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19 giugno 2012, ore 17:08  |  Economie Europa

Banche europee meno coperte dai crediti dubbi rispetto alle banche USA

"La copertura dei crediti dubbi potrebbe diventare un tema pressante per le banche europee, meno coperte di quelle americane, e in particolare per quelle italiane, che hanno un'incidenza su crediti e mezzi propri nettamente superiore alla media del Vecchio Continente", Mediobanca R&S

“La copertura dei crediti dubbi potrebbe diventare un tema pressante per le banche europee, meno coperte di quelle americane, e in particolare per quelle italiane, che hanno un’incidenza su crediti e mezzi propri nettamente superiore alla media del Vecchio Continente”. Ciò è quanto viene comunicato in relazione ai dati cumulativi sulle principali banche internazionali analizzati da R&S di Mediobanca.

Dallo studio effettuato, nello specifico, emerge che nel 2011 il tasso di copertura dei crediti dubbi (cioè gli accantonamenti su crediti dubbi lordi) è leggermente cresciuto per le banche europee portandosi al 50,7% contro il 49,6% registrato nell’anno prima. Si tratta di un livello ancora molto basso rispetto ai maggiori istituti di credito americani (nel dettaglio si parla del 77% nel 2011 dall’82,7% del 2010). I crediti dubbi incidono per l’1% dei prestiti erogati negli Usa contro il 2,6% in Europa ed assorbono il 6,3% dei mezzi propri tangibili degli istituti americani contro il 30,5% della media del Vecchio Continente.

Stando a questo quadro, secondo l’analisi degli esperti di Mediobanca, le cinque maggiori banche italiane hanno in media incidenze su crediti e sui mezzi propri rispettivamente al 6,7% e al 90,1%. Nel dettaglio dei singoli istituti:

  • Intesa San Paolo ha chiuso l’esercizio con un rapporto tra crediti dubbi e patrimonio netto tangibile al 58,2% e con un tasso di copertura (rispetto agli accantonamenti) del 54,4%;
  • Unicredit si posiziona al 95,3% in termini di crediti dubbi sul patrimonio tangibile e al 48,6% come livello di copertura;
  • Mps rispettivamente al 158,8% e al 44,8%;
  • Banco Popolare al 137,5% e al 29,8%;
  • Ubi all’83,8% e al 33,2%.
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    Di questo articolo si parla in : Banche, boom derivati in 2011, un quarto di attivo Europa – R&S – Borsa Italiana | Sindacato UNSIAU
  • # 2
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