05 luglio 2012, ore 17:47 | Notizie
Riduzione delle province e blocco delle tariffe scompaiono dalla spending reviewNella bozza del decreto sulla spending review spazio all'aumento dell'Iva a partire da luglio 2013. Si taglia la spesa pubblica per rimandare di 10 mesi il rincaro di beni e servizi.Nella bozza del decreto sulla spending review che dalle 17 sarà all’esame del consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva non c’è alcun riferimento ai tagli delle province nè tantomeno al blocco delle tariffe di luce, acqua e gas. Spazio invece all’aumento dell’Iva a partire da Luglio 2013. Il governo aveva già affermato che la riduzione del numero delle province sarebbe stata affrontata successivamente con un decreto ad hoc. Insomma, in attesa dei tempi biblici imposti dai regolamenti italiani, tutto resterà come è sempre stato. E’ davvero un destino curioso quello della controversa questione dei tagli delle province. Considerate da tutti i partiti inutili e causa di sprechi, le province, cresciute a dismisura negli ultimi anni, nella consueta ottica di creazione di posti di lavoro inutili, restano sempre lì a dimostrazione dell’immobilismo della politica italiana. E così dopo i piani drastici circolati nelle ultime settimane sul web a conti fatti nulla è cambiato (Tagli alle Province: in Toscana resta solo Firenze). A questo punto quindi l’ultima speranza è davvero legata a questo decreto ad hoc del governo Monti, un esecutivo tecnico troppo prigioniero della politica.
Blocco tariffe luce, acqua, gas: nessuna boccata d’ossigeno per gli italianiNon è solo questa la novità (spiacevole) contenuta nella bozza del decreto sulla spending review all’esame del governo. Tra le altre cattive sorprese c’è infatti l’assenza del blocco delle tariffe di luce, gas e acqua. Una misura di questo tipo, invocata dalle associazioni dei consumatori, sarebbe stata un tampone nei confronti dell’emorragia della perdita di potere d’acquisto delle famiglie italiane (Ipotesi di blocco delle tariffe: ossigeno per le famiglie) Su questo punto c’è da dire che già alcuni giorni fa, molti analisti aveva sottolineato l’inutilità di un simile provvedimento poichè dopo il periodo dello stop le tariffe sarebbe cresciute tutte insieme. Dal punto di vista finanziario la decisione di non bloccare le tariffe è una boccata d’ossigeno per tutte quelle utility quotate a Piazza Affari che negli ultimi giorni avevano subito pesanti perdite proprio in relazione a questo scenario (Utilities e Spending Review, blocco tariffe solo danni per aziende e azionisti).
Aumento Iva da Luglio 2013Altra sgradevole sorpresa riguarda l’aumento dell’Iva. Anche in questo caso dopo tanti tira e molla, il governo Monti ha confermato l’inevitabilità dell’aumento dell’Iva al 23%. In pratica a partire dal primo luglio 2013 l’Iva aumenterà mentre a decorrere dal 2014 il rincaro sarà dello 0,5%. Come era ampiamente prevedibile quindi i tagli alla sanità e i tagli agli statali non serviranno a evitare l’aumento dell’Iva ma solo a rimandarlo di qualche mese. In altri termini si riduce la spesa pubblica (e probabilmente i servizi) ma l’Iva sui beni e servizi aumenterà lo stesso.
Parola d’ordine: prendere tempo e mettere cerottiA conti fatti il decreto sulla spending review del governo Monti sembra solo un ulteriore disperato tentativo di prendere tempo, tamponando qua e là e servendo il piatto indigesto a più riprese e a dosi inferiori. Nell’epoca dei tecnici quindi si continua a navigare a vista. E’ davvero difficile ritenere che nell’estate 2013 gli italiani saranno più poveri, con servizi pubblici sempre più scadenti, con una pressione fiscale alle stelle e con un nuovo aumento dell’Iva con cui fare i conti? Speriamo di sbagliare.
ARGOMENTI TRATTATI:
aumento Iva , blocco tariffe , blocco tariffe acqua , blocco tariffe luce , riduzione province , Spending Review , tagli delle province
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