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18 giugno 2012, ore 10:47  |  Cittadinanza attiva

Tagli stipendi parlamentari: il referendum voluto dal popolo

Un referendum per ridurre gli stipendi dei parlamentari dovrà essere richiesto a gran voce da tutta la popolazione. La raccolta firme è già iniziata in tutta Italia.

In tutta Europa i parlamentari Italiani sono quelli che percepiscono il pagamento più alto: pagamento non stipendio, perchè allo stipendio si sommano altre diverse voci che raddoppiano di fatto i soldi che entrano nelle tasche dei nostri eletti.

Già in  articoli precedenti si era analizzato nello specifico, voce per voce, il totale che i nostri parlamentari percepivano mensilmente (Stipendi politici italiani: i privilegi della vergogna e Stipendi Parlamentari Italiani: i più alti in Europa.

 

Stipendio dei parlamentari

Lo stipendio lordo di un parlamentare italiano è di circa 10 mila euro lordi, che già di per sè è altissimo, ma a questa cifra vanno aggiunti altri 12 euro che i politici ottengono dalle indennità: spese di rappresentanza, portaborse, spese telefoniche (258 euro mensili); nonostante questi stipendi da capogiro i politici non devono sostenere spese di circolazione (come ad esempio il costo dell’autostrada) o spese per il trasporto pubblico in treno, autobus, metropolitana (si è mai visto un politico sul un autobus o una metropolitana??), spese sanitarie o assicurative, spese sportive (piscine e palestre sono gratuite per la casta politica).

A tutte questi privilegi va aggiunta la diaria di soggiorno pari a circa 3500 euro (cifra sicuramente troppo alta per rimborsare la spesa di un eventuale affitto), esentasse, che viene erogata a tutti i parlamentari, anche quelli che hanno un’abitazione a Roma e quindi non devono sostenere le spese di affitto per l’alloggio (che visto lo stipendio percepito potrebbero anche sostenere da soli, come accade a qualsiasi altro dipendente statale).

 

Le promesse del Governo Monti

Appena insediato il Governo Monti, parlando della risoluzione della crisi economica italiana, aveva annunciato un taglio allo stipendio dei politici e dei parlamentari.

Il mondo politico si è ribellato a quella che è stata definita una intrusione all’autonomia parlamentare, e nonostante la presenza della Commissione Giovannini, incaricata di equiparare lo stipendio dei parlamentari italiani a quello dei colleghi europei, non si è giunti a ridurre lo stipendio della casta politica.

 

Referendum popolare per ridurre lo stipendio ai parlamentari

A questo punto però ad insorgere deve essere la popolazione, i cittadini, coloro che con le proprie tasse pagano gli stipendi dei dipendenti statali, e quindi anche dei parlamentari.

Proprio a questo proposito qualche mese fa è stato fondato da Marco Savari un gruppo nel social network facebook per indire un referendum che abolisse completamente i privilegi della classe politica italiana modificando la legge 1261 del 1965.

A questo punto è stata presentata la richiesta di un quesito referendario, dopo aver istituito un comitato, come richiesto dalla legge, chiamato “Comitato del Sole” il cui scopo è quello di dare a tutta la popolazione italiana il segnale di una volontà comune nell’affrontare i sacrifici che la crisi economica richiede e che , fino ad ora, sono stati sostenuti solo da una parte della popolazione.

Infatti è idea comune che i primi a dare questo segnale di volontà comune debbano essere proprio i politici, che alla fine dei conti sono coloro che hanno governato il nostro Paese e lo hanno portato l’economia italiana sull’orlo del baratro.

Il 23 aprile il “Comitato del sole” ha depositato la richiesta di referendum alla Corte di Cassazione, richiesta che è stata pubblicata il giorno successivo sulla gazzetta ufficiale.

Il 25 aprile i portavoce del comitato hanno avuto un colloquio con il Presidente della Camera Gianfranco Fini a Montecitorio e dal 21 maggio il gruppo si è attivato per raccogliere le firme necessarie all’approvazione del referendum.

Le firme si stanno raccogliendo in tutta Italia, ora si chiede a quello che nella nostra Costituzione viene definito Popolo Sovrano di fare quello che la classe dirigente non ha saputo e voluto fare: giustizia ed equità negli stipendi dei Parlamentari e dei politici italiani.

Quello che si spera è che quanti più italiani diano la propria adesione a questa iniziativa per fare in modo che il taglio agli stipendi da nababbi che i nostri politici percepiscono sia netto e definitivo, che i privilegi, che la classe dirigente fa di tutto pur di non perdere, siano finalmente aboliti.

 

Testo del quesito referendario

Il testo del questito referendario, reperito direttamente sul sito ufficiale del “Comitato del sole” recita quanto segue:

“Abrogazione parziale della legge  31 Ottobre 1965 n.1261 sulla determinazione delle indennità spettanti ai membri del Parlamento”.
Volete voi che sia abrogata la legge 31 ottobre 1965, n.1261, Determinazione della indennità spettante ai membri del Parlamento, limitatamente alle seguenti parti?:
Art. 1, comma 1, limitatamente alle parole: “1. comprensive anche del rimborso di spese di segreteria e di rappresentanza”.
Art. 2, comma 1, limitatamente alle parole: “1. Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma”.
Art. 2, comma 2, limitatamente alle parole: “2. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l’ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all’indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di cassazione ed equiparate”.
Art. 3, comma 4, limitatamente alle parole: “4. Restano in ogni caso escluse dal divieto di cumulo le indennità per partecipazione a Commissioni giudicatrici di concorso, a missioni, a Commissioni di studio e a Commissioni di inchiesta”.
Art. 4, comma 2, limitatamente alle parole: “2. Qualora il loro trattamento netto di attività, escluse le quote di aggiunta di famiglia, risulti superiore ai quattro decimi dell’ammontare dell’indennità parlamentare, detratti i contributi per la Cassa di previdenza per i parlamentari della Repubblica e detratte altresì l’imposta unica sostitutiva di quelle di ricchezza mobile, complementare e relative addizionali e l’imposta sostitutiva dell’imposta di famiglia, è loro corrisposta, a carico dell’Amministrazione presso cui erano in servizio al momento del collocamento in aspettativa, la parte eccedente”.
Art. 4, comma 3, limitatamente alle parole: “3. Sono comunque sempre corrisposte dall’Amministrazione le quote di aggiunta di famiglia”.
Art. 4, comma 4, limitatamente alle parole: “4. se non per anzianità”.
Art. 4, comma 5, limitatamente alle parole: “5. Allo stesso sono regolarmente attribuiti, alla scadenza normale, gli aumenti periodici di stipendio”.
Art. 4, comma 7, limitatamente alle parole: “7. Il periodo trascorso in aspettativa per mandato parlamentare è considerato a tutti gli effetti periodo di attività di servizio ed e computato per intero ai fini della progressione in carriera, dell’attribuzione degli aumenti periodici di stipendio e del trattamento di quiescenza e di previdenza”.
Art. 4, comma 8, limitatamente alle parole: “8. Durante tale periodo il dipendente conserva inoltre, per sé e per i propri familiari a carico, il diritto all’assistenza sanitaria e alle altre forme di assicurazione previdenziale di cui avrebbe fruito se avesse effettivamente prestato servizio”.
Art. 5, comma 3, limitatamente alle parole: “3. L’indennità mensile e la diaria per il rimborso delle spese di soggiorno prevista dall’art. 2 sono esenti da ogni tributo e non possono comunque essere computate agli effetti dell’accertamento del reddito imponibile e della determinazione dell’aliquota per qualsiasi imposta o tributo dovuti sia allo Stato che ad altri Enti, o a qualsiasi altro effetto”.
Art. 5, comma 4, limitatamente alle parole: “4. L’indennità mensile e la diaria non possono essere sequestrate o pignorate”.

 

 

 

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13 Commenti

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  • # 11
    domani ci provo speriamo che fili tutto lisiiioooo'''''''''''
  • # 12
    Vorrei sapere dove e come è possibile firmare per indire il referendum. Spero sia possibile anche on-line.
  • # 13
    Purtroppo l'iniziativa è stata chiusa l'autunno scorso perchè non sono state raggiunte le firme necessarie.

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