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20 luglio 2012, ore 15:59  |   Notizie

Referendum anticasta dell’Unione Popolare: per Movimento 5 Stelle è una bufala

Referendum anticasta promosso dall'Unione Popolare secondo esponenti del Movimento 5 Stelle non rispetterebbe la normativa 352 del 1970 che regolamenta i referendum.

Il referendum anticasta promosso e voluto dall’Unione Popolare secondo alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle sarebbe una bufala poichè non rispetta le norme sui referendum previste dalla Costituzione.

Ma andiamo con ordine.

 

Referendum Anticasta dell’Unione Popolare

L’Unione Popolare, comitato promotore di uno dei due referendum che puntano ai tagli degli stipendi parlamentari, vorrebbe l’abolizione dell’articolo 2 della legge 1261 del 31 ottobre 1965, quella che riguarda la diaria di soggiorno dei parlamentari e che recita: ”ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l’ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all’indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di cassazione ed equiparate; possono altresì stabilire le modalità per le ritenute da effettuarsi per ogni assenza dalle sedute dell’Assemblea e delle Commissioni”.

Con il taglio della diaria di soggiorno è stato stimato un risparmio di 48 mila euro annui per ogni esponente del parlamento: un risparmio totale annuo di quasi 48 milioni di euro.

 

Una bufala secondo il Movimento 5 Stelle

Secondo alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, però, il referendum anticasta promosso dall’Unione Popolare potrebbe essere invalidato per ben 4 motivi, tutti e quattro che violano la legge 352 del 25 maggio 1970, legge che disciplina i referendum.

Innanzitutto non è possibile svolgere un quesito referendario in contemporanea ad elezioni politiche, che come tutti ben sanno sono in programma per il 2013, quindi quando verranno convocate le elezioni politiche il referendum sarà sospeso e rinviato di un anno.

Ma allo stesso tempo c’è il divieto, sempre contenuto nella legge citata sopra, di depositare le firme di un referendum l’anno che precede quello delle elezioni politiche (quindi nel 2012).

Quindi in teoria le firme potranno essere depositate a partire dal 1 gennaio 2013, ma, sempre nella legge 352 del 1970, è stabilito che le firme devono essere depositate non oltre tre mesi dalla raccolta.

 

Quindi molti dubbi per questo referendum anticasta, che nonostante la scarsa promozione sta continuando la raccolta delle firme, anche se la confusione causata dalla presenza della raccolta di firme per due referendum dallo stesso nome (Referendum tagli stipendi parlamentari: sono due. Ecco le differenze) ha tratto molte persone in inganno e ha generato molti punti interrogativi.

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