuire al dibattito, illustrando le proposte presentate in materia di finanza pubblica nel corso dell’ultimo biennio. A conclusione del mio saggio presento, inoltre, la mia proposta “taglia debito” che si articola in sette punti e che riprende gli aspetti più validi e interessanti delle proposte riportate nel libro, dalla dismissione degli asset disponibili e non strategici alla valorizzazione del patrimonio artistico, dall’abolizione delle fondazioni bancarie (e non) all’accordo fiscale tra Italia e Svizzera, alla spending review basata sul modello giapponese.

 

Le reciproche paure e i reciproci veti incrociati hanno paralizzato ogni seria politica di contrasto del debito pubblico. Il solito orto all’italiana presente in tanti altri domini: “agire si, basta che non si tocchi quello che è caro a me”. Secondo te quale è il problema maggiore, sotto questo punto di vista, della mentalità italiana?

Il nostro principale “nemico” è la forma mentis del Paese Italia. Il problema coinvolge gli italiani di ogni estrazione, dal politico che fa un uso ad personam e strumentale della Res Publica, all’imprenditore che delocalizza o che si trasferisce in paradisi fiscali, al libero professionista che fattura in nero. Tutti credono di fare il proprio interesse, e molto probabilmente lo fanno, ma le loro azioni danneggiano la collettività, il Paese.

Il problema assume poi proporzioni mastodontiche se agli interessi personali si aggiungono quelli dei centri di potere. E allora, pur di non smantellare certi sistemi clientelari, si preferisce non risolvere alla radice il problema spostandolo alla generazione futura. Fino a questo momento l’Armata Brancaleone è sopravvissuta alle avversità e alle logiche clientelari. Ma ora il vaso di Pandora è colmo e si sta sbriciolando.

 

Il debito pubblico non è dunque il problema dei problemi?

In teoria il debito pubblico in sé non è mai un problema. Diventa però un problema quando non si riesce a governarlo, ossia quando non lo si mette a servizio del Paese finanziando i settori pubblici e privati e gli investimenti materiali e immateriali. E se non si riesce a mettere a frutto il debito pubblico e quando lo stock continua irrimediabilmente la propria ascesa, allora occorre ridurlo coattivamente. Ma per evitare di dover ciclicamente ricorrere a misure “taglia debito” serve però un cambiamento culturale. Perché la barriera che ci separa dall’uscita del tunnel della crisi è unicamente mentale. Come giustamente ricordava Albert Einstein, l’unica vera crisi è la tragedia di non volersi adoperare per superarla.

 

Una domanda più personale: sei al tuo primo saggio Stefano. Dopo oltre un anno di collaborazione con il nostro portale è dunque giunta l’ora del grande salto verso la carta. Il Fugazzi amante del New Journalism è nato da un anno. Ora è la volta del Fugazzi autore. Dobbiamo ancora attenderci altre metamorfosi?

La pubblicazione di Idee per l’Italia è il completamento di un percorso iniziato oltre due anni fa quando mi avvicinai al giornalismo frequentando un corso presso la London School of Journalism. Diciamo che il giornalismo è il mezzo per poter dare spazio al “Fugazzi economista”.

Per quanto concerne il futuro, nell’immediato intendo sia promuovere Idee per l’Italia sia iniziare a lavorare su una nuova serie di articoli per Investire Oggi sulle misure a favore della crescita.

 

Idee per l’Italia: scheda di presentazione stefano Fugazzi Idee per l'Italia

“IDEE PER L’ITALIA, Abbattere il debito pubblico per restituire allo Stato la sovranità in politica economica” (Prefazione a cura di Enzo Lecci, redattore di Investire Oggi)

* VERSIONE EBOOK (supportata da tutti i principali Lettori ePub)
ISBN 9781291439311 
LINK per il download immediato: http://ar.gy/4OUF  

* VERSIONE CARTACEA 
ISBN 9781291426281
LINK per riservare una copia: http://www.lulu.com/shop/stefano-fugazzi/idee-per-litalia/paperback/product-21042163.html

 

Sinossi

Secondo recenti stime della Commissione UE, il debito pubblico italiano salirà al 132,2% del PIL nel 2014 mentre la disoccupa­zione andrà oltre la soglia del 12%. Spostandosi all’hic et nunc, le ultime indicazioni della Banca d’Italia sul debito pubblico e i dati Istat sul lavoro confermano la quasi inevitabilità di questo scena­rio e aprono preoccupanti interrogativi sulla coesione sociale del nostro Paese. Dinanzi ad una situazione simile, buonsenso vor­rebbe che l’Italia fosse chiamata a intraprendere azioni straordi­narie per invertire la rotta in materia di finanza pubblica, crescita e occupazione.

Per farlo sarebbe necessario “prendere le misure” su quello che realmente c’è in ballo e avere una dimensione complessiva del problema. Proprio in questo senso si muove il saggio di Stefano Fugazzi. Le proposte “taglia debito” che l’autore passa in rasse­gna con rigore scientifico e senza nulla cedere alle opinioni per­sonali, sono tutte basate sullo stesso presupposto: per riavviare la crescita economica e l’occupazione nel nostro Paese è necessario ridurre lo stock di debito e reperire così risorse per finanziare investimenti pubblici e privati, materiali e immateriali. Si tratta di un passaggio inevitabile che tuttavia non sembra essere compreso da una politica che preferisce invece abbandonarsi a sterili parti­gianerie, a frasi urlate e ai soliti scambi di insulti sulle responsabi­lità dell’incremento dell’indebitamento mentre tutto resta immu­tato e da anni si parla della necessità di “fare presto”.

Nel saggio di Stefano Fugazzi vengono passate in rassegna, in modo chiaro e comprensibile, anche per i non addetti ai lavori, tutte le principali proposte in materia di riduzione del debito pubblico: dalla parziale cessione del Patrimonio pubblico, alle misure che fanno leva sulla fiscalità, ai piani “anti spread”, agli interventi articolati su più azioni.

Alcune possono piacere, altre meno, ma tutte, in ogni caso, hanno il non secondario merito di lanciare una pietra nello sta­gno dei luoghi comuni cercando di stimolare un dibattito che sa­rebbe oggi come non mai non solo auspicabile ma addirittura urgentissimo. Se questo breve e semplice saggio riuscirà a cen­trare tale obiettivo portando il dibattito su argomenti che hanno, ogni giorno, un impatto concreto sulla vita di ognuno, allora esso potrà definirsi, nel suo piccolo, un successo.

Il passo successivo sarebbe poi quello, come correttamente an­nota Fugazzi a conclusione del saggio, di rimuovere quel muro psicologico che impedisce all’Italia, alla cittadinanza e alla classe dirigente (tutti specchi reciproci) di riscrivere la nostra forma men­tis e quindi il nostro modus operandi. (prefazione a cura di Enzo Lecci, Investire Oggi)

 

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  • # 2
    Di questo articolo si parla in : Si dice di “IDEE PER L’ITALIA” su web e radio! | IDEE PER L'ITALIA


  • # 8