Martedì 22 Luglio 2014 , Ore 7:19
 
 

Sciopero Tir 9 – 13 dicembre 2013: tutti i dettagli. Trasporti nel caos?

Tra lo sciopero generale ad oltranza indetto dai Forconi e lo sciopero degli autotrasporti e dei Tir, l'Italia rischia di essere spaccata nel pieno del freddo

Durerà ben cinque giorni lo sciopero dei Tir proclamato dal 9 al 13 dicembre 2013 indetto dal coordinamento unitario di Unatras e Anita (Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici).

I mezzi, è stato precisato,  resteranno parcheggiati negli spazi aziendali.

Un fermo pre Natale che rischia di paralizzare l’Italia dalla mezzanotte del 9 dicembre fino alle 24 del 13 (come avvenne nell’ultima mobilitazione simile nel 2007). Vista la lunghezza della durata della manifestazione, non sarà garantito neppure il rifornimento delle pompe di benzina.

 

Sciopero dei Tir: le motivazioni

Quattro le richieste alla base dello sciopero, tra cui la richiesta di cancellazione del taglio dei rimborsi delle accise sul carburante e il mantenimento delle risorse già stanziate per il comparto. Lo scopo è sostenere un settore vittima di forti criticità. Unatras e Anita chiedono il rispetto totale della normativa europea in materia di lavoro in somministrazione transnazionale e sul cabotaggio abusivo praticato dai vettori esteri. L’ultima richiesta riguarda la lotta al lavoro in nero mediante una riforma del Comitato Centrale dell’Albo degli autotrasportatori.

 

Sciopero dei Tir: è possibile evitarlo?

Il 9 dicembre 2013 peraltro è in programma una grande mobilitazione nazionale di carattere generale, ribattezzata come la “rivolta dei forconi” (Sciopero generale 9 dicembre 2013: l’Italia si ferma? Ecco di cosa si tratta) per cui gli effetti di questo fermo potrebbero essere ancora più eclatanti.
Paolo Uggè, presidente di Unatras e di Fai Conftrasporto, ha confermato la disponibilità al dialogo con il Governo purchè a questo facciano seguito interventi concreti e immediati: “Sono questioni centrali che debbono trovare risposte certe e in tempi brevi. Da troppo tempo si discute con il Governo senza che i provvedimenti si concretizzino. Le imprese non possono più attendere”.

 

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