Domenica 21 Dicembre 2014 , Ore 4:41
 
 

Sciopero generale 9 dicembre 2013: l’Italia si ferma? Ecco di cosa si tratta

Grande mobilitazione online per la protesta in programma dal 9 dicembre 2013. Obiettivo: bloccare l'Italia.

E’ stata lanciata su Facebook l’iniziativa di un maxi sciopero generale per paralizzare l’Italia il prossimo 9 dicembre 2013. La proposta parte da diverse organizzazioni, tra le quali il Movimento Forconi, il Movimento autonomo autotrasportatori e il Co.Spa.
Obiettivo: bloccare tutti i valichi di frontiera, porti, aeroporti, pompe di benzina, raffinerie, panifici, rivendite di bombole, strade e autostrade; lasciare passare solo le ambulanze per non creare disagio negli ospedali. Una protesta contro la classe politica: si chiede a tutta l’Italia “che produce” di fermarsi a partire dal 9 dicembre e per almeno tre settimane. Ma sono invitati a scendere in piazza anche disoccupati, precari, studenti e tutti coloro che vogliono dire basta alla distruzione del Paese.
Nel manifesto si legge: “ci hanno accompagnati alla fame, hanno distrutto l’identità di un paese, hanno annientato il futuro di intere generazioni. Per questo ribellarsi contro tali ingiustizie è un dovere di tutti noi!” poi sotto la citazione di Pertini“Quando un governo non fa ciò che dice il popolo, va cacciato anche con mazze e pietre” (diceva Sandro Pertini…).

 

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Rivoluzione popolare 9 dicembre 2013: commenti e adesioni

Online molti commenti e anche parecchie perplessità: c’è chi è convinto che si tratterà dell’ennesima protesta morta sul nascere. In molti lamentano la mancanza di un’organizzazione capillare, con informazioni precise su luoghi e orari. Si lamenta anche la mancanza di un programma ben delineato: ok il blocco ma per quali fini? Cosa si vuole ottenere concretamente?

Ma sono tante anche le adesioni allo sciopero ad oltranza (ribattezzato anche “la marcia della dignità”): i gruppi più attivi si registrano in Sardegna anche se ovviamente il blocco delle strade nell’isola deve tener conto della situazione di emergenza post alluvione posto che quella resta la priorità. Su Facebook è un vero tam tam ma si ribadisce nelle pagine e nei gruppi che dal 9 dicembre la partecipazione è nelle strade: non è ammessa indignazione virtuale.

 

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