Lunedì 22 Dicembre 2014 , Ore 16:59
 
 

Polenta tossica, una ricerca lancia allarme sull’abuso: rischio tumori all’esofago

La polenta contiene fumonisine, tossine che in grande percentuale possono causare tumori all’esofago. Consumarla bollente aumenta il rischio. Ecco il risultato di una ricerca di Roberto Defez.

La polenta potrebbe essere tossica se diviene alimento costante di una dieta. A lanciare l’allarme sono un gruppo di ricercatori del Cnr.  Questo piatto, diffuso soprattutto nel Nord-Est dell’Italia, è considerato tradizionalmente come una ricetta povera perché preparata con ingredienti semplici ed assolutamente non costosi. Questo ha senza dubbio contribuito alla sua diffusione, soprattutto nelle zone caratterizzate da inverni particolarmente rigidi. Il pericolo in un consumo eccessivo risiede però nella presenza di fumonisine, tossine che, in grandi concentrazioni, possono causare tumori all’esofago e rallentare l’assunzione di acido folico (con conseguenze soprattutto nelle donne in gravidanza).

 

Polenta rischio tumore: i risultati della ricerca e le polemiche

I risultati della ricerca choc, destinata a far discutere molto, sono stati presentati da Roberto Defez in occasione del suo intervento al convegno organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo sostenibile e dal Pontificio Consiglio Giustizia e Pace. Il ricercatore ha fatto riferimento al tetto massimo, differenziato per bambini e adulti, delle fumonisine ammesso nei prodotti alimentari secondo le linee guida del Regolamento 1126 del 2007. “su 77 polente in commercio, la composizione di quelle da agricoltura biologica avrebbe un valore di fumonisine due volte superiore alla media”. Per questo motivo si evidenzia l’esigenza di “un’etichetta trasparente con indicazioni delle fumonisine di quello specifico campione in commercio”. Dati statistici individuano Pordenone, città in cui la polenta rientra con costanza nelle abitudini alimentari, come la terza città in Europa per concentrazione di tumori all’esofago.  Solo un caso? Altri alimenti che aumentano il rischio sono grappe e caffè e in generale le bevande e gli alimenti consumati bollenti. Si attendono maggiori dettagli sulla ricerca che sicuramente provocherà reazioni contrastanti. Va detto peraltro che i dati si riferiscono ad un consumo eccessivo e che quindi non devono creare allarmismi dove non necessario.

 

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