18 luglio 2012, ore 11:24 | Cittadinanza attiva
Green Hill sotto sequestro per maltrattamento agli animaliL'allevamento di Green Hill a Montichiari, in provincia di Brescia, è stato posto sotto sequestro, una delle accuse è il maltrattamento animale.Dopo mesi di polemiche, di manifestazioni, di accuse per maltrattamento agli animali puntualmente smentite da coloro che gestivano la struttura, finalmente il Corpo forestale dello Stato sta ponendo i sigilli per sequestrare il lager delle torture di Montichiari, a Brescia. L’allevamento di Green Hill tra gli animalisti era chiamato il “lager di Green Hill” o “lager delle torture” poichè 2500 cani adulti, più le svariate cucciolate, allevati nella struttura trascorrevano la loro breve vita in luoghi chiusi, dislocati all’interno di 5 capannoni, senza aria naturale e sempre con luce artificiale, animali quindi che non vedevano mai la luce del sole, che non vedevano altro che il luogo in cui erano rinchiusi finchè non venivano ceduti ai laboratori dove trovavano la morte con le sperimentazioni. Tra i reati che hanno portato alla decisione di sequestrare l’allevamento di beagle c’è il maltrattamento animale, ed ora 30 forestali dei comandi provinciali di Brescia, Bergamo e appartenenti al Nucleo Investigativo per i Reati in danno agli Animali (Nirda), alla presenza di esponenti della questura di Brescia stanno ponendo Green Hill sotto sequestro. Le operazioni sono state disposte direttamente dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia, e comprende l’ispezione dei capannoni della struttura, dislocati su 5 ettari di terreno, in cui sono stati trovati moltissimi cani di razza beagle sia adulti che cuccioli, che erano allevati nella struttura per essere destinati alla sperimentazione in laboratorio.
Lo scorso 28 aprile l’irruzione di animalisti nella struttura porto la salvezza parecchi cuccioli di beagle, liberati dalle gabbie in cui erano rinchiusi fin dalla nascita, ma richiese anche l’intervento della Digos; probabilmente il sequestro di Green Hill nasce proprio da quell’intervento degli animalisti. Durante il blitz degli animalisti però 12 persone furono arrestate con l’accusa di rapina impropria, furto, violazione di domicilio, invasione di terreni ed edifici, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Dopo la liberazione infatti le foto dei cuccioli di beagle mentre venivano passati sopra il filo spinato che circonda Green Hill per fargli raggiungere la libertà e per garantirgli la vita, avevano ben presto fatto il giro del web, suscitando l’indignazione di chi non sapeva neanche dell’esistenza di luoghi in cui cuccioli indifesi venivano allevati appositamente per essere usati in laboratorio per le sperimentazioni sugli animali. Nonostante l’ovvietà di quello che accedeva coloro che gestivano Green Hill continuavano a sostenere di non commettere nulla di illegale, e la stessa Procura di Brescia, dopo una perquisizione, aveva stabilito che nella struttura non venivano maltrattati gli animali (Green Hill, il lager delle torture: per la procura di Brescia nessuna irregolarità). Ma ormai il vaso di Pandora era stato aperto. L’intervento animalista di liberazione, infatti, ha notevolmente sensibilizzato l’opinione pubblica provocando l’indignazione di tutti coloro che amano gli animali e che sono contro la vivisezione e la sperimentazione su vittime innocenti.
ARGOMENTI TRATTATI:
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Green Hill, il lager delle torture: per la procura di Brescia nessuna irregolarità 
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