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Dimissioni Elsa Fornero: il popolo della rete contro il ministro

In internet sono decine i siti che ormai presentano una petizione per raccogliere firme volte a richiedere le dimissioni del ministro del Lavoro Elsa Fornero.

Patrizia Del Pidio

elsa fornero

Ormai la rete pullula di petizioni che richiedono a gran voce le dimissioni di Elsa Fornero; il popolo della rete è davvero infuriato con il ministro del Lavoro, un ministro che non sente rappresentarlo (Riforma del lavoro: Cgil protesta in tutta Italia). Molte e dure critiche sono state mosse alla Fornero dopo l’intervista rilasciata al Wall Street Journal, della quale è stata riportata la durissima frase del ministro che diceva “Il lavoro non è un diritto”: una frase estrapolata da un discorso generale che poteva essere interpretato diversamente se letto nella sua interezza (Il lavoro non è un diritto, sentenzia la Fornero). Infatti le accuse mosse ad Elsa Fornero sono state quelle di non tenere conto del primo e il quarto articolo della Costituzione Italiana,  dove tra i Principi Fondamentali della Carta Costituzionale c’è proprio il diritto al lavoro. Quindi il ministro del Lavoro è accusato di non conoscere la Costituzione, o, se la conosce, di volerla riscrivere a suo piacimento. Elsa Fornero quindi è tacciata di non rispettare i diritti degli italiani, e la cosa viene dichiarata una vera vergogna per i lavoratori italiani (Riforma del lavoro:il Governo persevera nei suoi errori). Questa petizione, che richiede le dimissioni del ministro del Lavoro è piuttosto recente, ma ce ne sono anche altre in rete che chiedono sempre le dimissioni della Fornero, ma per altri motivi.   C’è chi la accusa, giustamente, di aver mentito sul numero degli esodati (molto inferiore a quello poi dichiarato dall’Inps) facendo in modo che ora quasi 400 mila persone si ritrovino senza lavoro e senza pensione,  persi in un limbo che li vedrà costretti ad attendere, nella migliore delle ipotesi, l’età pensionabile. Ma le accuse contro il ministro sono anche quelle di non avere rispettato i lavoratori italiani, facendo in modo di attuare una riforma del lavoro che non trova l’approvazione di nessuno, una riforma dell’articolo 18, tutela dei lavoratori dipendenti contro il licenziamento senza giusta causa, facendo in modo che per i datori di lavoro sia molto più facile licenziare i propri dipendenti; una riforma che ha incentivato, invece che ridurre, la precarietà. Errori, si legge, dovuti o alla sua incompetenza o alla sua precisa volontà di continuare a perseguire principi finanziari che ledono soltanto i diritti dei lavoratori.   Il popolo della rete, che poi è costituito da cittadini italiani, ricordiamolo, dice basta a questi soprusi e tramite petizioni, che tra l’altro stanno raccogliendo il  favore di molte persone, sta cercando di raccogliere le firme necessarie (50 mila) per richiedere ai partiti presenti in Parlamento di presentare una mozione di sfiducia nei confronti del ministro. Il Premier Mario Monti, durante un’intervista, precisò che il Ministro Elsa Fornero non aveva presentato le sue dimissioni, ma se anche lo avesse fatto sarebbero state respinte; il Premier quindi è soddisfatto del lavoro svolto dal ministro del Lavoro da lui scelto, nonostante l’italia sia in rivolta nei suoi confronti. Ma la gente comune si è sentita presa in giro dal comportamento del Ministro, che ha cercato prima di rassicurare i lavoratori e i disoccupati, facendo credere che la riforma del lavoro avrebbe in qualche modo ridotto la piaga della disoccupazione in italia, e soprattutto viene rimproverato alla Fornero il fatto che non abbia saputo fare un doveroso mea culpa sui grossolani errori commessi e sulle cose omesse per mesi. L’accusa maggiore che si muove al Ministro è quella di aver, tramite il suo operato, accelerato il rischio di migliaia di famiglie italiane di avviarsi verso il baratro economico che inevitabilmente la perdita di un posto di lavoro significherebbe. Proprio per questo si chiedono  le sue dimissioni, e il ripristino delle normative preesistenti che regolavano il mondo del lavoro in Italia.    

12 COMMENTI
12 COMMENTI
  1. DANTE DI NISIO 29 giugno 2012

    chiediamo di proclamare festa Nazionale del pensionato-post-2011 il giorno della morte della Fornero e sue ricorrenze. (gruppo facebook di 6000 persone disperate)

  2. Sifone 29 giugno 2012

    C’è anche a chi piace.
    A me ad esempio piace! :mrgreen:

  3. gianco 30 giugno 2012

    Stiamo vivendo tutti un periodo veramente difficile, io non lavoro ormai da sei mesi e penso di dover andare a vivere in un altro paese che non sia nemmeno in europa ma di chi è la colpa?
    forse le scelte impopolari di questo governo dovevano essere fatte da altri che pensavano solo ad avere i voti che gli servivano per ocuupare le poltrone del potere. Penso all’ICI, oggi IMU, che la chiesa non ha pagato negli ultimi anni, ai rimborsi elettorali, al costo della democrazia che a fatto mangiare igliaia di persone sulle nostre spalle, penso e mi rammarico del fatto che ancora ci sia gente che prendi milioni di euro come buonuscita….
    penso e non so più chi abbia ragione e chi no. Bersani, Berlusconi, Bossi, Di Pietro, Vendola e chi più ne ha più ne metta cosa hanno fatto per NOI? ci hanno portato a questo punto e noi cerchiamo capri espiatori per consolare le nostre coscienze di mancati “rivoluzionari”.
    Ecco che nella mia mente si propone l’idea che nella nostra bella Italia ci voleva una risposta forte fatta da uomini che avevano il coraggio di abbassare le saracinesche e andare in piazza tutti, lavoratori e datori di lavoro insieme, e riprendere quello che stato sempre nostro da quando siamo nati in questo paese ma il coraggio non c’è mai stato e ora continuiamo ad accusare dell’incompetenza dei nostri ministri.
    Spero solo sull’onestà di chi ci governa nel dire la verità e chi non la dice venga processato per aver dannegiato il nostro paese e la nostra vita. 😡

  4. Brava Elsa 30 giugno 2012

    Brava Elsa continua così, era ora che qualcuno ricordasse che in Italia si deve lavorare sul serio e non poltrire solo perchè si è riusciti a gudagnare il POSTO di lavoro. Il lavoro è un diritto ma va anche meritato ( sono convinto che fosse questo il senso della sua affermazione volutamente travisata ).

    Io abolirei i sindacati che rappresentano la vera palla al piede di questo paese, senza di essi l’Italia sarebbe davvero competitiva, non ci sarebbero più aziende delocalizzate in cina e si permetterebbe a tutti i disoccupati che veramente vogliono lavorare di poterlo fare, lavorare è un diritto così come dovrebbe esserlo anche quello di licenziare gli scansafatiche ed assumere altre persone desiderose di lavorare. Permettete i licenziamenti e poi vedi come corrono a produrre, a partire dai dipendenti statali. Via la Camusso e tutto il suo seguito di lavoratori negligenti da questo paese!

  5. Mimmo 1 luglio 2012

    Evidentemente lei vivrebbe benissimo nel ‘700, quando non c’era sindacato ma solo schiavitù. Evidentemente lei è una di quelle persone che non ama leggere dati, statistiche report. Perchè se lo facesse saprebbe che i lavoratori italiani vantano (si fa per dire) gli stipendi più bassi d’Europa. Saprebbe che il costo del lavoro è il più alto d’Europa ma non perchè i lavoratori percepiscono più soldi ma per il fatto che il governo ha una esosità che non ha uguali al mondo. Saprebbe anche che solo una piccola parte del totale dei lavoratori gode ( o meglio, godeva) della protezione dell’art. 18 che riguarda solo le imprese con un numero superiore a 15 dipendenti che sono solo il 3% (TRE PER CENTO) del totale. Quindi egregio lettore, la riforma del lavoro non era proprio necessaria perchè quello che hanno bisogno gli Italiani, in questo momento, è il lavoro.

  6. gianni terzani 1 luglio 2012

    Non basta che se ne vada la Fornero. E’ Monti che tiene i cordoni della borsa.
    Io faccio parte di quella folta schiera di truffati da questo governo, in quanto invogliati a proseguire i versamenti volontari per maturare il diritto alla pensione e poi rinviati di parecchi anni. Io da oggi dovevo essere in pensione ed invece vengo rimandato al 2020, ma i soldi che ho versato in più ed assolutamente per niente (anzi la media degli ultimi 10 anni per il conteggio della pensione mi si abbassa), il governo se li tiene. Diffondete questo messaggio e poi andiamo a vedere qual è la credibilità di cui Monti dice tanto di godere. Se poi si tratta di un’altra “svista”, sarà bene che si concentri un po’ di più.

    Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
    Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
    Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
    Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
    Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.
    Bertolt Brecht o Emil Gustav Friedrich Martin Niemöller?

  7. Francesca 1 luglio 2012

    E’ vero, via i sindacati, più impegno e non avremmo delocalizzazione in Cina; i lavoratori lavorerebbero di più e meglio dei cinesi con turni dalle 14 alle 16 ore al giorno ed obbligo di dormire in azienda; e come accadeva al nonno in fabbrica obbligo di chiedere il permesso per fare pipì e non più di due volte a turno.
    Ottimo! cosa aspettiamo a fare questo grande passo di civiltà per un mondo migliore da lasciare ai nostri figli?

  8. Ronnie 1 luglio 2012

    Eh,ma… è preoccupante una così al governo (altrochè Sara Tommasi che è drogata o ha gli alieni nella testa). Dopo quello che ha affermato sul diritto di un posto (che sia fisso o meno) di lavoro, andrebbe cacciata. Ma sa cosa cita il 1° art. della Costituzione? La nostra Repubblica è democratica e fondata sul lavoro, quindi…
    Che poi non ci sia più democrazia, e sia sprofondata negli scandali, fra nani, pupazzi e saltimbanchi, gestita dalle mafie etc, è un altra cosa. Ma almeno non ammetterlo. ….azzo, sei un ministro della Reppubblica e ci costi (fotti) 50 mila euro al mese come minimo, tra emolumenti, privilegi, guardie del corpo, auto blu, esenzione al pagamento di………. ma che paese di merda che siamo a tollerare queste cose e questa gente. Dopotutto siamo in una dittatura. Una brutta dittatura, ma c’è gente che ancora scherza o non la vede o non la vuole vedere. Il fascismo dei banchieri! Cosa c’è di peggio? e io sono un nostalgico 60enne. Pensate un po’.

  9. risp 1 luglio 2012

    Sempre meglio di come si “lavora” oggi in italia, se si continua ad assecondare i sindacati il lavoro diverrà sempre più un miraggio per chi vuole lavorare veramente, ovviamente.

  10. Risposta a tutti gli scansafatiche 2 luglio 2012

    Ridurre il potere dei sindacati non manderà proprio nessuno in schiavitù semplicemente farebbe in modo che tutti coloro che hanno il POSTO di lavoro e non lavorano inizierebbero a fare quello per cui vengono pagati esattamente come tutti gli altri lavoratori che invece non hanno nulla da temere perchè eseguono correttamente il loro lavoro.
    Lavorare è un diritto ma anche licenziare i negligenti dovrebbe esserlo, e se non si fa parte di questa categoria non vedo di cosa si debba avere paura…oppure lei ha la coda di paglia?
    Si arriva al punto che in questo paese si può divorziare ma non licenziare.
    Io azienda che interesse dovrei avere ad assumere se poi non posso più licenziarti? E’ normale che ci penso mille volte prima di assumere o “addirittura” giustamente delocalizzo, se invece si potesse licenziare più agevolmente ( e per farlo bisognerebbe mettere un guinzaglio ai sindacati ) molte più persone verrebbero assunte, e il lavoratore licenziato non avrebbe nulla da temere, se veramente in gamba, perchè con questa politica di assunzione avrebbe la certezza di essere assunto altrove.
    Tra l’altro con i contributi, 27e e così via le aziende italiane stanno letteralmente scomparendo, e non perchè negli altri paesi ci sia la schiavitù ma perchè i “non lavoratori” non divengono un peso per le aziende estere.
    Invece allo stato attuale una gran moltitudine di persone ha il POSTO di lavoro e non ha nessuna voglia di lavorare e persone che davvero vorrebbero lavorare invece non possono farlo.
    Basta guardare i “famosi” dati di cui sopra, della disoccupazione per capire questo, ma è chiaro che lei è una di quelle persone che non ha alcuna voglia di richiare il suo POSTO. Tra l’altro anche i giornali americani hanno elogiato Elsa Fornero per la sua visione progressista ed ammonito la Camusso per l’esatto opposto quindi dovrebbe capire che è lei il regressista non certo persone come la Fornero che vogliono che il mondo del lavoro inizi a funzionare sul serio.

    Saluti.

  11. Risposta a tutti gli scansafatiche 2 luglio 2012

    Ridurre il potere dei sindacati non manderà proprio nessuno in schiavitù semplicemente farebbe in modo che tutti coloro che hanno il POSTO di lavoro e non lavorano inizierebbero a fare quello per cui vengono pagati esattamente come tutti gli altri lavoratori che invece non hanno nulla da temere perchè eseguono correttamente il loro lavoro.
    Lavorare è un diritto ma anche licenziare i negligenti dovrebbe esserlo, e se non si fa parte di questa categoria non vedo di cosa si debba avere paura…oppure lei ha la coda di paglia?
    Si arriva al punto che in questo paese si può divorziare ma non licenziare.
    Io azienda che interesse dovrei avere ad assumere se poi non posso più licenziarti? E’ normale che ci penso mille volte prima di assumere o “addirittura” giustamente delocalizzo, se invece si potesse licenziare più agevolmente ( e per farlo bisognerebbe mettere un guinzaglio ai sindacati ) molte più persone verrebbero assunte, e il lavoratore licenziato non avrebbe nulla da temere, se veramente in gamba, perchè con questa politica di assunzione avrebbe la certezza di essere assunto altrove.
    Tra l’altro con i contributi, 27e e così via le aziende italiane stanno letteralmente scomparendo, e non perchè negli altri paesi ci sia la schiavitù ma perchè i “non lavoratori” non divengono un peso per le aziende estere.
    Invece allo stato attuale una gran moltitudine di persone ha il POSTO di lavoro e non ha nessuna voglia di lavorare e persone che davvero vorrebbero lavorare invece non possono farlo.
    Basta guardare i “famosi” dati di cui sopra, della disoccupazione per capire questo, ma è chiaro che lei è una di quelle persone che non ha alcuna voglia di richiare il suo POSTO. Tra l’altro anche i giornali americani hanno elogiato Elsa Fornero per la sua visione progressista ed ammonito la Camusso per l’esatto opposto quindi dovrebbe capire che è lei il regressista non certo persone come la Fornero che vogliono che il mondo del lavoro inizi a funzionare sul serio.

    Saluti

  12. Roberto Freggi 2 luglio 2012

    La ministro Fornero deve dimettersi perchè ha mentito sul numero degli esodati.,.,., che in verità sono molti di più di quelli forniti da. iNPS.

    Ha dimostrato malafede d’intenti e ha mentito in modo puerile.

    Deve dimettersi e nascondersi perchè prima o,dopo qualcuno la potrà riconoscerà per la strada e allora .,.,,, il resto arriverà.

    Vergogna, vergogna, non la vogliamo, non la vuole piú nessuno e Lei lo sa.

    Roberto

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